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"Chi salva un'anima, ha assicurata la propria alla felicità eterna" (Sant'Agostino).

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Novità - Suor Pura Pagani - la suorina di Verona che faceva miracoli come Padre Pio

lunedì 9 settembre 2013

Preghiera per la salvezza eterna dell'anima

Esaminiamo in questo articolo un tema a nostro giudizio mai sufficientemente meditato: quello della salvezza eterna.
Noi viviamo in un mondo intriso di materialismo che ci lega ai ceppi di una cruda necessità materiale dove quasi non vi è spazio per coltivare aspetti interiori che riguardino la spiritualità e la sopravvivenza dell’anima al di la dello spazio e del tempo.
Chi coltiva sentimenti di religiosità, anche se professa una confessione diversa da quella cristiano-cattolica, vive nella speranza di una vita migliore dopo la morte terrena.
E’ un fatto, credo assodato, anche da molte altre religioni non cattoliche, che l’anima sopravviverà anche dopo l’ultimo battito del nostro cuore. Noi siamo destinati all’eternità, un eternità di gioia o di sofferenza, un premio o un castigo.



Le sacre scritture testimoniano anche nei libri del Vecchio testamento che i morti risorgeranno alla vita o all’abominio a seconda delle azioni compiute nel corso della vita sulla terra.
Siamo persuasi che non meditiamo abbastanza di ciò che ci aspetta dopo questa vita e ogni giorno rischiamo di perderci nella giungla delle illusioni.
Ciò a cui dobbiamo prestare attenzione è di fondamentale importanza per crescere spiritualmente in modo da essere pronti all’incontro più importante che faremo al termine della nostra vita: quello con Dio nostro padre.
Sappiamo che Dio vede le macchie anche nei suoi angeli, tanto più in noi che siamo certo meno santi degli spiriti angelici. Nessuno si illuda, quasi tutti passano attraverso vari gradi di purificazione in questa o nell’altra vita. Pochi sono quelli che raggiungono subito il Cielo, molti, assicura la Madonna vanno invece all’inferno, perché – come testimoniano i veggenti di Medjugorie – fanno tutto contro Dio e dopo la loro morte continuano a vivere l’inferno che hanno costruito poco a poco in questa vita.
La Vergine a Fatima affermava che molti vanno all’inferno perché non c’è nessuno che preghi e si sacrifichi per loro.
La preghiera è la tratta di unione tra Dio e gli uomini, con la preghiera, assicura la Madonna, si possono fermare anche le guerre.
La nostra giornata dovrebbe essere una continua ed incessante preghiera, vissuta in spirito di semplicità e di umiltà. Tra le orazioni meravigliose che ci offrono i vari libri di preghiera ne abbiamo scelta una che ci sembra fondamentale e che ancora non esiste in nessun breviario della Chiesa cattolica, almeno stando a quelle che trattano il tema della salvezza eterna.
Desideriamo proporvela così come ci è uscita dal cuore e invitarvi a recitarla ogni giorno a beneficio della vostra anima e di quella delle persone a voi care. Ve la regaliamo sicuri che possa “vincere” il cuore di Dio e convincerlo a condurci oltre le porte di quel Regno di Luce dove noi dimoreremo per sempre insieme a Lui e ai suo santi.

Preghiera per la salvezza eterna dell'anima

Signore misericordioso, che ti prendi cura di ciascuno di noi come se fossimo unici, abbi pietà di me.
Mi riconosco colpevole di tanti peccati e mi sento indegno di entrare nel tuo regno di Gloria.
Confido però nella tua Onnipotenza d'amore e so che oltrepassa ogni limite umano e perdona sempre, anche i figli più impantanati nella melma del peccato.
Ricordati di me quando subito dopo la mia morte mi troverò davanti a te Sommo Giudice, ricordati di questo particolare momento della mia vita in cui ti ho implorato con le lacrime agli occhi di salvarmi e condurmi nella tua dimora di luce dove non è più pianto e dolore perchè le cose di prima sono passate.
I miei innumerevoli peccati ti hanno offeso un’infinità di volte e sarei degno di sprofondare nell’abisso più profondo, le mie ingratitudini ti hanno disgustato e dovrei essere vomitato e precipitato nelle tenebre e nel fuoco dell’inferno, le mie frequenti ricadute mi hanno fatto schiavo del demonio e messo in pericolo di morire in eterno.
Ma tu mi hai soccorso provvedendo a me ogni giorno, preservando la mia anima e il mio corpo da tutti i pericoli e con l'amore e la sollecitudine di un padre che ama i suoi figli, hai perdonato le mie colpe e mi hai fatto riposare all’ombra delle tue ali.
Grazie mio Signore e mio Dio per la tua infinita misericordia, grazie eterno padre, perché io credo fermamente che mi salverai.
Non per i miei meriti ma per la tua grande misericordia ti degni di soccorrere questa meschina creatura, perchè solo per il grande l’amore che mi serbi, io potrò, con l’amato tuo figlio Gesù, la Vergine Maria, i santi e le beatitudini dei cori celesti, cantare in eterno le tue misericordie. 

