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"Chi salva un'anima, ha assicurata la propria alla felicità eterna" (Sant'Agostino).

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Novità - Suor Pura Pagani - la suorina di Verona che faceva miracoli come Padre Pio

martedì 27 novembre 2012

Guarigione fisica e spirituale – il nuovo libro di Beppe Amico


Come iniziare un cammino di guarigione fisica e spirituale e raggiungere il benessere e la serenità attraverso la preghiera. Come usare i Sacramentali e il potere sanificante della preghiera per guarire nel corpo e nello spirito. Come difendersi dalle insidie del male e raggiungere pace e armonia attraverso la potente intercessione della preghiera.

In questo libro testimonianze di guarigione, un ricco glossario, la sitografia con gli indirizzi utili per iniziare un cammino e le preghiere più diffuse di guarigione e liberazione. Un libro che può cambiare la vostra vita e guarirvi fino alle radici. In questo libro l'autore prende in esame il grande potere sanificante della preghiera e introduce il lettore in un cammino di crescita spirituale.

Nell'epoca dei satelliti e delle tecnologie più innovative, l'uomo sembra essersi smarrito ed è alla ricerca di quella armonia che il mondo non sa dargli nonostante il diffuso benessere.
Partendo proprio dai diffusi malesseri del mondo, per lo più di origine sociale, "Guarigione fisica e interiore" passa in rassegna temi di assoluto interesse quali la preghiera come fonte di guarigione fisica e spirituale. Nel libro un ampio capitolo dedicato alle preghiere di guarigione e liberazione, ai sacramentali e al loro uso corretto, ai doni mistici e al misticismo cattolico; un vademecum di consigli pratici per iniziare un proficuo e liberatorio cammino di crescita interiore. Il libro è disponibile in versione ebook (pdf ed epub) cliccando quì e sul sito di Lulu.com anche in versione cartacea all'indirizzo: www.lulu.com/content/11758986

martedì 30 ottobre 2012

«Non commettere adulterio» (Esodo 20, 14)

In questo post, vi proponiamo ciò che disse San Tommaso D'Aquino in una delle sue tante prediche riguardo all'adulterio. Il brano è tratto da quattro opuscoli che sono la registrazione stenografica di cinquantotto prediche che nell'ultimo anno di vita san Tommaso d'Aquino volle tenere ai suoi universitari e alla popolazione napoletana, dal pulpito di S. Domenico Maggiore.


    Dopo quella di uccidere, segue la proibizione di adulterare l'unione matrimoniale; ed è logico, dal momento che con le nozze l'uomo e la donna diventano quasi un'unica persona: «Saranno, dice il Signore, una sola carne» (Gn 2, 24). Perciò, dopo l'ingiuria [omicida, o comunque lesiva] contro un individuo non ve n'è altra più atroce di quella che offende la persona che maggiormente gli è congiunta.
    L'adulterio è vietato tanto alla donna, quanto all'uomo. Vediamo prima però la trasgressione da parte della donna, dato che in lei sembra assumere una particolare gravità.

    I. Con una relazione extraconiugale, la donna commette tre gravi peccati, come si può rilevare da una pagina del Siracide: «La donna che lascia il marito... prima ha disubbidito alla legge dell'Altissimo, poi ha mancato contro il suo sposo, infine s'è macchiata d'adulterio e [forse] ha avuto prole da un uomo non suo» (Sir 23, 32-34).
    Essa pecca quindi da incredula, nel senso che non ha voluto adeguarsi alla legge di Dio emanata espressamente contro l'adulterio. «Non divida, la creatura, quello che Dio ha congiunto» (Mt 19, 6).
    Trasgredisce all'impegno solenne, da lei concluso di fronte alla Chiesa e per il quale venne invocato Dio quale testimone e garante del vincolo di fedeltà. Facile applicare al caso ciò che segue: «Il Signore è testimone tra te e la donna della tua giovinezza, verso la quale ora ti mostri infedele; eppure ella era la tua compagna e la donna nei confronti della quale ti sei impegnato» (Mt 2, 14).
    Pecca di tradimento, voltando le spalle all'uomo [cui è legata da un sacro rapporto d'amicizia]. Se la donna maritata non si appartiene più ma è del marito (e similmente l'uomo ammogliato divide con la sposa la potestà su se stesso) tanto che san Paolo fa notare come la pratica della astinenza coniugale da parte di uno di essi richieda il consenso dell'altro (cf. 1 Cor 7, 4), per questo la donna adultera non è leale: si consegna illecitamente a un altro, simile a chi muta proprietario di sua iniziativa. «Essa ha abbandonato il marito avuto nella giovinezza, dimenticando il patto giurato al proprio Dio» (Prv 2, 17).
    Pecca infine commettendo un furto, nel caso avesse figli dall'unione illegittima: un furto non certo lieve perché sottrae l'asse ereditario alla legittima prole. In un caso del genere, la donna dovrebbe cercare di affidare a un convento o a un monastero i figli naturali (o sistemarli in qualche altra maniera adatta) (197) sì da escludere una loro compartecipazione alla successione nei beni ereditari.
    Macchiandosi d'adulterio perciò una donna agisce da sacrilega, ed è rea di tradimento e ladra.

