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"Chi salva un'anima, ha assicurata la propria alla felicità eterna" (Sant'Agostino).

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Novità - Suor Pura Pagani - la suorina di Verona he faceva miracoli come Padre Pio

mercoledì 8 ottobre 2014

ALDILA' - la vita dopo la morte - L'INFERNO

Diamo per scontato che i nostri lettori conoscano le basi della dottrina cattolica e abbiano sentito parlare, forse anche molto vagamente, della vita dopo la morte, di ciò che accadrà alla nostra anima quando varcheremo le soglie dell’eternità ed entreremo nell’aldilà.

L’aver anche sommariamente conosciuto le verità rivelate nel corso della nostra vita, implica una nostra diretta responsabilità per ciò che riguarda il giudizio che Dio esprimerà sulle nostre azioni terrene. Chi più sa, ha maggiore responsabilità di chi ignora le verità di fede. Il mio giudizio davanti al Tribunale divino sarà più rigoroso rispetto a coloro che non hanno alcuna conoscenza di Dio e della sua dottrina.

Partendo da questo presupposto, per comprendere il tema di questo nostro breve trattato, dobbiamo capire qualcosa della Misericordia divina e di come essa si concili nel progetto di salvezza anche nei riguardi di coloro che disgraziatamente andranno perduti per sempre negli abissi dell’inferno.
Misericordia equivale a giustificazione. Il Signore perdona le sue creature e lo fa sempre. Egli non si stanca di perdonare mai, perché il suo attributo è l’Amore che scusa senza sosta anche chi continuamente lo offende preferendo il peccato alle virtù.

Come la Misericordia si concili con la Giustizia divina questo è un vero mistero. Sant’Alfonso Maria De Liguori sosteneva che ciascuno di noi ha un numero di peccati prestabilito dopodichè c’è la morte e se il peccatore muore in peccato mortale vedrà aprirsi le porte dell’inferno senza nessuna speranza di appello.

Noi siamo invece convinti – come sosteneva Madre Speranza di Collevalenza - che anche il peccatore più impantanato nella melma del peccato, potrà comunque ottenere il perdono di Dio e salvarsi. 
Ricordo che un giorno mentre ero a colloquio con un sacerdote esorcista, egli mi disse che Dio pratica strade del tutto a noi sconosciute per portare avanti il suo progetto di salvezza. Nonostante la maggior parte dell’umanità non ne voglia proprio sapere di Dio e sia meritevole del castigo eterno, 
Egli troverà il modo di salvare un gran numero di uomini proprio in grazia della sua Misericordia e i mezzi che ci offre, tra cui la preghiera, i sacramenti, le pratiche di pietà, l’intercessione di Maria Vergine, ecc.   

Se perciò da una parte possiamo gioire per l’infinità bontà del nostro Creatore misericordioso, dall’altra i nostri animi sono turbati al pensiero che purtroppo tanti uomini, nonostante le molte grazie loro concesse da Dio, precipiteranno nel luogo dell’eterno tormento, “dove sarà pianto e stridor di denti”, tanto per utilizzare le parole di Gesù. 
Gli apostoli chiesero al Salvatore chi si salverà, alludendo alle difficoltà e alle insidie del cammino di santità. Egli rispose che ciò che è impossibile agli uomini è invece possibile a Dio. Noi non conosciamo le sue vie e mai potremmo comprenderle vista la finitezza della nostra essenza terrena.
Dio, nel momento della morte di ciascuno di noi, allargherà ancor più di quanto non ha fatto nel corso della nostra vita, le sue braccia e ci accoglierà nel suo abbraccio misericordioso se veramente noi lo vogliamo e pentiti dei nostri peccati sceglieremo di stare con lui.

Viceversa coloro che non ne vorranno sapere fino alla fine e moriranno nell’impenitenza, saranno dannati per sempre in maniera irreversibile ed irrimediabile.
Per salvarsi quindi è necessario solo chiedere perdono, pentirsi del male commesso e odiare il peccato con il proponimento di mai più commetterlo. 
Se saremo capaci di farlo saremo sicuri della salvezza della nostra anima. Ciò nonostante non è tutto così automatico, perché il grado del nostro pentimento dipende dalle grazie che Dio vorrà concederci in punto di morte. Egli è libero di usare maggiore o minore misericordia con le anime a seconda del suo progetto d’amore che è sempre giusto anche se spesso a noi non lo sembra.

Il rischio che corre il peccatore incallito è quindi quello di privarsi delle grazie supplementari (l’aumento della grazia delle anime devote) che possono aiutarlo a salvarsi più facilmente. 
Dio concede a tutti le grazie necessarie per salvarsi, però quando un peccatore è incallito avrebbe bisogno di un supplemento di grazie per trarsi dalla melma in cui è invischiato. Spesso tali grazie vengono concesse da Dio in modo gratuito per la preghiera e le sofferenze di tanti suoi figli che si offrono vittime, ma altre volte questo non è possibile. Ed è per tale ragione che tante anime vanno a finire all’inferno, perché – come affermava la Vergine ai tre pastorelli di Fatima – non c’è nessuno che preghi e soffra per loro.

Possiamo comprendere quindi quale importanza abbia vivere in grazia di Dio e allontanarsi il più possibile dal peccato e dalle trame del demonio che fa di tutto per farci cadere. Noi dobbiamo essere sempre pronti, perché il Signore verrà come un ladro di notte, forse in un momento inaspettato.
Coloro che cadono nelle profondità dell’abisso sono anime che hanno rinunciato a combattere, il cui lume della coscienza si è spento del tutto proprio perché si sono lasciati soggiogare completamente dal peccato. Tutto ciò che dobbiamo fare è vivere santamente già su questa terra in modo da presentarci a Dio candidi e immacolati nell’amore.



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