Libri in vetrina: Il piccolo Cristo

Il piccolo Cristo
Autore: Leonardo Bruni
Edito da: Quinto evangelista
pag. 191, formato 15x21, € 13
Brossura fresata

Modalità di acquisto con paypall sul sito: www.quintoevangelista.it

Il libro inizia con la presentazione di tutti personaggi attraverso una legenda, che ne spiega il ruolo ed il grado di parentela con il protagonista. Tutta la storia ruota intorno a Erosa, “timorato, anzi innamorato di Dio”. Sposato con Margherita e padre di Carla, Laura e Paolo, conduce l'esistenza all'insegna di una fede profonda.

Convinto che la missione dell'uomo, sia adoperarsi a vivere secondo l'esempio di Cristo (Lui), vede nei grandi e piccoli avvenimenti, che presiedono la vita quotidiana anche l'ombra del maligno (l'Altro). L'eterno seduttore che svia l'umanità dal messaggio della felicità evangelica.


Il protagonista fermo su posizioni che agli altri appaiono rasentare il fanatismo, riottoso ad adattarsi ai compromessi e alle furbizie del mondo, si ritrova a vivere l'eterno dilemma del giusto perseguitato.
Si vede portare via dai maneggi del socio e del commercialista la ditta, garanzia del benessere familiare, e si ritrova quarantenne fallito. L'abbandono fiducioso alla volontà di Dio, panacea di tutti i mali, scava un solco sempre più profondo tra lui e gli altri. Perde la stima, ma non l'affetto, della moglie e dei figli, trascorrendo gli anni nella tormentosa dicotomia tra l'attaccamento alla propria fede e il sotterraneo dubbio di una mancata realizzazione.

La collocazione della vicenda nel tempo è abbastanza facile da dedurre. Ci sono di aiuto i riferimenti di lavoro nella fabbrica, essendo Eros un tecnico tessile. In un periodo in cui Franco, il marito di una delle figlie, subisce un tracollo perché contadino. Le contestazioni operaie e studentesche ci illuminano sul periodo negli anni '60-'70.

Un impianto narrativo sobrio, vede un largo ricorso alla focalizzazione interna, tesa da un lato ad illuminare i processi psichici dei personaggi, dall'altro a sorreggere l'azione. Al protagonista, osservato ora dal punto di vista del narratore esterno, ora secondo la prospettiva interna dello stesso Eros, fanno da contrappunto e da controcanto le figure dei figli e della moglie. Fungendo ad un tempo da complemento e da contrasto all'auto rappresentazione del “piccolo Cristo”.

Lo svolgimento della vicenda nel finale porta ad un nuovo equilibrio. Diverso dallo svolgimento dei fatti. Fabula e intreccio coincidono, attraverso il trasferimento in Inghilterra, da una figlia.
Finché c'è vita c'è speranza...


Libri in vetrina: Amico Giuda

AMICO GIUDA
Autore: Andrea Betti
Romanzo di Leonardo Bruni.
Edito da Quinto Evangelista.
Pagine 176 15x21
Costo € 12.50

Possiamo inquadrare tale opera, definendola un romanzo breve. Si può sintetizzare dicendo che racconta gli ultimi giorni di Giuda Iscariota. Il cammino interiore del protagonista, che va dai progetti grandiosi alla disillusione, al pentimento. Analizzando più in profondità il testo, appare evidente che la finalità dell'autore non è quella del semplice “raccontare”.

L'ambientazione, la struttura del libro, il tempo storico della narrazione sono tutti fattori che diventano occasione per una serie di riflessioni sulla natura del messaggio evangelico.
L'opera è stata divisa dall'autore in due parti, rispettivamente di 12 e 7 capitoli. La ragione di questa distinzione è abbastanza comprensibile: la seconda parte inizia proprio nel momento topico dell'Ultima Cena. In quel colloquio fondamentale, per l'azione narrativa, tra Gesù e Giuda.

La storia si svolge nella Palestina dell'anno 30 dopo Cristo. Ovvero nell'anno della morte storica di Gesù, secondo gli studiosi. L'autore cerca attraverso degli anacronismi, mettendo insieme elementi moderni come treni, auto e hotel a 5 stelle, di conferire alla vicenda non solo un respiro più universale, ma anche un richiamo più chiaro per i nostri tempi. A volte l'azione è affascinante, a volte richiederebbe più omogeneità.

