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Novità - Suor Pura Pagani - la suorina di Verona che faceva miracoli come Padre Pio

giovedì 23 febbraio 2012

Come non avere paura - brano tratto da "The book of life - il libro della vita"

In questo post vogliamo proporvi un argomento del quale si parla poco e che a nostro giudizio è molto importante se si desidera compiere un cammino di crescita spirituale: quello della paura, che troppo spesso mina dal profondo ogni nostra certezza acquisita e ci impedisce di realizzare noi stessi e crescere come persone. Il brano che vi proponiamo è tratto da l'ultimo libro di Beppe Amico dal titolo "The book of life - il libro della vita" che potete trovare in edizione ebook nelle principali librerie in line e in versione stampata (brossura) cliccando quì. 


Troppo spesso la nostra vita quotidiana è condizionata da fattori esterni al nostro Io che possono turbarci nel profondo ed essere causa di problematiche talvolta molto complesse.
Educazione, cultura, paese d’origine, ceto sociale, trasmettono valori e convinzioni che non sempre appartengono a pieno diritto all’ideale dell’Io, ma sono invece il retaggio di valori collettivi che appartengono all’Io sociale (Io ideale).
Noi abbiamo in definitiva due sole possibilità: allinearci con tali valori introiettati durante la nostra formazione, adeguarci, conformarci, farli nostri e adottarli come un credo personale opportunamente modificato dalle convinzioni che siamo andati maturando durante il nostro percorso, oppure rifiutarli perché non corrispondenti alle nostre aspettative di vita.
La maggior parte delle persone si adattano alle istanze dell’Io ideale pur inserendo varie opzioni all’interno della propria vita e modificando elementi normativi di natura sociale, sentimentale, pratica, con altri percorsi personalizzati costruiti secondo il senso di se stessi e di appartenenza ad un nucleo.
Questa è la forma di adattamento più comune e riguarda sia coloro che si allineano alle mode, alle tendenze, alle convenzioni, sia coloro che ne modificano in maniera razionale alcuni elementi per una più funzionale interazione fra ciò che propone il mondo e i diritti, le aspettative, i traguardi personali che desiderano raggiungere.

NOTA BENE n. 24: la maggior parte degli uomini si allineano e si conformano ai valori proposti dalla società ma talvolta questo adattamento non avviene.

La nostra libertà ci porta a compiere delle scelte che poi condizioneranno per sempre la nostra esistenza futura, nel bene e nel male.
Di qui la diversità di cammino di un santo rispetto a un uomo di mondo che a Dio spesso sostituisce il suo dio: il potere, il successo, il danaro.
Come dicevamo esiste anche una seconda possibilità, rappresentata da un rifiuto delle logiche del mondo che rendono difficile o impossibile la capacità di adattamento o di elaborazione personale delle proprie opzioni. Tale rifiuto può condurre a diversi gradi di malessere.
Si tratta in definitiva della paura di vivere comune a tanti tratti di personalità in gradi più o meno accentuati.
Tale sentimento negativo è da considerarsi un vero e proprio male sociale che va trattato con la giusta terapia. Talvolta il consiglio medico è necessario per stabilire se all’origine di tali scompensi vi siano deficit di natura organica o psichica, ma spesso l’unica terapia efficace è quella spirituale.

NOTA BENE n. 25: la paura di vivere data dal rifiuto delle logiche del mondo colpisce numerosi strati di popolazione e costituisce un autentico male sociale capace di condizionare e persino bloccare la nostra realizzazione come individui.