    2. Quantunque spesso ci si illuda del contrario, i mariti adulteri peccano non meno che le precedenti.
    Infatti, sulla base della Scrittura sopra citata («Neppure lo sposo è padrone assoluto del proprio corpo» (1 Cor 7, 4)) i coniugi si trovano su un piano di parità giuridica: né l'uno, né l'altra può gestire l'uso del matrimonio prescindendo dal consenso della controparte. Per farcelo meglio comprendere, Dio non trasse la donna da un piede o, che so io, dalla testa di Adamo, bensì dal suo fianco (198). Ma solo con l'avvento del Cristo il matrimonio acquistò la pienezza dei valori; fino a quel momento un giudeo poteva prendersi diverse mogli, mentre la donna non godeva di analogo privilegio. Era tollerata perciò una disparità di trattamento.
    L'uomo dovrebbe riuscire più agevolmente a controllarsi, se si considera la tipica passionalità femminile. San Pietro ricorda ai mariti il dovere di trattare con comprensione la sposa, «sapendo che la donna è un essere più debole» (1 Pt 3, 7).
    Quindi, se pretendi dalla tua sposa una fedeltà che tu però non intendi osservare, vai contro l'impegno [che pure ti sei assunto].
    Eppoi, godendo di una maggiore autorità (lui che è una guida per sua moglie, che da lui prenderà chiarimenti in materia di fede) (cf. 1 Cor 14, 34-35), l'uomo deve proporsi a modello. Anche per questo, Dio affidò a un uomo - Mosè - il precetto di cui parliamo.
    Un sacerdote che venga meno al dovere specifico di istruire pecca più che un semplice laico, e il vescovo più del sacerdote. Analogamente, nel compiere l’adulterio pecca [più gravemente] l'uomo, in quanto egli viene a mancare alla parola data e al dovere del buon esempio.
    Dal canto loro le mogli tengano a mente la raccomandazione di Cristo: «Osservate e fate tutto ciò che [di bene] essi vi dicono: ma non agite secondo le opere loro» (Mt 23, 3).
    «Non commettere adulterio». La proibizione, si è detto, riguarda tanto l'uomo, quanto la donna. Ora bisogna aggiungere l'opinione di certuni che, pur dicendo si convinti che l'adulterio costituisca un [grave] peccato, non credono che lo sia anche la fornicazione. Ma li confuta apertamente san Paolo: «Dio giudicherà i fornicatori e gli adulteri» (Eb 13, 4). «Non sapete che gli ingiusti non possiederanno il regno di Dio? Attenti a non illudervi: né fornicatori, né adulteri... saranno eredi del regno di Dio» (1 Cor 6, 9). Dato che nessuno viene escluso dal regno dei cieli, tranne che a causa di gravi violazioni della legge divina, evidentemente anche la fornicazione è da considerarsi tale.
    Magari però tu vuoi dire che di gravità non può parlarsi, come nel caso dell'adulterio, poiché fornicando non si svilisce [necessariamente] il corpo di una donna coniugata. Allora ti rispondo che l'oltraggio riguarda, qui, un corpo ancora più nobile: il corpo [mistico] di Cristo, del quale fai parte tu e il tuo prossimo, o i vostri stessi corpi che furono consacrati dal battesimo. «Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? - ci domanda l'apostolo Paolo; e prosegue: «E io potrei prendere le membra di Cristo per farne membra d'una meretrice? Non sia mai!» (I Cor 6, 15). Quindi sbaglia chi dice che la fornicazione non è peccato mortale.
    Ne concludiamo [anzi] che il sesto comandamento intende proibire non solo l'adulterio [e la fornicazione], ma qualunque dissolutezza carnale, fuori dell'unione matrimoniale.
    Altro errore è quello di quanti affermano che i rapporti coniugali non siano mai esenti da colpa. Diversamente Paolo non direbbe: «Il matrimonio sia da tutti tenuto in onore» (Eb 13, 4). L'unione tra gli sposi dunque non soltanto non costituisce in se stessa alcuna violazione morale, ma è altresì meritoria ogni volta che gli sposi si trovino in stato di grazia. Talvolta le loro dimostrazioni d'affetto potranno comportare delle venialità, e qualche altra volta raggiungere la colpa grave (199).
    Se il reciproco effondersi nell'amore si accompagna all'intento di procreare, i coniugi agiscono virtuosamente, ed è atto di giustizia rendere il debito coniugale; allorché, invece, pur non eccedendo i limiti propri del matrimonio, si abbia di mira unicamente la soddisfazione della sensualità, avremo anche un peccato veniale. Superati invece i suddetti limiti (magari sul piano della semplice fantasia), la colpa è grave.
    È bene inoltre conoscere i vari motivi in base ai quali sono vietati l'adulterio e la fornicazione.

    1. La vita spirituale ne riceve una ferita profonda. «L'adultero - infatti - è corto di senno: solo chi vuole rovinarsi agisce come lui» (Prv 6, 32). L'espressione della Volgata propter cordis inopiam sottolinea bene l'inaridimento della sensibilità di spirito, nell'uomo carnale.

    2. Mette a rischio la stessa vita fisica, poiché stando alla legislazione mosaica, gli adulteri erano passibili della pena capitale (cf. Lv 20,10-12; cf. Dt 22, 22). E anche se attualmente un tale rischio non esiste, la cosa si risolve sempre a danno del colpevole: se infatti il massimo castigo veniva accettato con rassegnazione, otteneva al reo il perdono della colpa; invece, restando qui impunita, essa dovrà essere espiata nella vita ultraterrena.

    3. Questo genere di peccati, conduce allo sperpero delle proprie sostanze: l'esempio più convincente l'abbiamo nel figliol prodigo, il quale «scialacquò tutto il suo patrimonio con una vita dissoluta» (Lc 15, 11-13). Anche il Siracide avverte: «Non abbandonarti nelle mani di una cortigiana, se non vuoi rovinare te stesso e le tue fortune» (Sir 9, 6).

    4. Umilia i figli nati da una illecita unione. «I figli degli adulteri non giungeranno a maturità e sparirà il seme di un letto illegittimo; eppoi, anche se vivessero a lungo, non godranno di nessuna stima, e la loro vecchiaia sarà senza onore» (Sap 3, 16-17). Anche tra le fila del clero questi sfortunati non troveranno posto, finché sia possibile reclutare chierici privi di demerito (200).

    5. La persona coinvolta nell'adulterio, e specialmente la donna, ne esce degradata. «La donna adultera sarà considerata come un rifiuto che si calpesta per la strada» (Sir 9, 10), mentre di un uomo che sia incorso nel medesimo fallo leggiamo nella Scrittura: «[L'adultero] non raccoglierà che battiture e infamia; la sua vergogna non sarà dimenticata» (Prv 6, 33). E san Gregorio [Magno] pone infine in rilievo come, pur costituendo un crimine minore rispetto ai peccati in cui prevale la perversione dell'intelligenza, tuttavia i peccati della carne rivestono un aspetto di particolare ignominia; e la ragione è semplice: essi avviliscono l'uomo al livello della bestia. L'uomo cioè, non avendo compreso a quale onore Dio l'abbia innalzato, si è abbrutito, simile nel modo di vivere agli animali inferiori (cf. Sal 48, 21).

mercoledì 10 ottobre 2012

Il giusto timor di Dio

In queste ultime settimane ho molto riflettuto su quella che ritengo una delle virtù maggiormente desiderabili da chi compie un cammino di ricerca spirituale: il giusto timor di Dio.
Nel corso delle mie frequenti meditazioni che avvenivano in momenti di raccoglimento e preghiera mi sono reso conto di quanto sia importante riflettere su questo punto.
Il timor di Dio ha accompagnato la vita di tutti i santi che ben sapevano che sarebbero stati giudicati su tutte le loro azioni, anche quelle più insignificanti.

