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"Chi salva un'anima, ha assicurata la propria alla felicità eterna" (Sant'Agostino).

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Novità - Suor Pura Pagani - la suorina di Verona che faceva miracoli come Padre Pio

venerdì 26 giugno 2015

Meditazione del venerdì - Considera quanto il Signore Gesù sia abbandonato e lasciato solo

Vogliamo proporvi in questo post una meditazione sulla Passione di Cristo il quale nei momenti solenni del suo sacrificio venne abbandonato da tutti. Ci potrebbe aiutare a crescere spiritualmente se andassimo a trovarlo qualche volta nelle chiese dove Egli è sempre disponibile a beneficare chiunque.

Ecce venit hora, et iam venit, ut dispergamini unusquisque in propria, et me solum relinquatis (Io. 16, 32). 
Sta per giungere il tempo, anzi e già venuto, in cui tutti sarete dispersi e mi lascerete solo. 


Quali sentimenti non doveva provare il Cuore di Gesù mentre prediceva agli Apostoli la loro viltà e ingratitudine, la fuga e la loro dimenticanza? E gli apostoli stessi potevano mai convincersi che sarebbero stati capaci d’abbandonare un Signore così buono? Eppure ciò avvenne. Ma finalmente, o mio Salvatore, quel tempo è passato. Che dico, è passato? È venuto il tempo in cui tu sei lasciato solo, e quando mai sei lasciato più solo che in questo tempo? Gesù sta giorno e notte sui nostri altari, e c’è forse qualcuno che si dia grande premura e si mostri molto assiduo nel trattenersi con Gesù? La reggia d’un principe è sempre piena di una gran folla di cortigiani, benché solo poche persone possano parlare al principe; mentre Gesù è l’unico che riceva tutti senza distinzione, ed è pronto e sommamente desideroso di beneficare tutti: eppure Gesù è quasi sempre solo! 

mercoledì 24 giugno 2015

La tiepidezza - uno stato altamente pericoloso per l'anima

La tiepidezza del cuore è altamente dannosa per i progressi dello spirito e per la conquista della felicità eterna.
Benché il Figlio di Dio senta orrore infinito per il peccato, però non l’ha del peccatore; lo chiama, lo cerca, prova compassione di lui: ma il Cuore divino non può tollerare l’anima tiepida.
Dio volesse che voi foste freddi o caldi, ci dice l’amabile Salvatore, ma siccome siete tiepidi, vi rigetterò dalla mia bocca. Il Cuore di Gesù cerca delle anime pure e suscettibili dell’amor suo; il S. Cuore è sempre generoso e vuole anime capaci di ricevere i suoi favori e di giungere al grado di perfezione a cui le destina: ora questo non si verifica in quell’anima che vive nella tiepidezza. 

L’anima tiepida si trova nello stato di cecità causata dalle passioni che la tiranneggiano, dalla dissipazione continua in cui si trova, la quale le impedisce, di rientrare in se stessa, dalla moltitudine dei peccati veniali ch’essa commette, e dalla privazione delle grazie celesti, che le attira la sua resistenza.

Questo accecamento conduce alla coscienza falsa, sotto il cui riparo l’anima, che pure frequenta i Sacramenti, si trattiene per molti anni in peccati considerevoli, ma che la passione le nasconde o travisa, perché essa non ha la forza di correggersene. 

Ciò che rende questo stato anche più pericoloso e costringe Gesù Cristo a rigettare dal Suo Cuore un’anima tiepida, è ch’essa si trova in qualche modo disperata, perché la tiepidezza non guarisce quasi mai. Siccome i peccati commessi da un’anima tiepida non sono quei peccati grossolani e scandalosi che fanno orrore a chi è alquanto timorato, ma sono assai spesso puramente interni e non avvengono se non nel cuore, così sfuggono facilmente alla riflessione d’una coscienza poco sensibile e all’anima poco attenta a se stessa. Perciò, non conoscendo la gravezza del suo male, essa non si dà premura di rimediarvi, mentre un gran peccatore, che facilmente comprende i suoi disordini, è più in grado d’esserne toccato e di sentirne orrore. In questo senso N. S. dice ch’è più preferibile esser freddo che tiepido.