La paura di vivere spesso può condurre a una vera e propria paralisi e a una rinuncia a quella realizzazione personale che dia senso e pienezza alla nostra esistenza. Fobie, pensieri cupi, depressione, sconforti, scoraggiamento, ossessioni. Essi sono il retaggio di un rifiuto delle logiche del mondo e dall’incapacità di reagire a una situazione spiacevole che minaccia dal di fuori i valori e le convinzioni che portiamo dentro.
Tali scompensi possono divenire persino drammatici se pensiamo agli attacchi di panico che colpiscono ogni giorno strati sempre più ampi di popolazione.
Molti spiritualisti sono persuasi che gran parte di queste patologie, che spesso sono di natura psicosomatica, possono risolversi con la pratica costante di preghiere di guarigione interiore unite a un nuovo stile di vita che preveda ordine mentale, disciplina personale, formazione spirituale, volontà decisa di estirpare abitudini sbagliate che ci hanno condotto in quello stato.
Lo pshichiatra dottor Kenneth McAll nel suo libro “Fino alle radici” edito dall’editrice Ancora, cita numerosi esempi di guarigione di suoi pazienti attraverso un adeguato trattamento spirituale. Nel testo racconta una sua esperienza vissuta nei campi di prigionia durante la secomda guerra mondiale. Egli trascorse insieme a sua moglie ben quatro anni in un campo di concentramento dove conviveva con più di 1.000 reclusi “stipati in una fabbrica abbandonata, dove la carta dei giornali sostituiva i vetri delle finestre per ripararci dal gelo dell’inverno” (K. McAll, op. cit. pag. 7).

Il protagonista racconta che l’ambiente in cui erano costretti a vivere era un vero e proprio inferno. Si litigava per ogni cosa, ognuno isolato dall’altro e preoccupati di difendere le poche cose che avevano. Il dott. McAll racconta che a un certo punto alcuni reclusi s’incontrarono segretamente per pregare e chiedere aiuto a Dio “per tutti gli internati di quel campo in generale, e per le varie necessità dei singoli”. A questo piccolo gruppetto si aggiunsero altri prigionieri e a poco a poco “l’atmosfera del campo cominciò a cambiare. Mettemmo in comune tutto quello che possedevamo, condividemmo notizie e conoscenze, organizzammo recite e concerti, collaboravamo l’uno con l’altro e smettemmo di azzuffarci per un pezzo di pane o un indumento”.
Il dott. McAll testimonia stupefatto che quello fu il momento in cui si accorse che “la preghiera poteva davvero guarire dove la medicina falliva”. L’autore si persuase perciò che “chi affida la propria vita a Gesù sarà al sicuro, a dispetto di tutti i pericoli dell’ambiente in cui vive”(K. McAll, op. cit. pag. 7).        

NOTA BENE n. 26: molti spiritualisti sono persuasi che la paura di vivere, le incertezze, determinate malattie e i pericoli dell’ambiente in cui viviamo, possano essere superati anche con la pratica di preghiere di guarigione.


L’importanza di ringraziare Dio nelle avversità
Vorremmo a questo punto introdurre un argomento di grande importanza e dal quale non possiamo prescindere se desideriamo raggiungere la pace e l’armonia. E’ un modo per “vincere” il cuore di Dio e anticipare la vittoria ringraziandolo non solo di tutte le cose belle che ci ha dato durante la nostra vita, ma anche delle esperienze dolorose che nostro malgrado abbiamo dovuto attraversare.
Alcuni anni fa, assistevo, durante un ritiro spirituale del Gruppo del Rinnovamento dello Spirito, a un seminario di Padre Pat Collins, molto noto in ambiente carismatico. Egli evidenziava quanto fosse importante lodare e ringraziare Dio in ogni momento e in ogni luogo, soprattutto nei momenti difficili. Pat Collins sostiene che è fondamentale questo atteggiamento di lode e di preghiera se si desidera crescere e migliorare la propria vita.
Ecco alcuni brani tratti dal suo seminario: “Questa, io la chiamo una lode anticipatoria - dice Pat Collins - che offriamo al Signore in circostanze molto difficili. In questo modo prendiamo coscienza che Dio interverrà nella nostra vita con la sua grazia per liberarci e guarirci”.
Pat Collins mette in evidenza come ai tempi dell’Antico Testamento, il popolo ebraico fosse piccolo, mal organizzato e circondato da molti nemici i quali possedevano armi migliori. Il popolo eletto però possedeva un vantaggio che non era offerto a nessun altro: Dio era dalla loro parte, li aiutava nelle avversità e concedava la vittoria sui nemici.
“Quando siete di fronte a situazioni impossibili - conclude Pat Collins - non scoraggiatevi, confidate completamente in Dio, lodatelo e ringraziatelo per anticipate la vittoria sui nemici”.
Pat Collins raccomanda di non fare null’altro che confidare in Dio, di rimanere passivi e attendere: “Rimanete in questo stato senza fare assolutamente nulla, salvo fidarsi di Dio, perchè è Dio che farà quello che è necessario per liberarvi”.
Pat Collins ancora annota: “Non siate paurosi, non c’è motivo di essere colti dal panico e di aver paura. State fermi, guardate me, io sono il Dio di questa situazione, io sono più grande di tutte le avversità che dovete affrontare. Io sarò il vostro rifugio e la vostra forza, io vi liberereò dal male che voi temete”. Questo atteggiamento di fiducia, di lode e di ringraziamento anticipato ci insegna come ci dobbiamo comportare nelle avversità.
Pat Collins ancora raccomanda: “Non preoccupatevi di quanto la situazione possa apparire impossibile. Non guardate gli ostacoli, guardate Dio, proclamate quanto è grande, quanto è potente e quanto Lui sia onorato come il Liberatore. Lui combatterà contro gli ostacoli che avete davanti, soprattutto quando non riuscite ad affrontarli”.
Lodare e ringraziare Dio nelle avversità significa ripetere: “Dio è grande, Dio è grande, Dio è grande”, con tutta la nostra voce. Questo grido serve a vincere, ad anticipare la vittoria. “Gridatelo con tutta la vostra forza - conclude Pat Collins. La vittoria è sicura”.

