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Novità - Suor Pura Pagani - la suorina di Verona he faceva miracoli come Padre Pio

mercoledì 28 dicembre 2011

Apparizione della Vergine a Mirjana - 2 dicembre 2011

giovedì 22 dicembre 2011

I dieci segreti di Medjugorie - il futuro del mondo


La nostra Madre Celeste ci parla, attraverso le sue apparizioni, della fine dei tempi…Dopo Fatima, la Madonna continua ad apparire ogni 25 del mese a Medjugorje, un paesino dell’Erzegovina. In ogni suo messaggio emerge il suo amore per noi e le sue richieste sono sempre le stesse: fare digiuno e pregare per noi e per gli altri. Queste apparizioni iniziarono alle 17,45 di mercoledì 24 giugno 1981 e la Vergine Maria, a differenza di Fatima, scelse 6 persone con cui manifestarsi: Vicka Ivankovic, Marija Pavlovic, Ivanka Ivankovic, Ivan Dragicevic, Jakov Colo, Mirjana Dragicevic. 


Ma nei suoi messaggi non vi è soltanto richieste di amore e preghiera; ai sei prescelti furono assegnati dei segreti: 10 ad ogni veggente. Segreti riguardanti anche il futuro ed il destino del mondo. Ogni veggente ha il dovere di non divulgare nessun segreto fino ad un preciso “ordine” della Madonna; ma qualcosa, nel corso degli anni, è riuscito ad emergere... Ogni qual volta la madre Celeste fornisce l’ultimo segreto ad un veggente, le sue apparizioni per la persona in questione si limitano a date particolari, come i compleanni, e cessano di essere giornaliere. Mirjana Dragicevic Soldo ha ricevuto l’ultimo segreto il 25 dicembre 1982. Durante l ’ultima apparizione quotidiana la Madonna le ha promesso che le sarebbe apparsa per tutta la vita una volta all’anno, nel giorno del suo compleanno, il 18 marzo.Dal 2 agosto 1987 Mirjana vede la Madonna e prega con Lei per i non credenti ogni 2 del mese. E, dal 2 gennaio 1997, tale esperienza non è più esclusivamente privata: Mirjana conosce l’ora in cui la Madonna viene, dalle 10 alle 11, e tale incontro di preghiera è aperto anche ai fedeli. Abita a Medjugorje.Ivanka Ivankovic-Elez ha avuto le apparizioni quotidiane dal 24 giugno 1981 al 7 maggio 1985. Quel giorno, affidandole il decimo e ultimo segreto, la Madonna le disse che avrebbe avuto le apparizioni una volta all’anno, ed esattamente il giorno dell’anniversario delle stesse, il 25 giugno. Così avviene.
Marija Pavlovic Lunetti vide la Madonna la prima volta il 25 giugno 1981. Ha ancora le apparizioni quotidiane. Tramite lei, ogni 25 del mese, la Madonna dà il suo messaggio mensile al mondo. Finora le sono stati affidati nove segreti. Vive in Italia, a Monza, in provincia di Milano. Vicka (Vida) Ivankovic. Le apparizioni quotidiane per lei non sono ancora cessate. Fino a oggi la Madonna le ha affidato nove segreti. Vicka vive a Medjugorje.Ivan Dragicevic. La Madonna gli appare tuttora quotidianamente, e gli ha affidato nove segretiJakov Colo. Da1 12 settembre 1998 non ha più l’apparizione quotidiana, avendogli la Madonna rivelato l’ultimo segreto. Vede comunque la Signora ogni anno, nel giorno di Natale, quando Lei porta Gesù Bambino in braccio. Lavora nella parrocchia di Medjugorje, all’ufficio del registro, trascorre la maggior parte delle sue vacanze in Italia, per compiacere sua moglie.