Sulle osservazioni del contenuto, possiamo dire che la storia è nota. Il tradimento, il pentimento tradivo, il suicidio di Giuda. Ma l'originalità del racconto sta nel concentrarsi in diversi passaggi, ai quali i Vangeli dedicano poco o nessuno spazio. Così seguiamo la descrizione di Giuda mentre, dopo l'arresto di Gesù, cerca di affogare il rimorso nell'alcool e nel sesso. 


La parte più originale è nel termine del racconto, per cui grazie a un doppio finale, scopriamo il destino del personaggio nell'aldilà. A seconda che sia o no sinceramente pentito. E soprattutto conosciamo le tappe del percorso mentale che sta dietro alle scelte di Giuda.

Concludendo, uno dei punti di forza del romanzo è la concreata umanità dei protagonisti. Giuda oscilla tra la fede e il rifiuto di Cristo. Da una parte c'è il desiderio di una vita normale. Dall'altra la consapevolezza d'aver davanti il vero Messia. In mezzo il rimorso per aver tradito una persona, che comunque continua ad amarlo. 

Sono i pensieri che chiunque farebbe nella stessa situazione. Per questo Giuda è un personaggio completo e, al contempo, il prototipo dell'uomo comune sospeso tra spiritualità e materialismo.
Anche la figura di Gesù è rappresentata nei suoi aspetti più pragmatici. È un Cristo che parla di libero arbitrio, e di realizzazione personale; più che di salvezza e di regno dei Cieli. Offrendo una via per la felicità di questa vita, già con la Grazia. Un Messia laico.

La scrittura con un lessico contemporaneo, con uno stile deliberatamente basso, contribuisce ad avvicinare la vicenda alla nostra dimensione quotidiana. Favorendo l'identificazione del lettore.

Siamo costantemente oggetto dell’amore di Dio

Noi non conosciamo il pensiero di Dio ma sappiamo certissimamente che Egli Amore e ama tutti i suoi figli in qualsiasi condizione e stato si trovino. La grandezza dell'amore di Dio è manifestata anche dalla sua sollecitudine e premura verso le sue creature che egli cura come qualcosa di prezioso ed unico. Tutti noi siamo soggetti all'amore del Padre che ci vuole salvi e felici già su questa terra.

E per raggiungere questo sommo grado di felicità che troverà la sua piena attuazione quando saremo partecipi della sua gloria, Dio ci chiede solo di amarlo con tutte le nostre forze e con tutta la nostra volontà e per suo mezzo amare i nostri fratelli, coloro con i quali ogni giorno condividiamo la nostra vita.

Può sembrare facile a parole, ma non lo è nei fatti perché l'amore che dovremmo riservare nei confronti di Dio deve essere esclusivo ed unico. Egli ci ama sempre anche se noi non lo amiamo. La via più sicura per amare il nostro Creatore è riconoscere la nostra natura ferita dalla colpa originale e rea di tanti peccati.

Dio ha tanto amato il mondo da mandare il suo Figlio diletto per la nostra salvezza. Egli ama le sue creature e con loro condivide tutto fuorché il peccato. Anzi potremo dire che Dio odia il peccato ed è la sola cosa che ci divide da Lui. L'impegno di un serio cammino di crescita interiore e spirituale è qualcosa che tutti noi dovremmo inserire nelle opzioni della nostra vita. O presto o tardi tutti conosceremo il nostro Creatore e lo vedremo come Egli è.

L'importanza del cammino di fede è determinante per saper discernere il buono dal cattivo, il grano buono dalla pula. Noi dobbiamo sforzarci di dedicare un posto di preminenza alla conoscenza di Dio perché Egli è il nostro Creatore e soprattutto perché non desidera che il nostro bene, che troveremo solo se avremo il coraggio di metterci in gioco e costruire un rapporto di figliolanza sincera.

Non per costrizione o per paura dobbiamo avvicinarci a Dio ma per amore. Solo per amore. Tutto per amore. Questa premessa era necessaria per capire la natura di Dio e alcuni dei suoi attributi. Egli è l'Onnipotente per amore e accoglie chiunque si avvicini a lui con spirito di umiltà per conoscerlo. Non è la nostra condizione o la moltitudine dei peccati a determinare il suo giudizio nei nostri confronti ma l'amore che saremo capaci di diffondere intorno a noi e il bene che faremo nel corso della nostra vita.

Per iniziare a compiere un cammino di crescita interiore il mezzo più sicuro è la preghiera. Pregare ogni giorno in modo sincero e con apertura di cuore ci procura la benevolenza di Dio e il suo perdono. Gli atti di amore verso il prossimo ci procura la beatitudine eterna perché la carità copre la moltitudine dei peccati.

Per iniziare un cammino di fede, inizia a pregare ogni giorno e vedrai che Dio si rivelerà alla tua anima, anche se è profondamente impantanata nelle spire del peccato.
Dio ti ama anche se tu non lo ami, Dio crede in te, anche se tu non credi in lui.

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