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martedì 31 luglio 2012

Il perdono di Assisi (2 agosto) Indulgenza plenaria

In questo post desideriamo illustrare le condizioni necessarie per chi desiderasse lucrare l'indulgenza plenaria del prossimo 2 agosto in occasione del Perdono di Assisi.

Innanzitutto vediamo cosa significa ricevere "l'indulgenza plenaria" e quali effetti ha nella nostra vita spirituale. Esistono vari tipi di indulgenza e ciascuna è regolamentata secondo il canone ecclesiastico. 
Secondo l'enciclopedia Wikipedia "La dottrina dell'indulgenza è un aspetto della fede cristiana, affermata dalla Chiesa cattolica, che si riferisce alla possibilità di cancellare una parte ben precisa delle conseguenze di un peccato(detta pena temporale), dal peccatore che abbia confessato sinceramente il suo errore e sia stato perdonato tramite il sacramento della confessione. Quindi per indulgenza viene significata la remissione parziale o totale delle pene comunque maturate con i peccati già perdonati da Dio con la confessione.


In occasione del 2 agosto festa della Porziuncola di Assisi, la Chiesa Cattolica propone al popolo dei fedeli di lucrare un'indulgenza parziale, cioè il perdono e la cancellazione delle pene dovute ai peccati anche mortali confessati e assolti. Il perdono di Assisi è forse il più celebre dopo la solennità di Ognissanti celebrata nella prima settimana di novembre. Wikipedia chiarisce che "secondo la tradizione, una notte del 1216 San Francesco mentre pregava alla Porziuncola fu visitato dal Cristo e dalla Madre; ad essi il Poverello chiese che ad ogni persona, pentita e confessata, che avesse visitato quella chiesa, fossero rimesse completamente tutte le colpe. Da quell’anno, dopo aver ricevuto il permesso da papa Onorio III, il 2 agosto si celebra a Santa Maria degli Angeli la Festa del Perdono".

Le condizioni per ottenere la remissione dei peccati e delle pene che dovremmo subire per la perdita della Grazia in questa vita o dopo la nostra morte è innanzitutto la confessione sacramentale da effettuare singolarmente al cospetto di un sacerdote. Dopo l'assoluzione e la remissione dei peccati è necessario recitare un Pater, Ave, un Gloria e un Credo, secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.

Desidero citare un brano tratto dal mio recentissimo libro "Preghiere e devozioni per il cammino spirituale" che potrete trovare in edizione ebook digitale o in versione stampata (brossura) nelle migliori librerie on line: "Quando commettiamo un peccato veniale o mortale siamo rei, nei confronti della giustizia divina, di colpe lievi o gravi a seconda della materia e della malizia con cui abbiamo messo in atto l’atto peccaminoso. Siamo perciò debitori nei confronti di Dio. La divina giustizia sancisce che il peccato mortale, se non confessato e perdonato, sia punito con la pena della dannazione eterna, mentre i peccati meno gravi possono essere riparati con atti di carità, preghiere, offerte di sacrifici, elemosine, atti di riparazione, suffragi, intercessioni.
Tutti i peccati quindi necessitano di una pena più o meno intensa da scontare, alcuni sono puniti con castighi eterni. Le pene dovute al peccato possono essere abbreviate ed anche annullate grazie alle indulgenze parziali o plenarie.
Le prime cancellano la colpa e abbreviano la pena  che l’anima deve sostenere durante la sua vita terrena o nella vita eterna (dopo la morte), le seconde cancellano del tutto sia la colpa che la pena dovuta per il peccato commesso.
Perché le indulgenze abbiano effetto, il peccato deve essere perdonato con la confessione sacramentale. E’ necessaria anche la contrizione che può essere più o meno intensa. L’atto di pentimento perfetto (grazia talvolta concessa da Dio) è di per se sufficiente a cancellare tutte le colpe e le pene che sussistono per i nostri peccati anche in mancanza di confessione sacramentale.


E’ interessante osservare ad esempio, che le indulgenze parziali sono ottenibili anche con la semplice preghiera quotidiana (del mattino, del giorno, della sera). Alcune di esse, come ad esempio il “Vieni spirito creatore” conferisce l’indulgenza plenaria in alcuni giorni dell’anno.
Anche il rosario recitato in gruppo o davanti al SS. Sacramento ottiene l’indulgenza plenaria a patto che alla fine della corona venga recitata una preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre.
In particolari periodi dell’anno (settimana dall’1 all’8 novembre festa dedicata ai santi e alla commemorazione dei defunti) sono concesse indulgenze plenarie a favore dei trapassati.
Nello speciale perdono di Assisi (il 2 agosto) viene concessa l’indulgenza plenaria a favore dei vivi e dei morti. In ciascun anno santo il Sommo Pontefice stabilisce che i fedeli possano lucrare le indulgenze plenarie previste dal canone ecclesiastico". 


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