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"Chi salva un'anima, ha assicurata la propria alla felicità eterna" (Sant'Agostino).

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Novità - Suor Pura Pagani - la suorina di Verona he faceva miracoli come Padre Pio

domenica 27 marzo 2011

Richieste di preghiere


Cari amici del blog Misteri cattolici, ringrazio tutti coloro che stanno scrivendo tramite il form in alto per raccomandare le loro intenzioni e rivolgere le loro preghiere a Maria Vergine e al Signore. 
A tutti cerchiamo di rispondere nel più breve tempo possibile. Consigliamo comunque di iscrivervi al Gruppo Rosario Vivente della Congregazione San Luigi Orione per ricevere gratuitamente il giornalino Ave Maria e avanti curato da Don Mario Degaudenz al quale potete rivolgervi anche per dei consigli spirituali o per le confessioni che svolge nella Chiesa di S. Pietro e Paolo di Copparo (FE). 
Se desiderate contattare Don Mario e restare uniti insieme in preghiera a tanti fratelli nella fede andate sul sito www.grupporosariovivente.it o scrivete a info@grupporosariovivente.it .
Buon cammino a tutti e che Dio ci benedica.  

domenica 13 marzo 2011

Quaresima 2011

In rete abbiamo trovato questa bella meditazione per la Quaresima 2011, vogliamo proporvela così come è stata scritta.



Non mi immergo in interminabili esami di coscienza, perché so che finirei per perdermi nel buio delle mie infedeltà; però alzo gli occhi verso di Te, e cerco di guardarmi come Tu mi guardi. Non formulo grandi propositi di penitenza, perché so che probabilmente non li manterrei; però Ti offro quelle due o tre cosette che sai, e Ti prego di accettarle. Non vado in cerca di cose grandi, perché so che sarebbero superiori alle mie forze; però desidero affidarmi alla Tua mano, e scoprire tracce della Tua presenza. Compi Tu quanto il mio cuore fragile non sa sperare.


sabato 12 marzo 2011

E se Dio si fosse "arrabbiato"? 2° parte

A completamento dell'articolo pubblicato ieri, vorrei precisare che non credo in un Dio vendicativo e dispettoso che punisce i suoi figli con catastrofi e terremoti. Egli è Onnipotente e tutto potrebbe, ma in se ha solo la potenza dell'Amore e proprio per questo può talvolta diventare impotente a causa della nostra libera volontà.
Ciò che accade nel mondo in queste ultime ore è qualcosa di terribile e misterioso, ma è anche il retaggio di condotte sbagliate da parte dell'uomo (inquinamento, abusi di vario genere, ecc.) è qualcosa che Dio nella sua prescienza aveva previsto. 
Sono fatti drammatici e tristi che certamente Dio non vuole, ma che permette facendo salva la nostra libertà. "L'amore - diceva Gesù a Padre Pio - si conosce solo nel dolore". Si tratta di una sofferenza non voluta ne richiesta da Dio, ma insita nella vita dell'uomo e che lo accompagnerà fino alla fine dei suoi giorni. Il dolore è un fastidio dal quale non potremo liberarci finchè siamo nel mondo, per quanti sforzi compia la scienza nel lenire la sofferenza di qualsiasi genere essa sia. 

Ma la grandezza di Dio sta nel permettere il male, la sofferenza, il dolore per un fine più alto che è quello della nostra redenzione.
Non avere un minimo timore di Dio, giudicare e  gettare sentenze non serve a nulla se non a ripiegarci su noi stessi e non progredire nella solidarietà e nel mutuo scambio. Essere pieni di rabbia e di rancore con chi può anche aver sbagliato non è, a nostro avviso, costruttivo e getta altra desolazione e sconforto sulle nostre vite già piene di sacrifici e tribolazioni. 
Qualsiasi atteggiamento di chiusura è qualcosa di terribile che ci impedisce di compartire (nel senso di com-patitre, ovvero patire con) il grande dono della libertà per costruire una civiltà piena di amore (quella tanto auspicata da Madre Teresa di Calcutta).
Il nostro Dio (a qualsiasi confessione religiosa appartenga) non desidera altro che la felicità degli uomini, la quale qualche volta passa attraverso percorsi misteriosi e contorti che alle volte ci scandalizzano ma che egli ha permesso per il nostro bene.

venerdì 11 marzo 2011

E se Dio si fosse "arrabbiato"?


