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lunedì 8 maggio 2017

La meditazione orientale mi aveva condotto nelle grinfie del demonio

Nell’aprile 2017 è apparso sulla rete, un’interessante articolo in cui l’autore spiega quanto la meditazione di matrice orientale avesse fatto male all’attrice Claudia Kool che ha confessato: “LA MEDITAZIONE ORIENTALE MI AVEVA CONDOTTO NELLE GRINFIE DEL DEMONIO”
“Mi trovavo - spiega l’attrice che come è noto vive un’intensa vita di fede da molti anni - in una situazione difficile, in cui né il denaro, né il potere, né nessuno mi poteva aiutare in alcun modo. Ero impotente di fronte al maligno, che si è manifestato attraverso la pratica di meditazione orientale, che mi avevano insegnato a fare nell’ambiente dello spettacolo”.
L’autore dell’articolo descrive brevemente le caratteristiche di pratiche come lo Yoga e la meditazione orientale che negli ultimi decenni hanno trovato una larga diffusione anche nel mondo occidentale divenendo una vera e propria realtà culturale seguita da milioni di persone.  
Dato che qualcuno etichetta lo Yoga e alcune discipline orientali come branche del movimento New Age, sull’argomento abbiamo chiesto lumi al prof. Ferrari del Gris di Bologna il quale ci ha rilasciato una lunga intervista i cui contenuti sono stati inseriti in un libro dal titolo: “Breve trattato sulla magia e sull’occultismo” dello scrittore cattolico Beppe Amico.
Vale la pena però di ricordare che sia lo Yoga che la meditazione orientale sono due tecniche che dovrebbero aiutare a migliorare la respirazione e portare chi le esegue ad una forma di rilassamento per combattere lo stress della vita moderna.
L’autore dell’articolo apparso sul sito “Luce di Maria” afferma che Papa Ratzinger è convinto che siano invece tecniche per prepararsi “all’evocazione di presenze spiritiche che distolgono le persone dalla ricerca di Dio per basare la vita sulla forza interiore”.
Si tratta di una prerogativa delle dottrine New Age contraddistinte da un concetto alquanto ambiguo, quello per cui l’uomo si può ritenere a pieno diritto il solo autore del suo progresso materiale e spirituale. L’enciclopedia interattiva Wikipedia né da questa definizione: “Caratteristica distintiva dell'odierna New Age è che ogni individuo, essendo di origine divina, è chiamato a costruirsi un proprio cammino spirituale di risveglio (o di "ritorno a Casa"), riferendosi eventualmente al patrimonio universale proveniente da ogni tradizione mistica e religiosa, inclusi lo sciamanesimo, il neopaganesimo, la cabala e l'occultismo, ma soprattutto basandosi sulla propria esperienza interiore e sul proprio discernimento e sentire intuitivo. Anche l'aiuto che può essere fornito al proposito da guide, angeli o guru è soggetto a questa restrizione, che quindi è diventata nel tempo una vera e propria regola d'oro per vagliare messaggi e messaggeri di qualsivoglia provenienza”.
Per molti spiritualisti, in particolare quelli di estrazione cristiano – cattolica, chi segue le dottrine New Age rischia di perdere l’orientamento e smarrirsi.
“Questo meccanismo - spiega l’autore dell’articolo - è lo stesso che ci allontana dalla religione e ci espone all’attacco demoniaco, infatti, una volta abbandonato il sentiero di luce che Dio ci mostra, ci si trova soli a combattere contro il male, una lotta impari che può essere affrontata solamente con l’aiuto di nostro Signore, di questo si è accorta anche Claudia Koll”.
Come ben sappiamo l’attrice non ha avuto una vita facile, soprattutto nell’infanzia. A causa della prematura morte della madre ha vissuto momenti di grande dolore e sofferenza andando alla ricerca di una sua identità con la frequentazione di dubbie dottrine come quella della meditazione di matrice orientale.
Lei stessa testimonia che all’inizio sembrava che queste pratiche le fossero di giovamento ma poi si accorse che la stavano conducendo su un terreno minato e molto pericoloso.
Ma leggiamo uno stralcio dell’articolo apparso sul sito citato: “Un giorno mentre si rilassava con un po’ di meditazione orientale le è apparso uno spirito che diceva di volere la sua morte, spaventata, l’attrice si dimenava nel letto senza trovare più la pace, finché con gli occhi rivolti al crocifisso di San Damiano non ha recitato un Padre Nostro. Dopo questo episodio, Claudia racconta in un intervista concessa a Radio Medjugorje, che era il 2000 e che si trovava a Roma per il Giubileo, in quella occasione ha compreso che una conversione poteva essere la via da intraprendere per risolvere i suoi dilemmi interiori: “Ho sentito una sensazione di pace mai provata prima”.
L’attrice dopo aver compreso che il suo riavvicinamento a Dio poteva essere davvero la via giusta da seguire, intraprese un cammino di fede che la vede tuttora impegnata in numerose iniziative a favore dei bisognosi.
La frequentazione della Chiesa e dei Sacramenti, uniti ad un’intensa preghiera e a una concreta vita d’azione spesa nella carità verso i fratelli, l’anno portata a poco a poco a colmare quel vuoto esistenziale che sentiva dentro. L’attrice testimonia ormai da molti anni a tutto il mondo la sua esperienza di fede ed i frutti raccolti con il suo cammino spirituale anche attraverso l’associazione da lei presieduta che si chiama “Opera del Padre”.
Lei stessa disse in un’intervista che desiderava testimoniare la grandezza di Dio nell’amore e l’importanza di abbandonarsi fiduciosi nelle sue braccia perché solo così saremo rinnovati.
La vita di Claudia Kool è stata contraddistinta da momenti di grande sofferenza ma per lei conoscere l’amore gratuito di Dio, è stato davvero un momento di svolta che le ha fatto cambiare vita.
L’autore dell’articolo conclude che nonostante l’esperienza della conversione e del suo riavvicinamento a Dio sono stati determinanti anche altre esperienze: “se le chiedete quale sia stato l’aiuto fondamentale durante il percorso di conversione – scrive l’autore - lei afferma che è stato quello della Vergine Maria ed in particolare la Madonna di Medjugorje”.
Ma sentiamo come lei stessa l’ha espresso a parole: “E’ davvero una bella esperienza accogliere la Madonna col cuore. Non mi è assolutamente passato per la testa di cercare segni, di guardare il cielo. Penso che quello sia un incontro che avviene nell’interiorità. Nel momento dell’apparizione non mi interessa troppo guardare la veggente, ma pregare davvero”.


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