Avete mai pensato a quante cose inutili facciamo ogni giorno? Azioni che non portano nessun frutto per la vita eterna e che non recano alcun vantaggio per il nostro cammino verso l'eternità. 
Spesso ci attardiamo in cose che non hanno valore, perdiamo tempo, impigriti e demotivati lasciamo che le giornate trascorrano senza accumulare alcun merito davanti a Dio.


E' necessario a questo punto sottolineare che noi tutti, che ci crediate o no, compariremo davanti al Giudice Supremo il quale ci giudicherà su quanto amore saremo stati capaci di donare al nostro prossimo. 
"E tu, figlio mio! Quanto hai amato?". Queste parole ci risuoneranno nelle orecchie per l'eternità e quale non sarà il nostro sgomento nell'accorgersi che in realtà abbiamo pensato solo a noi stessi e che abbiamo condotto una vita piena di egoismo, magari danneggiando qualcuno per i nostri interessi materiali.

E' giusto serbare nel cuore un giusto timor di Dio. Non quello che terrorizza e sgomenta e ci fa vedere il nostro Creatore come un aguzzino pronto a condannarci, bensì come la figura di un Padre buon che non fa che curare anche in questa vita i nostri interessi in vista di un'eternità di gioia e di felicità.

Si, siamo in ogni momento sotto gli occhi di Dio e Lui ci osserva. Ci ama e desidera il meglio per noi, ma noi che cosa siamo disposti a concedere a Colui che ci "perseguita" con il Suo Amore?

Perdonaci Signore se abbiamo danneggiato il nostro prossimo per i nostri interessi!!! Guarda alla nostra fede e non tenere conto dei nostri peccati, lavaci da ogni colpa, purificaci e salvaci dalle tenebre e dall'abisso senza fine.

martedì 2 ottobre 2012

Perchè si deve pregare?

Perchè pregare? Quali effetti ha su di noi la preghiera? Perchè fare un cammino di ricerca spirituale? A queste e altre domande si cercherà di dare risposta in questo libro. Un lavoro appassionato e una ricerca meticolosa ha impegnato Beppe Amico – scrittore e saggista cattolico – per la realizzazione di questo volume dedicato alla preghiera. In questo nuovo libro di orazioni, il curatore accompagna alle tante preghiere della tradizione cattolica anche una ricca storiografia, citando passi delle Sacre Scritture, pensieri di santi, aforismi spirituali, note ed esempi di ascetica utili ad inquadrare ciascuna devozione nella dimensione a cui appartiene. 

Beppe Amico conclude con un pensiero la premessa al libro: “In questo testo ho raccolto le più celebri e diffuse preghiere della tradizione cattolica. Sono le stesse che ho usato e continuo ad usare anch’io nei miei momenti di raccoglimento spirituale. Alcune di esse sono così belle e profonde da commuovere e sono capaci di farci crescere e avanzare nel cammino di perfezione. Mi auguro che anche per voi, come è successo per tanti, possano essere uno strumento di condivisione e di amore”. 

In questo nuovo lavoro dedicato alla preghiera troverete orazioni per tutte le esigenze comprese anche quelle di guarigione e liberazione recitate dai Gruppi del Rinnovamento dello Spirito. Ampio spazio viene dedicata anche alle preghiere per la famiglia, per i figli, i genitori, per il lavoro e per difendersi e proteggersi dalle insidie del male. 

"Una giornata senza la preghiera - dice la Madonna a Medjugorie - non è la stessa cosa rispetto ad una in cui l'anima si raccoglie devotamente con Dio per esprimergli il suo grazie per i tanti benefici ricevuti e per impetrare le grazie tanto necessarie per il suo cammino verso il cielo".

Il libro è disponibile sia i versione ebook sul sito di Ultimabooks e in edizione cartacea in una pratica e comoda versione pocket tascabile. E’ possibile richiederlo al curatore dell’opera collegandosi all’area contatti del suo sito-blog www.mistericattolici.blogspot.com, oppure ordinarlo in versione cartacea al prezzo speciale di 7,99 euro tramite questo link: www.lulu.com/content/12852591

lunedì 24 settembre 2012

QUALI ANIME SOFFRONO DI PIÙ NEL PURGATORIO E QUALI DI MENO?


Le anime nel Purgatorio sono avviluppate come da un velo, da una dura corteccia. È la corteccia che le ha racchiuse nella vita terrena: il proprio io, l'eccessivo preoccuparsi di sé, il mondo, il pensie­ro di sé e della propria reputazione e tutte le cose che erano apparse così importanti... Di queste co­se è fatta la corteccia e la luce di Dio quasi non rie­sce a penetrarla.
Ci sono anime che non si chiedono seriamente se la loro vita piace a Dio, e che, senza timore, cre­dono che tutto proceda bene.

Persone che vanno in chiesa, e pregano anche, e compiono opere buone, eppure si forma una «crosta» attorno all'anima.
Pensano che ciò che fanno vada tutto bene. Non si pongono interrogativi sui desideri di Dio, fanno tutto senza amore, senza timor di Dio e ottundono la coscienza con l'adempimento dei doveri este­riori. Se uno fa loro osservare le loro mancanze, esse trovano una giustificazione per tutto.

Ci sono molte di queste anime nel Purgatorio; ed anche laggiù esse sono così insensibili alla conoscenza. La conoscenza giunge dapprima per gra­di: a poco a poco la luce divina trapassa l'involucro e ridesta l'anima dal suo sonno.
Ci sono uomini che in vita avevano grande sag­gezza, e che hanno anche fatto del gran bene al­l'umanità, che hanno speso la loro parola per tutto ciò che era buono e giusto: ma, poiché ciò avveni­va solo per la loro propria ambiziosa saggezza, es­si si sono completamente ingolfati nello spirito del mondo, vivendo in una eccessiva indipendenza, senza intrattenersi col Maestro divino. 