Qualche mese fa avevamo ventilato l'ipotesi che i segni dei tempi inducono tutti noi ad alcune considerazioni in ordine a ciò che da tre anni a questa parte sta accadendo nel mondo.
Allora il nostro riferimento andava alla crisi economica mondiale che ha messo in ginocchio l'economia di tutti gli stati. Oggi la nostra attenzione va ai numerosi disastri naturali ed in particolare al recente terremoto che ha colpito il Giappone e che a quanto pare si sta estendendo con molta rapidità anche ad altri continenti, molto lontani da quello asiatico.
E se Dio si fosse arrabbiato? E se lo scenario terribile che si sta profilando costituisse un monito divino? E se si trattasse del preludio di ciò che annunciano i Dieci Segreti di un'altra famosa apparizione della Vergine Maria, quella di Medjugorie? E se fosse il compimento di un'altra vecchia profezia, quella di Fatima, che ci ha tenuti con il fiato sospeso per molti anni e della quale non abbiamo la certezza del suo pieno svelamento?
Le nostre naturalmente sono solo ipotesi di lavoro, riflessioni di chi, memore della storia e impegnato in un cammino spirituale non può fare a meno di pensare cercando di dare risposta ai misteri che ci sovrastano.

Vogliamo riproporvi una parte del presunto 3° segreto di Fatima che la Chiesa cattolica non ha mai sconfessato e che venne pubblicato per la prima volta su un giornale tedesco negli anni '60. E' un testo conosciuto dagli addetti ai lavori e che in un periodo come questo torna prepotentemente in auge con i suoi spauracchi e i suoi misteri. E' un testo identificato come una versione non ufficiale del terzo Segreto di Fatima (versione diplomatica). Sarebbe stato dato dalla Vergine Maria a Lucia (l'ultima veggente) dopo l'ultima apparizione. Leggiamo:  "Non avere timore, cara piccola. Sono la Madre di Dio, che ti parla e ti domanda di rendere pubblico il presente Messaggio per il mondo intero. Ciò facendo incontrerai forti resistenze.
Ascolta bene e fa attenzione a quello che ti dico:
Gli uomini devono correggersi. Con umili suppliche, devono chiedere perdono dei peccati commessi e che potessero commettere. Tu desideri che io ti dia un segno, affinchè ognuno accetti le Mie Parole che dico per mezzo tuo, al genere umano.
Hai visto il prodigio del Sole, e tutti, credenti, miscredenti, contadini, cittadini, sapienti, giornalisti, laici, sacerdoti, tutti lo hanno veduto. Ed ora proclama a Mio Nome:
Un grande castigo cadrà sull’intero genere umano, non oggi, ne domani, ma nella seconda metà del secolo XX. Lo avevo già rivelato ai bambini Melania e Massimo, a “La Salette”, ed oggi lo ripeto a te, perchè il genere umano ha peccato e calpestato il Dono che avevo fatto. In nessuna parte del mondo vi è ordine, e Satana regna sui più alti posti, determinando l’andamento delle cose. Egli effettivamente riuscirà ad introdursi fino alla sommità della Chiesa; egli riuscirà a sedurre gli spiriti dei grandi scienziati  che inventeranno le armi con le quali sarà possibile distruggere in pochi minuti gran parte dell’umanità. Avrà in potere i potenti che governano i popoli, e li aizzerà a fabbricare enormi quantità di armi. E, se l’umanità non dovesse opporvisi, sarò obbligata a lasciare libero il braccio di Mio Figlio. Allora vedrai che Iddio castigherà gli uomini con maggiore severità che non abbia fatto con il diluvio.
Verrà il tempo di tutti i tempi e la fine di tutte le fini, se l’umanità non si convertirà: e se tutto dovesse restare come ora, o peggio, dovesse maggiormente aggravarsi, i grandi e i potenti periranno insieme ai piccoli e ai deboli. Anche per la Chiesa, verrà il tempo delle Sue più grandi prove. Cardinali, si opporranno ai Cardinali; Vescovi ai Vescovi. Satana marcerà in mezzo alle Loro file, e a Roma ci saranno cambiamenti. Ciò che è putrido cadrà, e ciò che cadrà, più non si alzerà. La Chiesa sarà offuscata, e il mondo sconvolto dal terrore. Tempo verrà che nessun Re, Imperatore, Cardinale o Vescovo, aspetterà Colui che tuttavia verrà, ma per punire secondo i disegni del Padre mio.
Una grande guerra si scatenerà nella seconda metà del XX secolo. Fuoco e fumo cadranno dal Cielo, le acque degli oceani diverranno vapori, e la schiuma si innalzerà sconvolgendo e tutto affondando. Milioni e milioni di uomini periranno di ora in ora, coloro che resteranno in vita, invidieranno i morti: da qualunque parte si volgerà lo sguardo, sarà angoscia, miseria, rovine in tutti i paesi.
Vedi? Il tempo si avvicina sempre più, e l’abisso si allarga senza speranza. I buoni periranno insieme ai cattivi, i grandi con i piccoli, i Principi della Chiesa con i loro fedeli, e i regnanti con i loro popoli. Vi sarà morte ovunque a causa degli errori commessi dagli insensati e dai partigiani di Satana il quale allora, e solamente allora regnerà sul mondo, in ultimo, allorquando quelli che sopravviveranno ad ogni evento saranno ancora in vita, proclameranno nuovamente Iddio e la Sua Gloria e lo serviranno come un tempo, quando il mondo non era così pervertito.
Va, mia piccola, e proclamalo. Io a tal fine, sarò sempre al tuo fianco per aiutarti” (Beppe Amico - Ipotesi su Fatima, Reverdito edizioni, 1997).