NOTA BENE n. 27: è importantissimo lodare e ringraziare Dio in ogni momento, ma soprattutto nelle avversità. Questo atteggiamento anticipa la vittoria e mette K.O. i nostri avversari.

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mercoledì 22 febbraio 2012

Mistica e dintorni: Natuzza Evolo

Navigando sul web, mi sono imbattuto in un articolo molto interessante scritto da Salvatore Canto al quale ho chiesto l'autorizzazione di citarne alcuni brani. E' pubblicato sul blog: http://mi-chael.blogspot.com. Il post tratta di una mistica molto nota ai cattolici, scomparsa il 1 novembre 2009 in concetto di santità: Natuzza Evolo.
Si tratta di una donna calabrese (Paravati) la quale visse una vita di sofferenze e di rinunce per amore di Gesù e per la salvezza delle anime. 
Salvatore Canto prende spunto per il suo articolo, citando il contenuto di un libro sulla mistica Natuzza Evolo dal titolo "Il miracolo di una vita" edito da Mondadori e scritto da Luciano Regolo.
Ecco alcuni passi del post di Salvatore così come appaiono sul suo blog http://mi-chael.blogspot.com


"...Per chi non lo sapesse, Natuzza Evolo, di Paravati, piccolo comune della Calabria, di umili origini, povera, analfabeta, madre di cinque figli, morta nella festa di Ognissanti...(2009)...all’età di 85 anni, viene considerata una delle più grandi mistiche dei nostri tempi, addirittura alla stregua di Padre Pio. Fare un elenco di tutti i carismi che l’hanno interessata è difficile, tanto sono stati numerosi. Provo ad elencarne alcuni: stigmate, emografia, bilocazione, divinazione, preveggenza, xenoglossia , visione e dialogo con i defunti, con gli angeli custodi, con i santi, con la Vergine e con Gesù".

Salvatore Canto annota che Natuzza Evolo "nel suo periodo giovanile venne addirittura chiamata ‘la radio dei morti’ per il fatto che spessissimo entrava in trance medianica e tramite la sua voce parlavano i defunti… 

E qui debbo fare una precisazione riguardo all’ortodossia cristiana di certi fenomeni. Come saprà chi legge, le pratiche divinatorie volontarie, come ad esempio l’evocazione dei defunti nelle cosiddette sedute spiritiche, sono condannate dalla Chiesa: infatti essa si rifà ad una proibizione esplicita presente già nel Vecchio Testamento, in quanto i defunti possono presentarsi solo se Dio lo vuole, e quindi richiamarli secondo la nostra volontà o capriccio con pratiche esoteriche non è permesso...".
L'autore precisa che spesso le entità disincarnate che vengono evocate arbitrariamente, sono quelle di spiriti decaduti (demoni o anime dannate) e spessissimo si tratta di vere e proprie truffe per scopi finalizzati ad un tornaconto personale. Salvatore Canto sottolinea che tali pratiche sono "pericolosissime" ed è consigliabile starne alla larga per le conseguenze negative che possono portare. Tuttavia ci sono delle eccezioni e "nel caso di Natuzza - afferma l'autore - così com'è successo per altri mistici, i defunti si sono presentati senza essere stati evocati ma solo per  volontà divina, e ciò per ammaestrare i vivi e ottenere così un ‘bene’. In questi casi non si va quindi contro i precetti della Chiesa".