Non appena si cade nella tiepidezza non si pensa ad altro che a se stesso, si è in continua ricerca di ciò che reca piacere, nasce una delicatezza che si raffina talvolta sulle persone più sensuali, un amor proprio che, non essendo indebolito dagli oggetti estranei, è tanto più forte, in quanto si rinchiude in se stesso e si applica interamente nell’immaginazione d’una vita comoda e tranquilla.

I segni per poter conoscere se siamo in questo pericoloso stato di tiepidezza, sono gli effetti ordinari che esso produce in un’anima tiepida: 1) Grande negligenza, in tutti gli esercizi spirituali, disattenzione nelle preghiere, confessioni senza emenda, Comunioni senza preparazione, fervore e frutto. 2) Dissipazione continua dello spirito quasi mai attento a sé e a Dio, ma diffuso indifferentemente su ogni sorta d’oggetti e occupato in mille inezie; 3) Brutta abitudine di compiere le azioni senza nessuno spirito interno, ma per capriccio o per abitudine, quasi nessuna facendone in cui non vi abbiano parte la passione, l’amor proprio e il rispetto umano; 4) Pigrizia nell’acquisto delle virtù del proprio stato; 5) Disgusto delle cose spirituali, e soprattutto indifferenza per le grandi virtù.


Il giogo di Gesù Cristo comincia a sembrare pesante, gli esercizi di pietà si fanno gravosi, le massime del Vangelo su l’odio di se stessi, sull’amore della Croce e delle umiliazioni, sulla necessità di farsi violenza, di camminare per la via stretta, sembrano inconcepibili. Si trova insopportabile l’esercizio continuo della modestia, della mortificazione, del raccoglimento interno; infelice la vita delle persone solidamente virtuose, quasi insopportabile la pratica della virtù.

Un sesto effetto della tiepidezza consiste in una coscienza insensibile alle piccole cose; non ci si commuove più per le infedeltà ordinarie né per le ricadute e ci si lascia andare facilmente a commettere ogni sorta di peccati veniali a occhi aperti e deliberatamente.
Ma quanto è da temere che questo difetto di delicatezza di coscienza, questa facilità a ricadere sempre negli stessi peccati e a confessarsene senza mai correggersi, questa negligenza, disprezzo delle cose piccole, indifferenza per le grandi virtù, incostanza negli esercizi di pietà, questo ondeggiare perpetuo tra il fervore e il rilassamento, non siano chiari segni d’una fede morente, d’una carità quasi estinta! 

Quanto è da temere che questo stato infelice di tiepidezza non ci conduca a poco a poco a quello dell’indurimento e dell’insensibilità!

I mezzi per distruggere la tiepidezza
È cosa certa che la tiepidezza, l’amor proprio, l’orgoglio segreto o altra passione di cui si è negletta la mortificazione, sono le sorgenti principali dei difetti e gli ostacoli più grandi che c’impediscono di ricavare il debito frutto..." spirituale.

Che faremo dunque? Si domanda P. Croiset, autore di un magnifico libro dedicato alla devozione al Sacro Cuore di Gesù.

Egli addita due cose assolutamente necessarie: la vera mortificazione e la santa umiltà, condizioni dalle quali il vero amante di Dio non può prescindere.

Brani tratti da "La devozione al S. Cuore di Gesù" di P. Croiset.

giovedì 11 giugno 2015

Due libri dello scrittore cattolico Beppe Amico: Mamma Natuzza e Preghiere inedite

Disponibili su tutti gli Store on line sia in versione ebook che in carta stampata, due libri dello scrittore cattolico Beppe Amico.

Il primo è dedicato alla figura di una delle più grandi mistiche del XX secolo, Natuzza Evolo, nota alla maggior parte della gente come Mamma Natuzza, proprio per la sua amabilità e la disponibilità con cui accoglieva coloro che andavano a trovarla per avere una parola di conforto nella sua casa di Paravati in provincia di Vibo Valentia.
Il libro di Natuzza Evolo racconta tanto della sua vita carismatica ma pone l’accento anche sulla sua spiritualità e al messaggio che l’esempio della sua vita ha lasciato alle nuove generazioni. Nel testo sono presenti testimonianze di chi l’ha conosciuta e amata, religiosi, gente comune, personaggi celebri, giornalisti. Nell’ultima parte si raccoglie anche il suo testamento spirituale e alcune preghiere scritte da Natuzza Evolo di cui è iniziato già il suo processo di beatificazione.