Questo testo parla di catastrofi, apocalisse, miseria, rovine, angoscia, di una profonda crisi del mondo e della Chiesa, parla di un abisso nel quale cadrà la maggior parte dell'umanità. Si dice che i vivi invidieranno i morti. Parole terribili che inducono ciascuno di noi ad una riflessione sui segni dei tempi. E se fossero avvertimenti e richiami divini che solo ora stanno trovando attuazione? E se veramente la Vergine Maria non riuscisse più a tenere fermo il braccio di Dio tante volte alzato in segno di ammonizione? E se si trattasse di un preludio alla tanto discussa e temuta profezia Maya del 2012? Risposte non ne abbiamo, certezze nemmeno. Solo una raccomandazione dei veggenti di Medjugorie ci sovviene alla mente, una frase pronunciata dallo stesso Gesù nel corso della sua vita terrena: "Tenetevi pronti...non sapete ne il giorno ne l'ora". Tenersi pronti significa avere l'umiltà di riconoscersi peccatori e il coraggio di chiedere perdono a Dio. La preghiera umile e costante è la sola che può salvarci, personalmente e collettivamente.
 Quindi la raccomandazione di Maria a Medjugorie oggi è importante più che mai. Ricordate che cosa disse: "Pregate, pregate, pregate".

domenica 6 marzo 2011

Estratto di "Lettera a Gesù - un grido verso il cielo"