Salvatore Canto ancora precisa che "...è stato veramente notevole il numero di anime dell’al di là che hanno parlato tramite Natuzza. Queste fra l'altro spesso hanno fornito agli ascoltatori dei particolari di avvenimenti nascosti o passati completamente sconosciuti alla veggente e che poi con una successiva verifica sono risultati veritieri. Nella quasi totalità dei casi le anime si sono manifestate per incoraggiare i parenti ad una maggior aderenza alla religione e ad una pratica di vita più santa. Si sono presentate anime note e meno note, dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso". L'autore dice di essere stato colpito dalla testimonianza di due anime famose citate nel libro di Natuzza: quella del filosofo Benedetto Croce, il quale si sarebbe perduto per il rifiuto ostinato della Grazia e per non aver risposto ai continui "richiami  della grazia". Il celebre filosofo precisa che potesse tornare indietro e avere un'altra occasione, farebbe ogni sacrificio pur di ottenere la salvezza dell'anima. E' interessante la comparazione dei sacrifici che Benedetto Croce mette in evidenza nel suo accorato messaggio a Natuzza. Egli afferma che sarebbe pronto a "sacrifici e mortificazioni anche pari al numero dei granelli della sabbia del mare pur di riuscire poi ad entrare in Paradiso". 
Un'altra anima colpisce la sensibilità dell'autore, quella del famoso poeta Dante Alighieri, il quale afferma di aver dovuto scontare "300 anni di Purgatorio, anche se un po’ blando, il purgatorio detto del ‘Prato Verde’, per avere inserito ingiustamente nella Divina Commedia alcune anime nell’inferno o nel purgatorio in base alle sue simpatie o antipatie personali".

Salvatore Canto sottolinea ancora come questa "capacità medianica" di Natuzza Evolo abbia subito una trasformazione fino a trasformarsi in un'autentico dono, quello di vedere e parlare con i morti. 
Scrive l'autore: "essi si presentavano normalmente accompagnandosi ai parenti viventi che le facevano visita, e scambiandoli per vivi spesso offriva loro la sedia per farli accomodare. Anche qui potendo dialogare con essi, la rivelazione di particolari completamente sconosciuti alla veggente, e poi scoperti come veri, hanno avvalorato la veridicità di tali  apparizioni".
Natuzza annota Salvatore, "possedeva inoltre la capacità di vedere l’angelo custode delle persone, potendo anche  dialogare con esso. Spesso l’angelo le comunicava che la persona custodita era ammalata e che era provvista di una diagnosi sbagliata: allora in questi casi Natuzza consigliava di consultare anche un altro medico, perché ‘due pareri sono meglio di uno’ e non diceva chiaramente ‘il medico ha sbagliato’ e questo per non mancare alla carità. 
Vedeva anche l’angelo contento o triste a secondo che la persona custodita fosse vicino o lontano dalla grazia di Dio. Inoltre vedeva l’angelo sempre alla destra delle persone, tranne che per i sacerdoti per i quali era a sinistra: e questo le permetteva di riconoscere i preti anche se vestiti normalmente. Inoltre spesso riusciva a comunicare con persone che non conoscevano l’italiano in quanto l’angelo faceva da interprete".

L'autore sottolinea che ciò che "caratterizzato di più la...vita (di Natuzza) è stato il fatto che ogni venerdì e soprattutto durante il periodo della quaresima riviveva la passione di Cristo: flagellazione, coronazione di spine, crocifissione. E durante queste sofferenze atroci emetteva un sangue che asciugato con fazzoletti puliti, come mosso da una forza invisibile e misteriosa, lasciava impresso figure sacre e scritte a carattere religioso in diverse lingue, anche in latino e aramaico, sconosciute a Natuzza che non sapeva né leggere né scrivere. Riceveva centinaia di persone al giorno che venivano a visitarla e ad ognuno dava un parola di conforto e di speranza". Salvatore Canto è rimasto colpito da come Natuzza Evolo è riuscita a coniugare perfettamente l'impegno cristiano a favore dei sofferenti nel corpo e nello spirito con quello familiare. Ella infatti non ha mai trascurato i suoi doveri di madre e sposa  causa dei suoi doni. 
Salvatore Canto mette in rilievo che nonostante la povertà della sua condizione la Evolo non ha "mai  accettato offerte di alcun tipo".

