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"Chi salva un'anima, ha assicurata la propria alla felicità eterna" (Sant'Agostino).

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Novità - Suor Pura Pagani - la suorina di Verona he faceva miracoli come Padre Pio

venerdì 13 giugno 2014

L'amor proprio di Don Giuseppe Tomaselli

L'amor proprio cova nel cuore di chi serve da vicino a Dio. Le persone spirituali, pur non approvando di proposito l'amor proprio, devono confessare di averne una buona dose. Anche senza accorgersene e senza volerlo espressamente, hanno un alto concetto di se stesse; dicono a parole: Sono un'anima peccatrice; non merito nulla! - ma se ricevono una umiliazione, specie da chi non se l'aspettano, subito scattano ed allora ... apriti Cielo! Lamenti, ripicchi, agitazione ... con poca edificazione degli altri, i quali commentano: Sembrava un'anima santa ... un Angelo in terra ... ed invece! ... Denari e santità, metà della metà! -
Non si può negare che l'amor proprio colpito è come una tigre ferita ed è necessaria molta virtù per conservare la calma. Chi vuole progredire nella via della virtù, deve sforzarsi a ricevere in pace le umiliazioni, da qualunque parte vengano. Anche le persone sante possono subire delle terribili umiliazioni; Gesù le permette perche vuole che chi è accetto a Lui abbia a riprodurre in sè qualche tratto della sua sacrosanta umanità, tanto umiliata nella Passione.
Si danno dei suggerimenti, utili in tempo di umiliazione.

Ricevuto un appunto, un rimprovero, uno sgarbo, fare di tutto per conservare dapprima la calma esterna e poi quella interna.
La calma esterna si può avere tenendo assolutamente il silenzio, che è salvaguardia di tanti mancamenti.
La calma interiore si osserva col non ripensare alle parole umilianti udite; più si rimugina nella mente, più l'amor proprio insolentisce.
Si pensi piuttosto agli insulti che ebbe Gesù nella Passione. - Tu, Gesù mio, vero Dio, umiliato ed ingiuriato, tutto sopportavi in silenzio. Ti offro questa umiliazione, per unirmi a quelle da Te subite. Giova anche dire nella mente: Accetto, o Dio, quest'umiliazione per riparare qualche bestemmia che in questo momento si dice contro di Te!

Gesù guarda con compiacenza l'anima afflitta che dice: Grazie, o Dio, dell'umiliazione mandata! -
Diceva Gesù ad un'anima privilegiata, dopo una grande umiliazione: Ringraziami che ti ho fatto umiliare! Ho permesso ciò, perchè voglio radicarti bene nell'umiltà! Domandami umiliazioni, che mi farai piacere! -
A questo grado di perfezione si aspiri generosamente.
Da "Guida spirituale" di Don Giuseppe Tomaselli.

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