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Novità - Suor Pura Pagani - la suorina di Verona he faceva miracoli come Padre Pio

lunedì 8 giugno 2015

Riflessioni per ottenere la contrizione dei peccati

Ecco alcune riflessioni che possono aiutarti a stimolare una sincera contrizione dei tuoi peccati.
1. O peccatore, hai mai seriamente meditato sulle conseguenze del peccato mortale, considerando che potresti rischiare di finire negli abissi dell’inferno per vivere eternamente nell’infelicità e nella disperazione? Hai mai compreso che se finirai nelle tenebre degli abissi infernali, il demonio sarà tuo padre e i tuoi fratelli saranno gli altri reprobi che hanno fatto la tua stessa fine miseranda? Hai mai compreso che peccando tu sceglierai come tua dimora gli antri bui e caliginosi dell’inferno e rinuncerai volontariamente alle delizie del Cielo?
2. Hai mai riflettuto che rinunceresti alla tua piena realizzazione e alla gioia senza fine preferendo beni minori di quelli offerti dal Tuo Dio? Hai mai pensato a quale grande eredità sei stato chiamato e che potresti farne parte e godere del frutto del tuo impegno e delle tue buone opere?
3. Hai mai pensato che con il peccato mortale tu ti sei ribellato a Dio stesso e insuperbito come Lucifero, per combattere il tuo Signore sovrano e padrone assoluto di tutte le cose? Quale temerarietà! Quale stoltezza! Perdere la tua parte di eredità per pochi miseri beni materiali, per brevi momenti di piacere carnale! Non farti dominare dall’orgoglio! Combatti da valoroso! Insieme a Gesù conseguirai la vittoria certa! Considera la grandezza di Dio e la tua misera condizione di uomo mortale. Hai mai pensato che la sola persona che dovresti avere per amica è proprio Dio? Che solo Lui può aiutarti a vivere una vita più felice? Che solo Lui può guarire le tue malattie fisiche e spirituali?
Hai mai pensato che più volte di quanto tu non creda Egli ti ha aiutato e soccorso nel bisogno? Ha risolto i tuoi problemi? Ti ha messo sulla strada persone buone che ti potessero aiutare? Non sfidare quindi la sua Santità e la sua Giustizia! Ritorna in te stesso e opera il bene. Vivrai sereno e nella pace del tuo Dio, lo compiacerai a scoprirai le gioie che Egli ha in serbo per te.
4. Quante volte, o peccatore, hai abusato dei doni di Dio e li hai utilizzati per combatterlo e osteggiarlo con la tua errata condotta? Quale stoltezza, mettersi contro Dio! Non sai che Lui, Bene Sommo, vince sempre e che il male per quanto possa apparentemente trionfare, un giorno sarà sconfitto? Eppure Egli non ha mai smesso di beneficarti e di amarti, anche se lo hai molte volte disgustato con i tuoi peccati e le tue iniquità. Dall'eternità il suo amore ha parlato sempre in tuo favore; e tu, non hai compreso tutti i benefici che potevi trarne e ti sei abbandonato ai vizi, ti sei fatto dominare dalle passioni. Hai dimenticato le sue benedizioni e disprezzato le sue grazie. Quale errore più grande! Che abuso dei Sacramenti, che scandalo! Quale ingratitudine potrebbe essere peggiore di questa e meritevole di una giusta vendetta di Dio? Mille volte tu sei stato strappato dalle fiamme dell’inferno; se non fosse per la sua infinita misericordia, tu saresti già sprofondato nelle tenebre più fitte.
5. tu hai osato paragonare il Dio di ogni grandezza e santità alle tue passioni sciocche e ai tuoi sordidi ed insignificanti interessi a cui hai dato la preferenza: Che empietà! Che scandalo! Tu hai sostituito Dio con i tuoi idoli miseri, insignificanti, ributtanti, spregevoli! E’ la tentazione di tutti gli uomini. Ogni peccatore, quando può, detronizza, distrugge, annienta Dio ed eleva i suoi idoli, si avvinghia alle sue divinità, quelle del potere, del denaro, del piacere mondano, dell’indifferenza nei confronti dei poveri e dei diseredati e di tutti coloro che soffrono per l’ingordigia e l’avidità di tanti. Che crimine abominevole! Che spreco di grazia!
6. Il peccato, questo orribile mostro, è l'unico nemico di Dio; è l'unico oggetto che Dio detesta; il suo odio per il peccato è eterno, infinito e necessario perché va contro l’amore, l’essenza stessa di Dio. Sì; il peccato è qualcosa di così abominevole e orribile, che potrebbe provocare la morte di Dio, se ciò fosse possibile e se Egli non fosse uno spirito immortale: così che se Dio potesse morire, tu avresti provocato la sua morte mille e mille volte per i tuoi peccati. Egli non si è difeso, Egli non ti ha combattuto mentre tu lo attaccavi. Egli ti ha sempre amato, anche quando tu volevi ucciderlo e annientarlo. Quale malizia peggiore di questa?!
7. Osserva, o peccatore, il Signore della gloria, il Divino Gesù, coperto di disprezzo e sopraffatto dai dolori, che termina la sua vita sul palo della Croce. È il peccato che lo ha ridotto a tale stato; con questa offerta che ha fatto di se stesso, Egli ha espiato i tuoi crimini e per essi patì tormenti crudeli e una morte infame.
Il peccato rende inefficace nella tua anima i frutti delle sofferenze di questo Dio Redentore; peccando rinunci ai meriti del Salvatore Divino, anche se di valore infinito, essi saranno inutili per la tua salvezza. O enormità! O malizia del peccato! Chi sarà mai in grado di conoscerti e di capirti se ti allontanerai dal tuo Dio? Non scoraggiarti o peccatore, la misericordia di Dio è più grande dei tuoi crimini. Deciditi ora per Lui. Chiedi perdono, ritorna sulla via dritta e opera il bene. Egli aprirà le sue braccia e ti terrà stretto nel suo abbraccio d’amore e tu proverai così tanta gioia che il tuo cuore non saprà nemmeno contenerla. Quale promessa migliore? Gesù ti aspetta, non farlo aspettare ancora, Egli ti ama e desidera che tu lo ami. Apri la porta del tuo cuore e non avere paura! Dio vuole la conversione del peccatore, non la sua morte! Torna a Lui con dolore e fiducia, abbandonati nelle sue braccia, non immagini nemmeno quanto sia bello! Non dimenticare mai la sua misericordia. Piangi per i tuoi peccati passati e cerca di emendarti. Rimprovera te stesso per tua indolenza al servizio di un Dio così buono, che ti ha perdonato con tanta misericordia. Non commettere più peccati, evita anche quelli veniali perché essi raffreddano l'amicizia con Dio e ti mettono in pericolo di peccare più gravemente, appannano la brillantezza e la bellezza che la grazia conferisce alle nostre anime e ci fa perdere il frutto delle nostre opere buone disponendoci al peccato mortale.
Il peccato veniale priva l'anima di una nuova grazia che essa avrebbe potuto ricevere, la priva di un grado di gloria superiore che avrebbe potuto acquisire. Il peccato veniale distrugge per sempre i frutti che avrebbe potuto produrre un atto di carità; ne consegue che Dio è meno glorificato e meno amato. 

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