Il Giudizio universale


Queste ani­me giungono nell'eternità con la più grande igno­ranza.
Sulla terra erano state mature in tutto, ed ora si trovano nel più profondo imbarazzo. Sapevano tan­to, ed ora non sanno nulla. Perché solo ai piccoli viene rivelata la grandezza... Questi uomini saggi hanno spesso un'anima ottusa... Spesso devono rimanere a lungo nel Purgatorio: fino a quando si sono sciolti da se stessi, fino a quando si sono de­stati dal loro sonno, fino a quando non sono più storditi dal proprio «io». Giacciono come morti nel loro involucro: fino a quando l'eterna luce non lo ha infranto aprendolo. Queste sono le anime più im­pacciate. Portano tanto «mondo» e tanto «io» su di sé. Appena cominciano a ridestarsi, la luce pene­tra purificandole sempre di più; allora le anime di­ventano più sensibili a tutte le preghiere che si fan­no alla loro intenzione, a tutte le S. Messe, a tutte le opere buone. Cominciano ad accorgersi, dap­prima a poco a poco, che hanno bisogno di Dio: in vita, hanno sentito poco il bisogno di Lui. Appena si destano, alla conoscenza e al pentimento, di­ventano felici, ma fino al quel risveglio soffrono in modo particolarmente grave, soffocano nel loro in­volucro, non hanno né luce, né aria.

Ci sono nel Purgatorio dei saggi che sulla terra erano in grande onore ed ora si trovano in profon­do imbarazzo... Qui spesso il più misero fanciullo è il più saggio. Lo vedo: solo ai piccoli vengono rive­late le cose grandi.
II Buon Dio è infinitamente delicato nel suo giudi­zio. II vero bene che l'anima possedeva, Egli lo pu­rifica e lo mantiene splendente, per ricompensare con esso l'anima, eternamente. Anche se tante e tante colpe si sono accumulate, Egli non permette che quel bene vada perduto. Presso di Lui tutto vie­ne riconosciuto, anche il più piccolo sacrificio. Oh, se noi volessimo riconoscere tutto il bene che Dio ci fa, e come Egli riconosce il nostro bene!
Come dobbiamo vergognarci della nostra scono­scenza davanti a Dio! Nel Purgatorio dobbiamo ri­conoscere tutto il bene che ci viene da Lui e rin­graziare. Qui tutto passa ancora una volta davanti all'anima e tutto deve essere soddisfatto.

Soffrono un lungo Purgatorio anche le anime che sulla terra furono devote a causa degli uomini. Io vedo nel Purgatorio molte anime che vollero di­ventare sante per amor proprio e per ostinazione, ovvero si proposero una vita santa per piacere al direttore spirituale.
Ci sono laggiù anime che hanno ingannato i loro confessori e direttori; il movente delle loro azioni non era Dio solo, ma il loro proprio onore, il desi­derio di apparire belle. Ci sono anime che coltiva­rono tutte le opere di pietà, ma non erano umili; che non vollero riconoscere nessun errore, che, com­prese di sé, pensarono di essere sulla via miglio­re. Anime che si sottoponevano a penitenze per or­gogliosa imitazione dei santi e non per umiltà e pentimento. C'è tanta imitazione che non si può quasi distinguere da ciò che è autentico! Ma Dio non Lo si può ingannare... Ci sono anime che eb­bero un orgoglioso desiderio di diventare sante, che si rimiravano nel numero dei loro sacrifici e delle loro penitenze: che erano capaci di fare tutte le grandi cose e trascuravano i piccoli, essenziali doveri.

Anime tali sono nelle più profonde fiamme del Purgatorio: la loro vita è stata una bugia. Oh, come deve bruciare qui la verità eterna! Dio non è con­tento di queste anime, ed esse lo sentono in un grande tormento. Ma ci vuole tanto fino a che es­se siano contrite, come Dio vuole; fino a che il du­ro «io» riesca a piegarsi. Appena spuntano questa contrizione e questa conoscenza, l'anima viene indicibilmente annientata dalla luce divina, fino a quando sarà dilatata nell'amore misericordioso, e non più lei vivrà, ma Gesù in lei.

Brano tratto da: "Il mistero del Purgatorio" 

Nihil obstat
E. Go rev. Del. Romae dic. 23-VII-1950
IMPRIMATUR
E. Vicariatu Urbis, die 8-VIII-1950
ALOYSIUS TRAGLIA
Arch. Cassarien Vicesgerens 