Esistono - annota ancora il Canto - innumerevoli testimonianze che fosse dotata, come Padre Pio, del dono di potersi trovare contemporaneamente in due posti differenti. Infatti spesso riusciva anche ad apparire in bilocazione a persone lontane per aiutarle mentre era nel frattempo in casa propria a Paravati. 

Molto belli sono stati inoltre i dialoghi quasi quotidiani tra lei e la Vergine o Gesù: pieni di umanità e familiarità, semplici ma con un nesso teologico inattaccabile, senza sbavature o forzature: parlava infatti con loro come con degli amici o parenti stretti. 

L'autore evidenzia che la Evolo non è mai stata pervasa da sentimenti di orgoglio, ella era una persona semplice dolce e molto umile. "Lei diceva di non essere nessuno, che tutte le grazie e i fenomeni che si manifestavano erano opera del Signore senza alcun merito suo. Diceva di sé che rispetto al Signore lei era solo ‘un verme di terra’. 


Salvatore Canto annota ancora che l'esperienza di Natuzza "con le anime dei defunti, soprattutto di quelle del Purgatorio" può insegnarci molto e cita la testimonianze di Don Marcello Stanzone, che ha studiato a lungo i fenomeni mistici di Natuzza.
Egli scrive: ""Natuzza fu interrogata sulle pene del Purgatorio ed ella  ribadì che effettivamente le sofferenze del Purgatorio possono essere molto acute, tanto che si parla di fiamme del Purgatorio, per farci capire l’intensità del loro dolore. Le anime del Purgatorio possono essere suffragate dagli uomini vivi, ma non dalle anime dei defunti, nemmeno da quelle del paradiso; soltanto la Madonna, tra le anime del cielo, può aiutarle. E durante la celebrazione della Messa, disse Natuzza , molte anime si affollano all’interno delle chiese, aspettando come mendicanti la preghiera del sacerdote a loro vantaggio. Il 1° ottobre del 1997 ebbi l’occasione di incontrare Natuzza presso la Casa Anziani,  e tornai ancora con lei su questo argomento. Le chiesi se fosse vero che le sofferenze della terra sono poca cosa rispetto a quelle del Purgatorio, e lei mi rispose che le pene del Purgatorio sono sempre commisurate ai peccati compiuti dalla singola anima; che le sofferenze terrene, se accettate con pazienza ed offerte a Dio, hanno grande valore, e possono accorciare di molto il proprio Purgatorio: un mese di sofferenza terrena potrebbe evitare, ad esempio, un anno di purgatorio, come capitò a mia madre; mi ricordò Natuzza, che con la sua malattia avuta prima di morire ebbe risparmiata una parte di Purgatorio e andò quasi subito al Prato Verde, dove non si soffre pur non avendo ancora la visione beatifica. Le sofferenze del Purgatorio, aggiunse Natuzza, possono essere talvolta più aspre perfino di quelle dell’Inferno, ma le anime le sopportano volentieri perché sanno che prima, o dopo, avranno la visione eterna di Dio e sono sorrette da questa certezza; inoltre arrivano a loro i suffragi che mitigano ed abbreviano le loro pene. Qualche volta hanno il conforto dell’angelo custode. Tuttavia a qualche anima che aveva gravemente peccato, ha raccontato Natuzza, è capitato di essere rimasta per molto tempo in dubbio sulla propria salvezza, stando sopra un precipizio da dove da una parte c’era il buio, da un’altra il mare, e dall’altra il fuoco, e l’anima non sapeva se fosse in Purgatorio oppure all’Inferno. Solo dopo quarant’anni apprese di essersi salvata, e fu felicissima”.

