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Novità - Suor Pura Pagani - la suorina di Verona he faceva miracoli come Padre Pio

giovedì 23 giugno 2011

L’importanza del Santo Rosario

Nessuno può immaginare quanto sia foriera di grazie la devozione al Santo Rosario. Questa è la preghiera più grandemente gradita a Dio dopo la Santa Messa e i suoi frutti sono immediati. La forza di questa preghiera è confermata da tutti i santi che l’hanno praticata instancabilmente; alcuni di loro recitavano decine e decine di corone ogni giorno e la loro devozione a Maria era così intensa da non potersene staccare senza riceverne danno.

Ed ecco alcuni validi consigli proposti da un sacerdote autore di un librettino straordinario sulle bellezze del Rosario e il modo corretto di recitarlo:
“Il Santo Rosario, nella sua forma attuale – leggiamo in una nota - fu ispirato dalla Madonna a San Domenico. Il Santo era impegnato per la conversione degli eretici Albigiesi, ed era molto afflitto per il comportamento di tanti cristiani. Si era ritirato in preghiera e penitenza in un luogo solitario presso Tolosa in Francia. la Madonna gli apparve e gli disse: “Conosci, figlio mio, il mezzo di cui la Santissima Trinità si servì per salvare il mondo? Questo mezzo è stato il saluto che mi rivolse l’angelo: l’Ave Maria. Anche tu serviti di esso per ricondurre a Dio i peccatori”...(Fatima, Santo Rosario e devozione al Cuore Immacolato di Maria - Piccolo apostolato mariano, Carpena - Forlì, pag.56).
L’analisi prosegue con altre interessanti considerazioni: “...Coloro che recitano il Rosario, devono immergersi nella contemplazione dei misteri. Questa meditazione è l’anima del Rosario, che senza di essa, sarebbe come un corpo privo di vita.
Si faccia anche attenzione a due difetti comuni a coloro che pregano il Rosario. Spesso lo si recita senza sapere il motivo per cui lo si dice. E’ necessario invece chiedere, con la recita della corona, qualche grazia particolare.
Quando poi si inizia a pregare il Rosario, capita spesso di volerlo terminare al più presto, pur di togliersi l’impegno. Così lo si recita con una precipitazione incredibile. Non fa meraviglia che una simile preghiera resti senza frutto, e di ritrovarsi sempre gli stessi, anche dopo aver recitato mille o diecimila Rosari.(Ibidem, 57).

Non c’è nulla che Dio non conceda alle anime devote del Santo Rosario, e non vi è problema personale, politico, internazionale, sociale che non possa venire risolto con la corona in mano, persino le guerre possono essere fermate con la pratica di quella che alcuni santi hanno definito una sinfonia dolcissima, un canto infinito alla Mamma del Cielo.
E’ una preghiera semplice, ma che racchiude la sintesi della fede cattolica. Giovanni Paolo II così si esprime parlando del Rosario: “la mia preghiera prediletta...meravigliosa...”.
E’ l’orazione più facile e più gradita alla Madonna e la sua efficace potenza è racchiusa nel sentimento di umiltà di chi la recita, perchè è rivolta a Maria che è la mediatrice di tutte le grazie, la più umile di tutte le donne.
Il Rosario quotidiano con la meditazione dei misteri distrugge il peccato, la tentazione, sconfigge le potenze infernali più agguerrite e mette K.O. il demonio che non può resistere davanti a coloro che implorano coLei che egli odia senza fine, coLei che ha vinto ogni male con l’umiltà e l’amore.

Anche Suor Lucia, l’ultima veggente di Fatima, era convinta dell’importanza del Santo Rosario e di quanto esso possa impetrare grazie dal Signore. Ecco come si esprimeva in una lettera inviata da Coimbra il 16 settembre 1970 a Maria Josè Martins, sua compagna durante il noviziato: “Per quel che mi dice della recita del rosario, mi dispiace molto, perchè la preghiera del rosario o di una terza parte di esso, è dopo la sacra liturgia eucaristica, quella che più ci unisce a Dio per la ricchezza delle orazioni di cui si compone, tutte venute dal cielo, suggerite dal Padre, attraverso il Figlio e attraverso lo Spirito Santo.
Il gloria che recitiamo ad ogni mistero fu suggerito dal Padre agli angeli, quando li inviò a cantarlo vicino al Suo Verbo neonato, ed è un inno alla Trinità.
Il Padre nostro ci è stato insegnato dal Figlio ed è un’orazione diretta al Padre...
Il rosario, dice ancora Lucia: “è il pane spirituale delle anime; chi non prega, intristisce e muore. E’ nella orazione che noi c’incontriamo con Dio ed è in quell’incontro ch’Egli ci comunica la fede, la speranza e la carità, virtù queste senza le quali noi non ci salveremo.
Il rosario è l’orazione dei poveri e dei ricchi, dei sapienti e degli ignoranti; portar via alle anime questa devozione, sarebbe come portargli via il pane spirituale di ogni giorno. E’ essa che alimenta la piccola fiamma della fede, che ancora non si è spenta del tutto in molte coscienze...
Perciò il demonio gli ha fatto tanta guerra! Il peggio è che è riuscito a illudere e a ingannare anime piene di responsabilità per la carica che occupano !...Io ho una grande speranza che non è lontano il giorno in cui l’orazione del santo rosario e la sua terza parte sia dichiarata orazione liturgica, sì perchè essa, tutta intera appartiene alla sacra liturgia eucaristica...(Lucia racconta Fatima - op.cit. pagg.168,169).

La potenza del rosario è stata sperimentata anche dagli austriaci che si misero a pregare la corona e il 15 maggio 1955 sperimentarono l’indipendenza. Le milizie che avevano occupato i loro territori in breve si ritirarono.



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