L'infanzia spirituale

Necessità di diventar fanciulli

Tratto da GIOVANNI BLANLO - L'INFANZIA SPIRITUALE
CON MEDITAZIONI E PRATICHE PER ONORARE IL BAMBINO GESÙ

IMPRIMATUR
Curia Arch. Mediolani die 28 - 12 - 1944
Can. Bernareggi V. G



   Una tale necessità ci è insegnata dal Vangelo, il quale ci assicura che, se non ci facciamo piccoli come fanciulli, non entreremo nel regno dei Cieli (Matth., 18, 3), Anzi Nostro Signore conferma questa verità col giuramento: «In verità, io vi dico che chiunque non riceverà il regno di Dio come un fanciullo, non vi entrerà giammai» (Luc 18, 17).
   Però l'Infanzia di cui parliamo non è altro che il seguito del Battesimo; infatti, siccome alla nascita naturale segue l'infanzia naturale, così al Battesimo, che è la nascita soprannaturale, segue l'Infanzia Spirituale per la quale l'uomo battezzato, animato da un nuovo Spirito, incomincia a condurre una vita nuova, la quale ha qualche proporzione e somiglianza con l'infanzia naturale. Perciò S. Pietro, ai primi cristiani, dopo il loro Battesimo, rivolgeva queste parole che la Chiesa adopera nella prima domenica dopo Pasqua, nella quale i battezzati deponevano la veste bianca che avevano portato per otto giorni, domenica che perciò si chiama in Albis: Deponete ogni malizia e ogni frode, le finzioni e le insidie. Come bambini di fresco nati, bramate il latte spirituale, sincero, affinché per esso cresciate a salute (Petr. 2, 1-2).
    Per salvarsi è dunque necessario, e di necessità di salute, divenire fanciulli: il Figlio di Dio, il quale è la Verità, ce lo ha detto con giuramento: Amen dico vobis. Lo crederà chi vorrà, lo intenderà chi potrà, ma è parola di Gesù Cristo.
    E' cosa talmente vera che il Figlio di Dio, benché sia la sapienza e la grandezza medesima, si fece egli medesimo piccolo bambino volle nascere nel seno di una vergine, ricevendone il latte e lasciandosi condurre da lei; volle insomma assoggettarsi a tutte le necessità dell'infanzia, per insegnarci che dobbiamo essere fanciulli, come volle essere egli medesimo per meritarci la grazia di questo stato col mistero della sua Infanzia. Per noi, dice il Profeta Isaia, si è fatto fanciullo (Is. 9, 6); bisogna dunque che un gran mistero sia nascosto sotto lo stato d'Infanzia, poiché la Scrittura così di frequente attribuisce al Figlio di Dio questa qualità di infante: Puer.
   Questa scienza dell'Infanzia Spirituale in Gesù, è nascosta ai sapienti del mondo, perché è la scienza dei piccoli e dà ad .essi il dono dell'intelligenza (Ps. 118, 130). Gesù Cristo, infatti, esultante di gioia nello Spirito Santo e adorando i giudizi di Dio suo Padre, protesta che i prudenti del secolo non intendono nulla di questa scienza, perché è per loro un mistero nascosto, il quale venne rivelato ai piccoli (Luc. 10, 21); non già che sia una scienza piccola, ma sembra piccola e disprezzabile ai belli spiriti che si stimano grandi, epperò viene chiamata la scienza dei piccoli: oppure si dice scienza dei piccoli perché rende gli uomini piccoli in sé e ai loro propri occhi, e fa che conoscano il proprio niente e la grandezza di Dio, il quale solo è grande.
   Oh follia e accecamento degli uomini! Per non voler riconoscere le proprie piccolezze, non diventano mai veramente grandi; ostentano di essere savi, e sono pazzi; né mai diventano uomini, perché non vogliono essere fanciulli!
   E' questa la scienza dei Santi, la sapienza dei perfetti, la quale non fu conosciuta da nessuno tra i prìncipi del secolo (I Cor., 2, 8) e sembra pazzia e sciocchezza agli occhi carnali dell'umana prudenza.
   E' quel tesoro evangelico nascosto nel cuore del fedele; e questo tesoro, una volta che sia stato trovato, genera il disprezzo per quanto v'è nel mondo, e principalmente induce chi lo ha trovato a disprezzare talmente se stesso che varrebbe essere schernito da tutti, mentre prima voleva essere onorato da tutti.

Santa Teresina di Lisieux

    Davide era un uomo fatto, anzi un re; ma era un fanciullo in Gesù Cristo, e lo dimostrò quando, schernito da sua moglie Michol perché aveva danzato davanti all'arca, le fece questa bella risposta: Al cospetto del Signore... io danzerò, e mi avvilirò ancor più di quello che ho fatto, e sarò umile, ai miei propri occhi (Reg. 6, 12).
    Ecco come si divertirono gli infanti spirituali: il loro gioco consiste nel saper bene umiliarsi e nell'essere stimati pazzi davanti al mondo, quando si tratta della gloria di Dio; perciò disse S. Gregorio che ammirava Davide umiliato davanti all'arca, più di Davide trionfante col suo esercito. Davide, infatti, quando vinceva i nemici del popolo di Dio, non rovesciava che le mura di qualche fortezza e trionfava di gente straniera; mentre, quando si umiliava danzando davanti all'arca, vinceva se stesso. Non è quindi da stupirsi che fosse così intelligente nella legge di Dio, come disse lui stesso: Ebbi più intelligenza che gli anziani (Ps. 118, 100). Era fanciullo per l'umiltà e la sottomissione del suo spirito, perciò divenne più sapiente che gli stessi anziani.
    Perché Davide era piccolo ai suoi propri occhi, Dio gli rivelò i suoi segreti, ma l'Infanzia Spirituale venne già manifestata nella di lui elezione. Quando Samuele cercava tra i figlioli di Iesse quello che Dio aveva scelto per essere re del suo popolo; per ciascuno dei primi sette gli venne detto: Non è questo l'eletto di Dio (Reg., 16, 9); domandò se non vi era più nessun figliolo e il padre rispose: Resta ancora un fanciullo che pasce le pecore (Ibid. 11). Ed era appunto il piccalo Davide al quale Dio destinava la grandezza dello scettro d'Israele, perché era piccolo.

    In tal modo la grazia della piccolezza e dell'Infanzia Cristiana è il fondamento della regalità divina. Così Gesù Cristo nella sua Infanzia venne adorato come Re dai re medesimi, i quali lo cercarono appunto come re. Dov'è, dissero i Magi, colui che è nato re dei Giudei? (Matth., 2, 2.) come se dicessero: Dov'è quel bambino che è re?
    Pertanto quel detto di Salomone: Guai a quella terra che ha per re un bambino (Eccli., 10, 16) non deve intendersi che dell'infanzia naturale, e non dell'Infanzia soprannaturale e divina. Beata invece quella terra di cui il re è Gesù Bambino ed è governata da quelli che hanno lo spirito dell'Infanzia regale del divino Gesù!

* * *

Anche la ragione fondata sulla fede ci insegna che l'uomo e l'angelo si perdettero perché vollero essere troppo grandi: l'angelo perché volle essere troppo potente e l'uomo perché volle essere troppo sapiente. Adamo ed Eva vollero troppo ragionare sul comandamento che Dio aveva loro fatto; così bisognava che in riparazione del loro orgoglio rinunciassero alla propria ragione ed alla prudenza umana per lasciarsi condurre in avvenire, come ciechi e, come fanciulli, nella semplicità della fede, la quale non ragiona punto, ma ascolta: Fides ex auditu (Rom., 10, 17). La fede, infatti, nella sua semplicità, non sa ciò che sia ragionare e non chiede né perché né come: perché o come viene comandato questo o quello? Ma con tutta semplicità crede ed obbedisce a ciò che gli vien detto o comandato dal padre suo, secondo gli riferisce sua madre, senza sapere né la causa, né il motivo per il quale deve fare in un modo piuttosto che in un'altro.

giovedì 20 settembre 2012

News dal mondo dell’editoria (ebook e libri a prezzi mai visti)!!!

Dicono che l’editoria è in crisi, che non si legge più, che la gente preferisce rotocalchi e gossip e che la cultura, soprattutto quella religiosa, sia andata in vacanza. Forse qualcosa di vero c’è e allora desideriamo contribuire al rilancio del libro nella sua accezione più ampia con una serie di proposte assolutamente imperdibili.

Prendiamo in considerazione in questo articolo alcune pubblicazioni di Beppe Amico, giornalista e saggista cattolico che vanta diversi best seller al suo attivo. Negli ultimi tre anni ha pubblicato in edizione ebook e brossura alcuni testi interessanti di cultura e spiritualità. Tra i titoli di spicco: “La vita del mondo che verrà”, “David – cronaca di un tentato suicidio”, “Lettera a Gesù”, “The book of life” e “Preghiere e devozioni per il cammino spirituale”.