"Le testimonianze sulle visioni di Natuzza sul Purgatorio sono in accordo con i dati del Magistero, inoltre esse costituiscono una conferma preziosa di verità di fede professata. Natuzza ci fa capire che cosa significhi infinita misericordia e infinita giustizia di Dio, che non sono in contrasto tra di loro, ma si armonizzano mirabilmente senza nulla togliere né alla misericordia né alla giustizia. Natuzza sottolinea spesso l’importanza delle preghiere e dei suffragi per le anime del Purgatorio e soprattutto la richiesta di celebrazioni di sante Messe ed in tal modo sottolinea l’infinito valore del sangue di Cristo Redentore. La lezione della Evolo è estremamente preziosa oggi in un periodo storico nel quale impazzano il pensiero debole relativista ed il nichilismo. Il messaggio di Natuzza è un forte richiamo alla realtà e al buonsenso. In particolare Natuzza invita ad avere un profondo senso del peccato. Una delle grandi disgrazie di oggi è appunto la perdita completa del senso del peccato. Le anime purganti sono in numero enorme. Ciò ci fa capire sia la misericordia di Dio, che salva quanto più è possibile, e sia i difetti e le carenze anche delle anime migliori".
"La vita di Natuzza è servita non solo ad aiutare le anime sofferenti in Purgatorio, ma a rinvigorire la coscienza di tutti coloro che si rivolgevano a lei sulla gravità del peccato e così impostare una vita cristiana molto più rigorosa e impegnata moralmente."


Salvatore Canto conclude la sua riflessione sulla mistica di Paravati citando alcuni brani tratti dal suo testamento spirituale che vi riproniamo integramente così come sono state scritte dall'autore: 

'In questi anni ho appreso che le cose più importanti e gradite al Signore, sono l'umiltà e la carità, l'amore per gli altri e la loro accoglienza, la pazienza, l'accettazione e l'offerta gioiosa al Signore di quello che mi ha sempre chiesto per amore suo e delle anime, l'ubbidienza alla Chiesa.
Ho avuto sempre fiducia nel Signore e nella Madonna.
Da loro ho ricevuto la forza di dare un sorriso e una parola di conforto a chi soffre, a chi e venuto a trovarmi e a posare il proprio fardello che ho presentato sempre alla Madonna, che dispensa grazie a tutti quelli che hanno bisogno.
Ho imparato anche che é necessario pregare , con semplicità, umiltà e carità, presentando a Dio le necessità di tutti, vivi e morti . (...)
Ho sempre avuto un'attenzione particolare per i giovani, che sono buoni ma sbandati. Che hanno bisogno di una guida spirituale, e di persone, sacerdoti e laici, che gli parlano di tutti gli argomenti, meno di quelli del male.
Datevi con amore, con gioia, con carità e affetto per amore degli altri.
Operate con opere di misericordia. Quando una persona fa un bene ad un'altra persona non può rimproverarsi il bene che ha fatto, ma deve dire: "Signore ti ringrazio che mi hai dato la possibilità di fare il bene" e deve ringraziare anche la persona che le ha permesso di fare il bene. E' un bene per l'una e per l'altra. Sempre si deve ringraziare Dio quando si incontra l'occasione di poter fare del bene. (...)
Se volete accettate queste mie povere parole perchè sono utili per la salvezza della nostra anima. Se non vi sentite, non abbiate timore perché la Madonna e Gesù vi ameranno lo stesso. Io ho avuto sofferenze e gioie e ne ho ancora: ristoro all'anima mia. Rinnovo il mio amore per tutti. Vi assicuro che non abbandono nessuno. Voglio a tutti bene. E anche quando sarò dall'altra parte, continuerò ad amarvi e a pregare per voi. Vi auguro che siate felici così come lo sono io con Gesù e la Madonna'.
Natuzza Evolo è morta  all'età di 85 anni, il 1° novembre 2009, giorno della festa di Tutti i Santi del cielo.