Carissimo Gesù, chi ti scrive è un uomo qualsiasi, uno come tanti, che ti ha sempre, prima di tutto, considerato un amico fidato, uno al quale poter confidare il suo dolore e la sua sofferenza.  Sai bene che Ti ho sempre visto come un fratello sul quale poter contare nei momenti difficili della vita, prima del Dio grande ed inaccessibile che lo giudicherà delle sue azioni buone e malvagie. Ma per me non era ancora arrivato il tempo della grazia e a causa delle mie smodate passioni non potevo ricevere alcunchè di buono dal rapporto confidenziale con così tanto Bene.
Quando mi comportavo da pagano ero solo un uomo che viveva le battaglie e le tempeste della sua esistenza nello stesso modo in cui le hanno vissute e sofferte tanti altri prima di me. E’ per questo che desideravo farmi portavoce anche di tutti quelli che ogni giorno combattono una dura battaglia e che non sanno come dirti il loro rammarico e la loro desolazione per una vita che non sentono come un dono, ma come un peso spesso insostenibile e che li rende infelici. Volevo comunicarti le loro e le mie ansie e preoccupazioni, nella speranza di trovare in Te e nei tuoi insegnamenti un po' di pace e conforto dalle tormentate traversie della vita[1].
Ma sbagliavo, perché non avevo compreso che in quel momento stavo usando Dio solo per soddisfare le mie necessità e non ero pronto ad offrirgli qualcosa in cambio.
Nel pieno del mio coinvolgimento nelle passioni mondane, mentre conducevo una vita piena di dissolutezze, ti scrissi che già da un po’ osservavo con attenzione il mondo degli uomini ed ero giunto alla conclusione che la felicità è qualcosa di astratto ed impalpabile; aggiunsi che invece era la tristezza, la sfiducia, il disgusto, l’apatia, l’indifferenza, i sentimenti che pervadevano la maggior parte dell’umanità. Mi chiedevo il motivo di tanta contraddizione e di un così profondo contrasto[2]. Osservavo che nessuno aveva la risposta a queste domande e che – brutto a dirsi - ognuno è solo con se stesso e con i suoi problemi.
Osservavo il mondo e la gente che lo popola e non riconoscevo in loro qualcosa che mi appartenesse, che potesse in qualche modo consolarmi o darmi la speranza che c’era ancora qualcosa in cui sperare e molto da fare per costruire quella che Madre Teresa chiamava la “città dell’amore”.
Constatavo che rispetto al passato tante cose erano cambiate, ma questo mondo secolarizzato con il suo tecnicismo e il suo progresso, invece di semplificare e rendere meno amara la nostra esistenza non aveva fatto che complicarla ancora di più.
In un momento di maggiore desolazione affermai che alla maggior parte di noi la vita cominciava a stare stretta già dall'adolescenza e che poche persone potevano dirsi soddisfatte ed appagate.
I miei ragionamenti erano vani nel constatare le miserie del mondo, perché in fin dei conti non ero pronto a contribuire al progresso e alla felicità della gente. Ero concentrato solo sui miei problemi e raccontandoti i malesseri del mondo ti indicavo i anche i miei.
Certo, noi non possiamo biasimare un giovane studente che nell'impatto col mondo si sente perso e disorientato perchè non ha ricevuto un'educazione improntata a valori forti e a modelli di vita che riescano a realizzarlo nelle sue aspirazioni più profonde e che proprio per questo motivo si isola, perchè si sente escluso, abbandonato, emarginato da una società che non può soccorrerlo nei suoi bisogni primari[3]
Tu sai bene che più spesso di quanto sembri dietro un’apparente scorza dura ci sono cuori che vorrebbero palpitare d’amore, ma che non ci riescono perchè nessuno ha insegnato loro ad amare.
Carissimo Gesù, a quei tempi mi perdevo in ragionamenti complicati e non sfrondavo ciò che è superfluo.  Non capivo che l’impegno che profondiamo nelle nostre attività quotidiane invece che distoglierci dalle virtù e dall’amore, avrebbe dovuto acuire le nostre capacità di amare. E invece, ti dicevo che il nostro modo di amare non genera frutti soddisfacenti perché oltre ad essere paralizzati dalle nostre insicurezze, questo amore è inficiato da mille condizonamenti e dalla spinta delle passioni.
Tu hai gridato: “Non abbiate paura, io sono con voi ogni giorno fino alla fine dei tempi”; come potevo comprendere che Tu realmente ci avresti fatto da scudo agli urti della vita e offerto riparo nelle tempeste del nostro animo inquieto?
A quei tempi non facevo altro che giustificare le mie debolezze, confessandoti che non solo avevo molta paura, ma ero anche pervaso da tante fragilità che mi impedivano di vincere le passioni, crescere nelle virtù e incamminarmi sulla via della verità. 
Troppo spesso insistevo con assurdi pretesti pur di destare in Te una qualche reazione. Un giorno ti dissi che sentivo dalla gente frasi del tipo: “Se debbo fare un bilancio della mia vita, direi che le cose non stanno andando come avrei sperato”.
Certo, di questo non possono certo incolpare te, mio caro Gesù, so benissimo che l’uomo raccoglie solo ciò che semina e se c’è tanta insoddisfazione in noi è perché, parimenti, c’è anche tanta mediocrità.
Intendiamoci, non voglio qui mettere in dubbio l’opera di tanti uomini impegnati in cause di bene, in attività pro-bono; io mi riferisco alla superficialità di altri e al loro pressappochismo in temi di grande importanza sociale, etica, morale e spirituale. Tanti infatti si fermano solo alle apparenze e non approfondiscono come dovrebbero[4].
Chi potrà quindi aiutarci mio caro Gesù?
Tu sai benissimo come l’uomo sia fallace e incapace di mantenere le promesse. Tutti noi le abbiamo disattese molte volte e forse anche per questo raccogliamo solo amare delusioni.
Noi ci illudiamo di poter contare  sull’aiuto e il conforto degli uomini, ma troppo tardi ci accorgiamo che, salvo casi sporadici, non raccogliamo da loro nulla, se non diffidenza e ingratitudine.
Più di ogni altra cosa fa male il tradimento da parte degli amici più cari, delle persone più vicine. Tutti noi l’abbiamo sperimentato ed ogni volta l’impressione è quella di una grande lacerazione.
Il dolore di queste ferite si insinua nel profondo oltre ogni umano pensare.


[1] E' necessario che chiarisca subito che non desidero parlare a nome di nessuno, se non nel mio ed eventualmente di coloro che si riconoscono in ciò che scrivo. Sono ben lontano dall’intenzione di strumentalizzare il pensiero o i sentimenti spirituali altrui. Chi non desidera essere latore di questa lettera, si escluda pure senza problema. Nessuno si offenderà. Il bene è qualcosa che mi stà troppo a cuore per rischiare, con questo scritto. di comprometterlo.  
[2] In realtà lo stupore e il tono può apparire eccessivo ed ingiustificato perchè ogni epoca umana è stata contraddistinta da scandali e conflitti, da profonde insoddisfazioni umane e da terribili tragedie. 
[3] Indicativa la campagna di affissioni apparsa in molte città italiane in cui campeggiava l’immagine di un giovane adolescente con una scritta fra le mani: “Ho fame di affetto”.
[4] L’esercizio della volontà è un sacrificio assai doloroso, è vero. Ma se vogliamo veramente conoscere l’altro, comprendere le sue esigenze, è uno sforzo che dovremmo fare.

Fonte: Beppe Amico - "Lettera a Gesù - un grido verso il cielo"
pagg. 10-15, Lulu Enterprise. 

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LA SACRA BIBBIA INTERATTIVA

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