Alcune righe di commento a ciascuno di questi titoli.

“LA VITA DEL  MONDO CHE VERRA’, un libro poderoso di oltre 350 pagine in cui si affronta la tematica della vita oltre la morte dal punto di vista cattolico. Il libro è ricco di testimonianze interessanti di mistici e santi di ogni epoca e contiene un’approfondita riflessione sugli stati spirituali dell’anima nell’aldilà. Cosa accade nel momento della nostra morte? In quale direzione ci incammineremo dopo il nostro ultimo respiro? Ha ancora senso di parlare di inferno, purgatorio e paradiso? Cosa sono gli angeli? Qual è la loro attività e che differenza c’è fra spiriti angelici e spiriti ribelli? “La vita del mondo che verrà” è un viaggio nei misteri della vita oltremondana di ciò che accadrà dopo la nostra morte nella visione cristiano-cattolica. E’ disponibile sia la versione stampata in brossura al prezzo eccezionale di 10 euro, oppure l’edizione ebook al prezzo straordinario di 2,49 euro. Potete leggere un’anteprima collegandovi a questo link: http://www.calameo.com/books/001058621d5dea9c3acc3  oppure scaricare l’ebook cliccando: www.lulu.com/content/11326585, La versione stampata è invece acquistabile su: www.lulu.com/content/9353520

“LETTERA A GESU’ – UN GRIDO VERSO IL CIELO”: un libretto di circa 50 pagine che si può leggere in poche ore. L’autore in un colloquio confidenziale, manifesta al Figlio di Dio l’interiorità della sua anima in un succedersi di autocritiche e confessioni intime e personali. Chi legge ha l’impressione di ritrovarsi nelle vicende dello scrittore perché egli affronta le varie tematiche della vita, anche quelle più spinose con vigore e senza mezzi termini. Riconoscendo la sua fragilità e la sua pochezza, ammette di non essere capace di comprendere i grandi misteri della fede e forse illuminato dallo spirito divino addita un percorso per trovare le risposte ai più pressanti interrogativi della storia. Tra i tanti temi presenti nel libro, quello della sofferenza è quello in cui l’autore dimostra di averne compreso il senso e il fine illuminando il lettore con parole chiare ed inequivocabili. Il testo è stato proposto in visione da uno dei direttori spirituali dell’autore il quale ha dato un giudizio più che favorevole ed ha invitato Beppe Amico a pubblicarlo perché – stando alle parole di Don Bruno Crivellin - potrà senz’altro far bene alle anime. L’edizione stampata al prezzo straordinario di 4,76 euro la trovate a questo indirizzo: www.lulu.com/content/9380466, l’ebook è scaricabile a 1,99 euro su: www.lulu.com/content/11821642, mentre potete leggere un’anteprima collegandovi su questo sito: http://www.calameo.com/books/001058621a1cdbaf3cc2f

“DAVID – CRONACA DI UN TENTATO SUCIDIO”: è la storia vera di un ragazzo italiano di 30 anni il quale vive la terribile esperienza del suicidio. Un tema delicatissimo e che è necessario trattare con rigore e serietà, ma soprattutto con rispetto nei confronti di tutti coloro che per i motivi più disparati hanno vissuto questa terribile esperienza. La storia qui raccontata è la dimostrazione che i problemi, tutti senza esclusione, possono essere risolti con la buona volontà, il sacrificio e l’aiuto di Dio. David, il protagonista racconta un’esperienza mistica da lui vissuta e che lo ha portato dopo alcuni anni dal tentato suicidio a realizzare una vita piena ed appagante. Sostenuto dalla fede e della sua ferrea volontà di uscire dal pantano della depressione, il protagonista è riuscito a vincere i demoni del suo teatro interiore e rinascere nello spirito dando una svolta inaspettata alla sua vita. L’edizione stampata al costo di 4,76 euro la trovate su: www.lulu.com/content/11224489 l’ebook a 1,99 euro è scaricabile a questo indirizzo: http://www.ultimabooks.it/david-cronaca-di-un-tentato-suicidio-una-storia-vera un’anteprima potete leggerla su: www.lulu.com


“THE BOOK OF LIFE – IL LIBRO DELLA VITA, PSICOLOGIA SPIRITUALE – I SEGRETI DEI GRANDI MAESTRI”: è un testo agile e sciolto adatto a tutti coloro che desiderano intraprendere un cammino di crescita. Con l’ausilio dei grandi maestri spirituali, l’autore indica un percorso facile e costruttivo per realizzare se stesso attraverso un cammino spirituale. Nel libro troverete le risposte alle più pressanti domande: Come non avere paura, Come vincere i condizionamenti e i sensi di colpa, Come affrontare ingiustizie ed iniquità, Come realizzare sogni e aspirazioni, Come vincere la malattia e la morte, Come farsi riconoscere e approvare dagli altri. Nel testo anche un pratico glossario, una ricca bibliografia e una interessante sitografia. L’edizione stampata al prezzo di 7,99 euro è su: www.lulu.com/content/10067167  quella ebook al costo di 1,99 euro la trovate all’indirizzo: http://www.ultimabooks.it/the-book-of-life-il-libro-della-vita-psicologia-spirituale-i-segreti-dei-grandi-maestri, mentre l’anteprima gratuita di alcune pagine la potete scaricare su: http://www.calameo.com/books/0010586217504dccbc139

“PREGHIERE E DEVOZIONI PER IL CAMMINO SPIRITUALE”: è un libro di preghiere della tradizione cattolica. Le orazioni scelte e catalogate dal curatore Beppe Amico sono tra le più belle e famose, recitate ogni giorno da milioni di fedeli per trovare ristoro nel corpo e nello spirito. Ampio spazio viene riservato alle preghiere di guarigione e liberazione, alle preghiere indulgenziali, grande tesoro della Chiesa cattolica e alle preghiere riservate ai momenti speciali come il matrimonio, la famiglia, il lavoro, lo studio, ecc. L’edizione stampata in una pratica edizione pocket al prezzo di 7,99 euro la trovate su: www.lulu.com/content/12852591, l’ebook è scaricabile al prezzo speciale di 1,99 euro a questo indirizzo:  http://www.ultimabooks.it/preghiere-e-devozioni-per-il-cammino-spirituale, mentre un’anteprima gratuita potete consultarla su: http://www.calameo.com/books/001058621bc72f78d45c5

lunedì 10 settembre 2012

Grazie a tutti per la vostra collaborazione e buon cammino!!!