Il secondo è dedicato alla preghiera e raccoglie moltissime orazioni inedite dell’autore frutto del suo lungo cammino spirituale e di crescita interiore.
Nel libro sono presenti anche sussidi di catechesi e riflessioni che potranno forse aiutare i lettori riguardo a tematiche come la confessione, la preparazione alla comunione, le metodologie da adottare per pregare con frutto, ecc.
Nel libro di orazioni inedite dal titolo “Preghiere inedite per ogni occasione” sono contenute tra le altre, suppliche e preghiere di intercessione a Gesù, Maria, gli angeli e i santi. Tra le inedite anche quelle a Giovanni XXIII, Giovanni Paolo II, Padre Pio, Sant’Antonio che l’autore chiede che intercedano per le grazie più disparate come l’assistenza per un’operazione chirurgica, la guarigione dalla malattia fisica e spirituale, la ricerca di un lavoro, la pace in famiglia, ecc.

Per acquistare i due libri in versione ebook potete seguire questi link:
Mamma Natuzza la mistica di Paravati – breve profilo di Natuzza Evolo.
Preghiere inedite per ogni occasione – raccolta di preghiere cattoliche, devozioni e sussidi di catechesi per il cammino spirituale.

Ricordiamo che le versioni in brossura (in carta stampata) sono disponibili sul sito di Lulu Enterprise. Basta che cliccate sul collegamento azzurro per entrare nella vetrina di libri scritti da Beppe Amico e da lì potete procedere all’acquisto.



