Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Pertanto, non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n. 62 del 7.03.2001.

"Chi salva un'anima, ha assicurata la propria alla felicità eterna" (Sant'Agostino).

Guarda il video e ascolta la voce di Suor Pura Pagani

Novità - Suor Pura Pagani - la suorina di Verona che faceva miracoli come Padre Pio

domenica 6 settembre 2015

Sapevate che alcune reliquie della Passione di Gesù sono conservate in una chiesa di Roma?

In un’epoca in cui si fa tanto parlare di prodigi e segni soprannaturali ed i fedeli rincorrono apparizioni e veggenti sparsi in tutti gli angoli della terra, sembra strano che le reliquie autentiche della passione di Nostro Signore ci lascino così indifferenti.
Eppure sappiamo che in una chiesa di Roma (Santa Croce in Gerusalemme) vengono conservate le reliquie più interessanti della passione di Gesù. Due spine della corona messa sul capo del Messia, uno dei chiodi che trafissero le carni immacolate del Salvatore, la tavoletta con il Titulus sul quale Pilato fece scrivere la motivazione della sentenza del “Re dei Giudei”, alcuni frammenti di terra proveniente dal Calvario dove venne eretta la croce, alcune schegge del legno dove venne appeso Gesù ed altre reliquie della Passione, sono conservate in urne, teche e reliquari nella chiesa romana di Santa Croce in Gerusalemme.

Roberto Copello del settimanale “Oggi”, si stupisce dell’indifferenza dei credenti e dei laici e si domanda come queste reliquie preziosissime possano passare così inosservate.
Le chiama reliquie fenomenali, e veramente sarebbero tali se avessimo la certezza della loro autenticità. La conferma ci viene dalla studiosa ed archeologa Maria Grazia Siliato che recentemente ha analizzato queste reliquie. La ricercatrice afferma che non si tratta di leggenda, che per 14 secoli queste reliquie sono state considerate autentiche e che la sua tesi viene sottoscritta anche da studi scientifici i quali hanno dimostrato che le reliquie risalgono effettivamente all’epoca di Cristo. “Il loro valore - afferma l’archeologa - è paragonabile a quello della Sindone.
“Scetticismo e sorrisini ironici abbondano - scrive Copello - “Si, sarebbe un pezzo della croce di Gesù. Dicono che sia un chiodo originale. Secondo la leggenda sono spine della corona di Cristo...”. Eppure per 14 secoli, dal 300 al 1700, nessuno ebbe dubbi. E ora nuove, clamorose scoperte archeologiche ripropongono la domanda: se davvero fossero gli strumenti della Passione di Gesù?...(Oggi, 24 dicembre 1997).

Nel XVIII secolo, l’odio alla religione del dominio tiberino riuscì quasi a distruggere queste reliquie, che vennero salvate in extremis da un monaco del convento in Santa Croce. I recenti studi non lasciano posto ai dubbi. Realmente quegli strumenti servirono per crocifiggere un uomo ebreo duemila anni fa che si chiamava Gesù di Nazareth.
La Siliato, commenta: “Se poi, quell’uomo era anche Dio, non stà a me dirlo. Ma è certo che questi oggetti non sono arrivati a Roma perchè qualcuno li ha comprati nel bazar di Costantinopoli”(Oggi, 24/12/’97).
Secondo le affermazioni della Siliato queste reliquie vennero occultate dall’imperatore Adriano che aveva fatto costruire sul Golgotha un Foro e due templi che in epoche successive andarono distrutti. Fu così che vennero alla luce sia il sepolcro dove era stato sepolto Gesù, che una cisterna dove erano state abbandonate le preziose reliquie.
Fu Sant’Elena a scoprire ciò che realmente accadde nei luoghi della Passione e ad ordinare la demolizione dei manufatti voluti da Adriano. “Tutto questo non è leggenda - spiega la Siliato - ma è attestato da molti storici dell’epoca” (Ivi).

L’autenticità delle reliquie viene sottoscritta anche dall’abate di Santa Croce che le conserva con scrupolosità.
In molte chiese e parrocchie italiane inoltre, si conservano alcuni frammenti della croce del Calvario, reliquie che venivano esposte in determinate ricorrenze religiose e portate in processione nelle feste solenni. Erano oggetto di culto e di devozione da parte dei fedeli che nell’ultimo periodo invece, davanti a questi eccezionali pezzi rimangono indifferenti. Perchè tale scetticismo, perchè tanta indifferenza?

Senz’altro i tempi sono cambiati. Una volta bastava meno di un pezzo della croce di Gesù per destare la fede negli animi. Oggigiorno il mondo è confuso, la parabola del povero Lazzaro e del ricco Epulone si stà realizzando con sorprendente evidenza.
Abramo rispose al ricco Epulone che i figli dell’uomo ricco non avrebbero creduto nemmeno se il Figlio di Dio fosse apparso davanti a loro. Così i cristiani di oggi non solo non credono alle reliquie di Santa Croce,[1] ma nutrono un’allarmante indifferenza e questo è ancor peggio di un diffuso atteggiamento ateistico.

E’ inutile negarlo, sono andati persi tutti i valori devozionali che contraddistinguevano la fede dei cristiani di un tempo, che era più semplice e non andava alla ricerca di grandi segni (quelli di allora potevano bastare).
Oggi si cerca di più e il miracolo, la guarigione straordinaria, l’apparizione mariana non bastano più ai fedeli per credere, perchè ognuno sembra essersi ritagliato una fede a modo suo.
Pare che oggi ci sia bisogno di sensazionalismo (ecco perchè le profezie di sventure sono tanto in auge), di segni prodigiosi che sconvolgano, che diano una scossa alle coscienze. Cosa volete che siano alcuni pezzi di legno, un chiodo e due spine?
L’uomo vuole prove ben più attendibili, ma quand’anche le avesse, forse negherebbe davanti all’evidenza[2]. Era assai migliore il “vecchio povero mondo antico” - sostiene la Tamaro. Concordo pienamente.




[1] Rileviamo dal settimanale “Oggi” del 24 dicembre 1997: “La reliquia più celebre conservata in Santa Croce è però il chiodo. Secondo la tradizione Elena ne recuperò tre: uno lo fece inserire nel freno del cavallo di Costantino, uno nell’elmo del figlio, il terzo lo portò a Roma. E’ questo un chiodo lungo 12,5 centimetri, cavo e quadrato, largo dai 5 ai 9 mm e privo della punta...
Ci sono poi due spine, legnose e acuminate, lunghe circa 3,5 centimetri: in passato sono state sottoposte a esame botanico, ma senza risultati...E c’è anche il patibulum, cioè il braccio orizzontale della croce che il condannato si trascinava sulle spalle fino al luogo dell’esecuzione...(Oggi, 24 dicembre 1997).
[2] Siamo stati abituati a notizie clamorose, a veri e propri scoop che fanno scandalo. Al di fuori di essi non c’è nulla di interessante. Anche la religione non fa eccezione, se non c’è lo scoop chi è disposto ad approfondire alcunchè?  

Nessun commento:

Posta un commento

LA SACRA BIBBIA INTERATTIVA

LA SACRA BIBBIA INTERATTIVA
La versione CEI