Con questo post vorrei ringraziare i numerosi visitatori del blog che hanno acquistato l’edizione ebook del libro “Preghiere e devozioni per il cammino spirituale” che nel mese di agosto ha dimostrato di essere uno dei libri più graditi dai lettori italiani. Il tema della spiritualità e della ricerca interiore è quindi ancora estremamente vivo nei lettori e questo non può che farci piacere. Se poi abbiamo contribuito in qualche modo alla loro crescita spirituale non è certo merito nostro ma di Colui che dall’alto governa con sapienza e con amore ogni cosa.
Colgo l’occasione per ricordare che fra le tante preghiere della tradizione cristiana, “Preghiere e devozioni per il cammino spirituale” contiene delucidazioni su molti temi della fede e un intero capitolo dedicato alle indulgenze, vero tesoro per i cattolici, un dono di Dio agli uomini affinchè pregustino già su questa terra un po’ di paradiso, lo stesso che ci ha promesso al termine della nostra vita.

“Preghiere e devozioni per il cammino spirituale” è disponibile oltre che in edizione ebook (pdf ed epub) anche il versione cartacea sul sito di Lulu Enterprise. Se dopo aver letto la versione digitale, desiderate avere una copia da mettere sul vostro comodino e da leggere di tanto in tanto potete acquistare al prezzo speciale di 10,20 euro una copia stampata. Questo mese desideriamo offrirvi un regalo. A tutti coloro che ordineranno una copia stampata del libro verrà fatto omaggio su richiesta dell’ebook “David – cronaca di un tentato suicidio – una storia vera”, altro toccante libricino dedicato al tema delicato del suicidio e la vera storia di una conversione in seguito ad un intervento straordinario di Dio. L'omaggio si può richiedere mettendosi in contatto con l'autore per mezzo del form contatti del sito www.mistericattolici.blog spot.com. E' necessario esibire la ricevuta di acquisto dell'edizione stampata di Lulu Enterprise.






martedì 4 settembre 2012

PREGHIERE E DEVOZIONI – per il cammino spirituale. Un nuovo libro di preghiere per i cristiani cattolici


Un lavoro appassionato e una ricerca meticolosa ha impegnato Beppe Amico – scrittore e saggista cattolico – per la realizzazione di questo volume dedicato alla preghiera la quale secondo l’enciclopedia interattiva Wikipedia, “è una delle pratiche comuni a tutte le religioni. Essa consiste nel rivolgersi alla dimensione del sacro con la parola o con il pensiero; gli scopi della preghiera possono essere molteplici: invocare, chiedere un aiuto, lodare, ringraziare, santificare, o esprimere devozione o abbandono. La preghiera è solitamente considerata come il momento in cui l'uomo 'parla' al sacro, mentre la fase inversa è la meditazione, durante la quale è il sacro che 'parla' all'uomo.
La preghiera può essere personale, oppure liturgica; solitamente questa seconda forma si ritrova come preghiera scritta (o comunque tramandata in qualche modo). Una delle forme di preghiera più diffuse è il canto devozionale”.
In questo nuovo libro di orazioni, il curatore accompagna alle tante preghiere presenti anche una ricca storiografia, citando passi delle Sacre Scritture, pensieri di santi, aforismi spirituali, note ed esempi di ascetica utili ad inquadrare ciascuna devozione nella dimensione a cui appartiene.

Gli asceti sono concordi nell’affermare che la vera preghiera sgorga spontanea dal cuore ed è quella che “commuove” Dio. Essa crea un ponte fra l’aldiquà e l’aldilà, ci permette di comunicare con Lui con modalità molto varie che possono arrivare fino al matrimonio mistico.
Ancora Wikipedia chiarisce che “secondo la dottrina cattolica, quando l'uomo prega si eleva a Dio in modo cosciente”, cioè sceglie volontariamente di comunicare e condividere con l’Onnipotente problemi, affanni, gioie, dolori, successi, fallimenti.
Beppe Amico  conclude con un pensiero la premessa al libro “Preghiere e devozioni per il cammino spirituale”: “In questo libro ho raccolto le più celebri e diffuse preghiere della tradizione cattolica. Sono le stesse che ho usato e continuo ad usare anch’io nei miei momenti di raccoglimento spirituale. Alcune di esse sono così belle e profonde da risultare dei veri e propri gioielli capaci di farci crescere e avanzare nel cammino di perfezione. Mi auguro che anche per voi, come è successo per tanti, possano essere uno strumento di condivisione e di amore”.
Il libro è disponibile in (brossura) in una pratica e comoda versione pocket tascabile. E’ possibile richiederlo al curatore dell’opera compilando il form contatti, oppure ordinare la versione brossura  a questo indirizzo: www.lulu.com/content/12852591
Il libro è ora disponibile anche in versione book digitale sul sito di “Ultimabooks” al prezzo speciale di 1,99 euro. Clicca qui.

giovedì 23 agosto 2012

In ricordo del caro Don Mario Degaudenz

Cari amici del Blog Misteri Cattolici, ci è giunta notizia da qualche giorno che l'amato Don Mario Degaudenz, mio direttore spirituale e con il quale collaboravo per la redazione e la tenuta del sito del Gruppo Rosario Vivente si è spento serenamente. Vogliamo ricordarlo con una nota che appare nel sito http://lnx.predazzoblog.it/?p=15837 dal quale abbiamo tratto il testo.

Don Mario Degaudenz (ciaodàn) nato a Predazzo 86 anni fa si è spento sabato 14 luglio 2012, presso la Casa di Trebaseleghe (Italia), fece la Prima professione l’8 dicembre 1944 e fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1955.  Apparteneva alla Provincia Madre della Divina Provvidenza (Roma).