Brani tratti da "Mistica e dintorni: Natuzza Evolo" di Salvatore Canto (http://mi-chael.blogspot.com).

giovedì 16 febbraio 2012

The book of life – il libro della vita
I SEGRETI DEI GRANDI MAESTRI SPIRITUALI PER CRESCERE E MIGLIORARE


E’ disponibile nelle principali librerie on line il nuovo ebook di Beppe Amico dal titolo “The book of life – il libro della vita”. Questo nuovo lavoro – spiega l’autore – è il risultato di una lunga e faticosa ricerca svolta nell’arco di molti anni. E’ il risultato di esperienze dirette e testimonianze con l’integrazione del pensiero dei grandi maestri spirituali.
Già dalle prime pagine Beppe Amico annota l’importanza di un cammino di crescita interiore e spiega perché ciascuno di noi dovrebbe compierne uno. La sensibilità spirituale ci permette di intuire ciò che normalmente è nascosto e riservato a pochi eletti. Tutti noi possiamo compiere questo cammino e dare risposta alle nostre più pressanti domande.
Attraverso l’applicazione di alcune regole e seguendo i segreti dei maestri spirituali il lettore potrà modificare la propria vita “guarendo” da mali fisici e psichici, alleviare la sofferenza, trovare un giusto equilibrio interiore, risolvere tanti piccoli problemi quotidiani. Questo libro è adatto a tutti coloro che sono in cerca di risposte. E’ una miriade di consigli e suggerimenti per crescere e migliorare.
“The book of life – il libro della vita” si propone di sondare il mistero dell'animo umano e comprenderne i risvolti più reconditi. Obiettivo ambizioso certo, ma possibile se solo lo vogliamo.
Beppe Amico è convinto che tra scienza e fede ci siano molti punti in comune e tra la psicologia, cioè la disciplina che studia i comportamenti umani attraverso le sue manifestazioni esteriori e psichiche e la fede, sussista una certa interdisciplinarità.
Attraverso esempi, testimonianze ed esercizi pratici, vengono illustrate le varie tipologie di un cammino di crescita interiore e i benefici che può portare. L'autore, facendo riferimento alle varie correnti spirituali e ai segreti dei grandi maestri, invita il lettore a una riflessione approfondita su tutta una serie di tematiche troppo trascurate dalla società di oggi e addita nel cammino spirituale il mezzo per trovare serenità e gioia di vivere.
Le tesi esposte in questo libro sono di grande interesse per chi desidera intraprendere un viaggio verso la pienezza della vita e raggiungere armonia, equilibrio e realizzazione personale. Beppe Amico conclude così il suo commento al libro “The book of life – il libro della vita”: “Siamo sicuri che dopo aver letto queste pagine certamente non sarete più gli stessi”.

“The book of life – il libro della vita” è disponibile in versione stampata (brossura) sul sito di Lulu.com cliccando qui.  

Chi preferisce la versione ebook pdf, può scaricare in tempo reale il libro sul sito di Ultimabooks cliccando qui o nei siti delle principali librerie on line come: 9am.it, biblet.it, bol.it, bookrepublic.it, deastore.com, omniabuk.com, store.ebookgratis.it, ebookvanilla.it, ilgiardinodeilibri.it, ibs.it, ebook.it, KindleStore, lafeltrinelli.it, libreriafantasy.it, librisalus.it, libreriauniversitaria.it, mediaworld.it, pilade.it, edizionilpuntodincontro.it, libreriarizzoli.corriere.it, ultimabooks.it, speedybook.it, submarino.thecopia.com, thefirstclub.net, webster.it 

Se volete leggere le prime 40 pagine di “The book of life” collegatevi su Scribd oppure su Calameo
Se invece volete vedere il video promozionale del libro cliccate su, YouTube e sui siti-blog dell’autore:

-          Misteri Cattolici
Copertina del libro “The book of life – il libro della vita”

Se invece desiderate leggere un libro commovente e toccante scaricate anche il recentissimo “David – cronaca di un tentato suicidio – una storia vera” di cui Beppe Amico ha curato la realizzazione.

martedì 7 febbraio 2012

Il premio divino - tratto da "Il Paradiso" di don Giuseppe Tomaselli

Gesù insegnò la sua celeste dottrina, perfetta sotto tutti gli aspetti, conforme alla retta ragione, apportatrice di vera pace, però richiedente sacrifici, ed anche gravi, quali sarebbero la perfetta purezza anche nei pensieri e l'amore dei nemici.
Per invogliare a seguirlo, era necessario presentare un premio, in qualche modo adeguato ai sacrifici; e Gesù, non una volta, ma di continuo diceva: Il premio sarà eterno! ... Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d'acqua fresca ad uno di questi piccoli, perché mio discepolo, in verità vi dico, che non perderà la sua ricompensa (S. Matteo, XI, 42).
Il maestro per eccitare gli alunni allo studio, ricorda loro gli esami e la promozione; il capitano ricorda ai soldati, pronti alla battaglia, il frutto della vittoria: la gloria e la libertà. Osserviamo come Gesù si sia comportato durante la vita pubblica nel promettere il premio delle buone opere.



