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Novità - Suor Pura Pagani - la suorina di Verona che faceva miracoli come Padre Pio

lunedì 13 giugno 2011

La gioia cristiana

In questo articolo vogliamo parlare della gioia intesa in senso cristiano e di quanto essa debba stare a fondamento della nostra crescita spirituale.

Madre Teresa di Calcutta era convinta che La gioia è amore, la conseguenza logica di un cuore ardente d'amore. La gioia è una necessità e una forza fisica. la nostra lampada arderà dei sacrifici fatti con amore se siamo pieni di gioia. Possiamo confermare che la spiritualità della piccola suora in sari bianco era improntata proprio alla gioia che raccomandava a tutti coloro che desideravano percorrere un cammino interiore.
Ecco un’altra sua riflessione: La gioia dev'essere uno dei cardini della nostra vita. E' il pegno di una personalità generosa. A volte è altresì un manto che avvolge una vita di sacrificio e di donazione di sé. Una persona che possiede questa dote spesso raggiunge alti vertici. Splende come un sole in seno a una comunità. Che Dio vi renda in amore tutto l'amore che avete donato o tutta la gioia e la pace che avete seminato attorno a voi, da un capo all'altro del mondo (Madre Teresa di Calcutta).
Anche Papa Giovanni Paolo II era l’apostolo della gioia. Nel libro-intervista “Varcare le soglie della speranza” egli affermava che Abbiamo bisogno dell'entusiasmo dei giovani. Abbiamo bisogno della gioia di vivere che hanno i giovani. In essa si riflette qualcosa della gioia originaria che Dio ebbe creando l'uomo. Proprio questa gioia i giovani sperimentano in loro stessi. E' la medesima in ogni luogo, ma è anche sempre nuova, originale. I giovani la sanno esprimere in modo loro (Giovanni Paolo II - Varcare la soglia della speranza, p. 140, Mondadori edizioni).

Papa Benedetto XVI invece è convinto che Il cristiano autentico non è mai triste, anche se si trova a dover affrontare prove di vario genere, perché la presenza di Gesù è il segreto della sua gioia e della sua pace (Benedetto XVI – Messaggio per la GMG 2009).
La nostra trasformazione deriva perciò principalmente dalla gioia e dal conoscimento di noi stessi, dalla consapevolezza dei nostri limiti, dall’evidenza delle nostre potenzialità, sapientemente maturate e fatte crescere per un fine più alto e più nobile.
Il vero distacco dal mondo inteso nel senso delle passioni e dei vizi, è l’inizio della trasformazione, cui seguirà la vita nuova nello spirito, intessuta di gioia, cioè una condotta modificata consapevolmente a vantaggio della nostra personale crescita interiore per il nostro bene e quello comune.
In questa trasformazione non saremo mai soli, ma potremo contare certamente su aiuti divini, che per quanto misteriosi e insondabili, agiscono in noi e ci trasformano in relazione alla nostra apertura e disponibilità al cambiamento talvolta in modo silenzioso e misterioso.
Chi realmente desidera mutare vita e modificare gli atteggiamenti della sua personalità, sa benissimo che questo gli costerà fatica e sacrifici e che all’inizio è tutta strada in salita. Ma sarà anche consapevole che per quanto faticoso sarà il percorso, ne varrà la pena, perché lo condurrà al raggiungimento di qualcosa che non ha prezzo alcuno: la serenità e la pace.
La pace, tanto agognata dai saggi e dai mistici. Papa Giovanni XXIII la teneva a fondamento del suo pontificato. Egli diceva che è la cosa più importante che dobbiamo cercare perchè da essa dipendono tutti gli altri beni.

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