lunedì 8 giugno 2015

Riflessioni per ottenere la contrizione dei peccati

Ecco alcune riflessioni che possono aiutarti a stimolare una sincera contrizione dei tuoi peccati.
1. O peccatore, hai mai seriamente meditato sulle conseguenze del peccato mortale, considerando che potresti rischiare di finire negli abissi dell’inferno per vivere eternamente nell’infelicità e nella disperazione? Hai mai compreso che se finirai nelle tenebre degli abissi infernali, il demonio sarà tuo padre e i tuoi fratelli saranno gli altri reprobi che hanno fatto la tua stessa fine miseranda? Hai mai compreso che peccando tu sceglierai come tua dimora gli antri bui e caliginosi dell’inferno e rinuncerai volontariamente alle delizie del Cielo?
2. Hai mai riflettuto che rinunceresti alla tua piena realizzazione e alla gioia senza fine preferendo beni minori di quelli offerti dal Tuo Dio? Hai mai pensato a quale grande eredità sei stato chiamato e che potresti farne parte e godere del frutto del tuo impegno e delle tue buone opere?
3. Hai mai pensato che con il peccato mortale tu ti sei ribellato a Dio stesso e insuperbito come Lucifero, per combattere il tuo Signore sovrano e padrone assoluto di tutte le cose? Quale temerarietà! Quale stoltezza! Perdere la tua parte di eredità per pochi miseri beni materiali, per brevi momenti di piacere carnale! Non farti dominare dall’orgoglio! Combatti da valoroso! Insieme a Gesù conseguirai la vittoria certa! Considera la grandezza di Dio e la tua misera condizione di uomo mortale. Hai mai pensato che la sola persona che dovresti avere per amica è proprio Dio? Che solo Lui può aiutarti a vivere una vita più felice? Che solo Lui può guarire le tue malattie fisiche e spirituali?
Hai mai pensato che più volte di quanto tu non creda Egli ti ha aiutato e soccorso nel bisogno? Ha risolto i tuoi problemi? Ti ha messo sulla strada persone buone che ti potessero aiutare? Non sfidare quindi la sua Santità e la sua Giustizia! Ritorna in te stesso e opera il bene. Vivrai sereno e nella pace del tuo Dio, lo compiacerai a scoprirai le gioie che Egli ha in serbo per te.
4. Quante volte, o peccatore, hai abusato dei doni di Dio e li hai utilizzati per combatterlo e osteggiarlo con la tua errata condotta? Quale stoltezza, mettersi contro Dio! Non sai che Lui, Bene Sommo, vince sempre e che il male per quanto possa apparentemente trionfare, un giorno sarà sconfitto? Eppure Egli non ha mai smesso di beneficarti e di amarti, anche se lo hai molte volte disgustato con i tuoi peccati e le tue iniquità. Dall'eternità il suo amore ha parlato sempre in tuo favore; e tu, non hai compreso tutti i benefici che potevi trarne e ti sei abbandonato ai vizi, ti sei fatto dominare dalle passioni. Hai dimenticato le sue benedizioni e disprezzato le sue grazie. Quale errore più grande! Che abuso dei Sacramenti, che scandalo! Quale ingratitudine potrebbe essere peggiore di questa e meritevole di una giusta vendetta di Dio? Mille volte tu sei stato strappato dalle fiamme dell’inferno; se non fosse per la sua infinita misericordia, tu saresti già sprofondato nelle tenebre più fitte.
5. tu hai osato paragonare il Dio di ogni grandezza e santità alle tue passioni sciocche e ai tuoi sordidi ed insignificanti interessi a cui hai dato la preferenza: Che empietà! Che scandalo! Tu hai sostituito Dio con i tuoi idoli miseri, insignificanti, ributtanti, spregevoli! E’ la tentazione di tutti gli uomini. Ogni peccatore, quando può, detronizza, distrugge, annienta Dio ed eleva i suoi idoli, si avvinghia alle sue divinità, quelle del potere, del denaro, del piacere mondano, dell’indifferenza nei confronti dei poveri e dei diseredati e di tutti coloro che soffrono per l’ingordigia e l’avidità di tanti. Che crimine abominevole! Che spreco di grazia!
6. Il peccato, questo orribile mostro, è l'unico nemico di Dio; è l'unico oggetto che Dio detesta; il suo odio per il peccato è eterno, infinito e necessario perché va contro l’amore, l’essenza stessa di Dio. Sì; il peccato è qualcosa di così abominevole e orribile, che potrebbe provocare la morte di Dio, se ciò fosse possibile e se Egli non fosse uno spirito immortale: così che se Dio potesse morire, tu avresti provocato la sua morte mille e mille volte per i tuoi peccati. Egli non si è difeso, Egli non ti ha combattuto mentre tu lo attaccavi. Egli ti ha sempre amato, anche quando tu volevi ucciderlo e annientarlo. Quale malizia peggiore di questa?!
7. Osserva, o peccatore, il Signore della gloria, il Divino Gesù, coperto di disprezzo e sopraffatto dai dolori, che termina la sua vita sul palo della Croce. È il peccato che lo ha ridotto a tale stato; con questa offerta che ha fatto di se stesso, Egli ha espiato i tuoi crimini e per essi patì tormenti crudeli e una morte infame.
Il peccato rende inefficace nella tua anima i frutti delle sofferenze di questo Dio Redentore; peccando rinunci ai meriti del Salvatore Divino, anche se di valore infinito, essi saranno inutili per la tua salvezza. O enormità! O malizia del peccato! Chi sarà mai in grado di conoscerti e di capirti se ti allontanerai dal tuo Dio? Non scoraggiarti o peccatore, la misericordia di Dio è più grande dei tuoi crimini. Deciditi ora per Lui. Chiedi perdono, ritorna sulla via dritta e opera il bene. Egli aprirà le sue braccia e ti terrà stretto nel suo abbraccio d’amore e tu proverai così tanta gioia che il tuo cuore non saprà nemmeno contenerla. Quale promessa migliore? Gesù ti aspetta, non farlo aspettare ancora, Egli ti ama e desidera che tu lo ami. Apri la porta del tuo cuore e non avere paura! Dio vuole la conversione del peccatore, non la sua morte! Torna a Lui con dolore e fiducia, abbandonati nelle sue braccia, non immagini nemmeno quanto sia bello! Non dimenticare mai la sua misericordia. Piangi per i tuoi peccati passati e cerca di emendarti. Rimprovera te stesso per tua indolenza al servizio di un Dio così buono, che ti ha perdonato con tanta misericordia. Non commettere più peccati, evita anche quelli veniali perché essi raffreddano l'amicizia con Dio e ti mettono in pericolo di peccare più gravemente, appannano la brillantezza e la bellezza che la grazia conferisce alle nostre anime e ci fa perdere il frutto delle nostre opere buone disponendoci al peccato mortale.
Il peccato veniale priva l'anima di una nuova grazia che essa avrebbe potuto ricevere, la priva di un grado di gloria superiore che avrebbe potuto acquisire. Il peccato veniale distrugge per sempre i frutti che avrebbe potuto produrre un atto di carità; ne consegue che Dio è meno glorificato e meno amato. 

LA SACRA BIBBIA INTERATTIVA

LA SACRA BIBBIA INTERATTIVA
La versione CEI