Si era fatto promotore di una lunga catena di “Rosario vivente”  che curava con un foglio di collegamento.
Fino a pochi mesi fa, svolse il suo ministero sacerdotale nella comunità di Copparo (Ferrara).
Ricordo che qualche anno fa, feci a Don Degaudenz una piccola intervista, in occasione della pubblicazione del suo libro-diario dell’esperienza all’Ospedale Maggiore di Bologna dal titolo Scintille nella stoppia.
Riporto qualche passaggio.
Sono originario del Trentino, nato a Predazzo nel 1926. A 15 anni sentendomi chiamato dal Signore sono entrato in Congregazione per farmi religioso di Don Orione. Sono stato ordinato nel 1955. In questi 42 anni di sacerdozio i Superiori mi hanno incaricato di svolgere apostolato soprattutto tra i giovani, nelle parrocchie, negli oratori e nei centri giovanili.
Faccio il lavoro di un prete. Sono cappellano e tutti i giorni, da 10 anni, mi reco nei reparti di medicina, di neurologia e, soprattutto, in quello dei “malati infettivi”. Le pagine di diario pubblicate nel libro si riferiscono a incontri e vicende avvenute in questo reparto.
L’attività di assistenza religiosa mi offre l’occasione di un contatto costante con il (..continua clicca su leggi tutto)mondo della droga, dell’AIDS, con malati in fase terminale. Cerco di lenire le sofferenze, a volte intollerabili, dei malati e recare conforto alle famiglie e ai congiunti. I protagonisti dei miei racconti sono tutti morti, eccetto due.
I primi mesi furono difficilissimi e pieni di sfiducia, poiché pensavo: “Che cosa posso dire io sacerdote a quei giovani che hanno per la testa mille idee opposte alle mie?”. Avevo l’impressione che le mie parole, i miei atteggia¬menti, per quanto buoni, fossero come una semente buttata sull’asfalto o sul cemento… Grazie a Dio, le mie tristi valutazioni e previsioni risultarono completamente errate. M’accorsi che la sofferenza è maestra di vita, e che, se trova vicino un amore evangelico, ci fa scoprire i veri valori e il perché dell’esistenza ed infine la presenza di Dio misterioso ma infinitamente buono. Un Dio misterioso che un giovane aspirante suicida ha scoperto nel momento stesso in cui precipitava dal terzo piano… tanto che, non essendo immediatamente deceduto, il giovane, pur gravissimo, chiese di poter parlare con un sacerdote. Accorso presso di lui, mi disse: “Mentre cadevo… ho pensato a Dio… confessami…”. Dopo alcune ore moriva sereno.
Sono scomparsi tutti i sensi di paura che avevo. Gli acciacchi (parecchi) sono svaniti come neve al sole. Per me, la Sezione Infettivi è diventata il primo impegno della giornata. Penso al Vangelo: tutto ciò che faccio ai miei fratelli più piccoli (i poveri, i drogati, le prostitute, gli etilisti, ecc.), se lo faccio vedendo in loro Gesù, è come se lo facessi a Gesù stesso. Mi sono sentito sacerdote due volte: per Cristo e per i suoi sofferenti.
Riposa in pace, caro Don Mario Degaudenz.

mercoledì 8 agosto 2012

David - cronaca di un tentato suicidio - una storia vera!!!

Il delicato tema del suicidio non è mai abbastanza trattato dai mass media  di oggi. Un po’ come la morte. Su di esso cala implacabile il silenzio. Nessuno ne parla; si ignora o quasi una realtà che miete più di 3.000 vittime ogni anno solo nel nostro paese.

"Parlare del suicidio non induce nell'altro un proposito suicidario - annota il prof. Paolo Girardi, Ordinario di psichiatria dell'Ospedale S.Andrea, la Sapienza di Roma; "al contrario, l'individuo in crisi e che pensa al gesto si sente sollevato ed ha l'opportunità di sperimentare un contatto empatico..." (fonte: www.prevenireilsuicidio.it/il_suicidio.htm).

Secondo gli psicologi il suicidio è l’atto estremo di un malessere, di una disperata richiesta di aiuto ad una società individualista incapace di saturare e valorizzare appieno l’individuo, è la manifestazione di una sofferenza che si ritiene ingestibile, forse di un grande amore per la vita o comunque di un desiderio di rinascita ad una nuova vita.

Il libro “David, cronaca di un tentato sucidio…” è una storia vera. Non spetta a noi dire che storia è. Forse come quella della maggior parte della gente che ogni giorno si sacrifica e soffre per vivere, talvolta per sopravvivere. Nel testo, scritto da Beppe Amico che ne ha curato anche le note a piè di pagina, il resoconto appassionato e sincero del protagonista il quale attraverso la terribile esperienza del suicidio ha scoperto che la vita ha un valore immenso e che noi non possiamo manipolarla o strumentalizzarla ma viverla, assaporarla e valorizzarla anche attraverso le lotte e i sacrifici ai quali siamo chiamati ogni giorno.
Copertina del libro “David, cronaca di un tentato suicidio”

Questa testimonianza coraggiosa è dettata dallo zelo di chi ha vissuto il periodo buio e terribile della depressione e dello scoraggiamento, di chi ha toccato il fondo e si è rialzato grazie ad una volontà ferrea e a un aiuto del tutto inaspettato: quello di Dio, il quale attraverso una visione soprannaturale ha svelato a David il motivo del suo salvataggio miracoloso.
Una storia toccante e commovente, uno spaccato di vita edificante narrato con semplicità e passione, nel quale potrete forse intravvedere il velo che separa la vita dalla morte. "David" è la cronaca dettagliata di un tentato suicidio e di una straordinaria conversione. Un testo utile a chi ha perso ogni speranza, un supporto per coloro che desiderano approfondire questo tema tanto delicato attraverso la strada della prevenzione. Questo libro vi appassionerà dalla prima all'ultima pagina e dopo averlo letto...non sarete più gli stessi.  

Il libro è disponibile a 9,90 euro in versione stampata sul sito di Lulu.com cliccando qui. Potete anche scaricarlo in versione ebook pdf a 1,99 euro, collegandovi sul sito di Ultimabooks o alle principali librerie on line presso le quali è in vendita.      

Elenchiamo le librerie in rete dove potrete acquistarlo in versione ebook al prezzo speciale di 1,99 euro, oppure noleggiarlo a partire da 0,99 euro

9am.it, biblet.it, bol.it, bookrepublic.it, deastore.com, ebookvanilla.it, ilgiardinodeilibri.it, ibs.it, ebook.it, lafeltrinelli.it, libreriafantasy.it, librisalus.it, libreriauniversitaria.it, mediaworld.it, pilade.it, edizionilpuntodincontro.it, libreriarizzoli.corriere.it, ultimabooks.it, speedybook.it, thefirstclub.net, webster.it

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