Le Beatitudini

Gesù, vista la folla, salì sul monte e, come fu seduto, gli si accostarono i suoi discepoli. Allora egli cominciò ad ammaestrarli, dicendo:
Beati i poveri di spirito, perché di essi è il Regno dei Cieli.
Beati i mansueti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che piangono, perché saranno consolati.
Beati i famelici ed i sitibondi della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati i pacifici, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati quelli che sono perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il Regno dei Cieli.
Beati voi, quando vi oltraggeranno e perseguiteranno e, mentendo, diranno di voi ogni male per cagione mia. Rallegratevi ed esultate, ché grande sarà la vostra ricompensa in Cielo (S. Matteo, V, 1...).

Episodio Evangelico

Un giovane si accostò a Gesù e gli disse: Buon Maestro, che dovrò fare di bene per avere la vita eterna? - E Gesù gli rispose: Se vuoi entrare nella vita (in Paradiso), osserva i Comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, onora il padre e la madre ed ama il prossimo tuo come te stesso. -
Ed il giovane a Lui: Tutto questo l'ho osservato sin da fanciullo. Che altro mi manca?
- Se vuoi essere perfetto, va', vendi quanto hai, dàllo ai poveri e avrai un tesoro nel Cìelo; poi vieni e seguimi! - Ma il giovane, udito ciò, si allontanò contristato assai, perché era molto ricco.
Allora Gesù disse ai discepoli: In verità vi dico che difficilmente un ricco entrerà nel Regno dei Cieli! E vi dico di più: È più facile per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel Regno dei Cieli! -
Udito questo, i discepoli esclamarono: Chi potrà dunque salvarsi? -
E Gesù, guardatili, disse loro: Questo è impossibile all'uomo; ma a Dio è possibile tutto (S. Matteo, XIX, 16).
San Pietro, riflettendo sulle parole di Gesù, desideroso di andare in Paradiso, ma nello stesso tempo timoroso di non salvarsi, chiese al Maestro a nome dei discepoli: Noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito. Che cosa ce ne verrà? - Gesù soggiunse: In verità vi dico che voi che mi avete seguito, nella rigenerazione, quando il Figlio dell'uomo sederà sul trono della sua gloria, sederete anche voi sopra dodici troni a giudicare le dodici tribù d'Israele. E chi avrà lasciato casa, fratelli o sorelle, padre o madre, o moglie o figli o i campi per amore del mio nome, riceverà il centuplo in questo secolo e poi avrà la vita eterna! (S. Matteo, XIX, 27).

Incoraggiamento

Gesù Cristo per incoraggiare tutti ad andare in Paradiso, portò la parabola degli operai. Un padrone uscì di buon mattino in cerca di operai per la sua vigna; trovatili, pattuì la paga del giorno. Uscì anche all'ora terza e poi all'ora sesta ed alla nona; trovati degli uomini oziosi, li mandò nella sua vigna. Verso il tramonto, cioè un'ora prima che finisse il lavoro, mandò altri alla vigna. Alla fine della giornata, tutti ricevettero la paga.
Questa parabola dimostra che il Paradiso è riservato non solo a quelli che sin dall'infanzia si danno a Dio, ma pure a quelli che si rimettono sulla buona strada nella gioventù o nella virilità o nella vecchiaia; possono salvarsi pure coloro che nell'ultima ora della vita detestano il male e ritornano a Dio.
Gesù provò questa verità, allorché dall'alto della Croce disse al ladrone pentito: Oggi sarai con me in Paradiso! (S. Luca, XXIII, 43).

LA SACRA BIBBIA INTERATTIVA

LA SACRA BIBBIA INTERATTIVA
La versione CEI