I 10 SEGRETI e la fine dei tempi
Tutti i veggenti dichiarano di vedere la Madonna, di pregare con lei e di poterla toccare. Il motivo di queste apparizioni è dovuto dal fatto che la pace del mondo è in crisi e la Vergine ci invita alla riconciliazione e alla conversione. Per chi non crede, verrà lasciato un segno visibile sul luogo delle apparizioni, a Medjugorje, che sarà eterno, indistruttibile e visibile da tutti quelli che ci si recheranno. Ma quando il segno apparirà sarà troppo tardi per la conversione. Il tempo di grazia dato per la conversione e l’approfondimento della fede è infatti quello che precede il segno.Queste apparizioni sono le ultime apparizioni della Vergine sulla terra. Per questo sono così lunghe e frequenti. Mirjana dice: — Prima del segno visibile che sarà dato all’umanità, ci saranno tre avvertimenti al mondo. Gli avvertimenti saranno avvenimenti che succedono sulla terra. Mirjana ne sarà testimone. Tre giorni prima di uno degli avvertimenti essa informerà un sacerdote di sua scelta, il sacerdote scelto è padre francescano Petar Ljubicié. La testimonianza di Mirjana sarà una conferma delle apparizioni e un incitamento alla conversione del mondo. Dopo le ammonizioni, verrà il segno visibile sul luogo delle apparizioni a Medjugorje per tutta l’umanità. Il segno sarà dato come testimonianza delle apparizioni e un invito alla fede.— il nono e il decimo segreto sono gravi. Sono un castigo per i peccati del mondo. La punizione è inevitabile, perché non bisogna aspettarsi la conversione del mondo intero. Il castigo può essere diminuito dalle preghiere e dalla penitenza, ma non può essere evitato. Un male che minacciava il mondo, secondo il settimo segreto, è stato cancellato grazie alla preghiera e ai digiuni, dice Mirjana. Per questo, la Vergine continua a invitare alla preghiera e al digiuno:«Avete dimenticato che con la preghiera e il digiuno, potete allontanare la guerra, sospendere le leggi naturali».— Dopo il primo avvertimento, gli altri seguiranno entro breve tempo. Gli uomini così avranno del tempo per convertirsi.— Questo tempo è il periodo di grazia e di conversione. Dopo il segno visibile, coloro che resteranno in vita avranno poco tempo per la conversione. Per questo la Vergine invita alla conversione urgente e alla riconciliazione.— L’invito alla preghiera e alla penitenza è destinato ad allontanare i mali e la guerra e soprattutto a salvare le anime.— Secondo Mirjana ci troviamo vicini agli avvenimenti predetti dalla Vergine. In nome di questa esperienza, Mirjana dice all’umanità: «Convertitevi presto, aprite i vostri cuori a Dio».Oltre a questo messaggio essenziale, Mirjana dice di aver avuto, nel 1982, un’apparizione che getta raggi di luce sulla storia della Chiesa. Essa racconta un’apparizione nella quale Satana le si è presentato con le apparenze della Vergine; Satana chiese a Mirjana di rinunciare alla Madonna e di seguirlo, perché l’avrebbe resa felice, nell’amore e nella vita; mentre, con la Vergine, essa doveva soffrire, diceva lui, Mirjana lo respinse. E subito apparve la Vergine e Satana scomparve. La Vergine le disse, sostanzialmente, quanto segue: «Scusami per questo, ma devi sapere che Satana esiste. Un giorno si è presentato davanti al trono di Dio e ha chiesto il permesso di tentare la Chiesa per un certo periodo. Dio gli ha permesso di metterla alla prova per un secolo. Questo secolo è sotto il potere del demonio, ma quando saranno compiuti i segreti che vi sono stati affidati, il suo potere verrà distrutto. Già ora egli comincia a perdere il suo potere ed è diventato aggressivo: distrugge i matrimoni, solleva discordie tra preti, crea ossessioni, assassinii. Dovete proteggervi con la preghiera e il digiuno: soprattutto con la preghiera comunitaria. Portate con voi dei simboli benedetti. Metteteli nelle vostre case, riprendete l’uso dell’acqua benedetta».Secondo alcuni esperti cattolici che hanno studiato le apparizioni questo messaggio di Mirjana chiarirebbe la visione che ebbe il sommo pontefice Leone XIII. Secondo loro, dopo aver avuto una visione apocalittica dell’avvenire della Chiesa, Leone XIII introdusse la preghiera a San Michele Arcangelo che i sacerdoti recitavano dopo la messa fino al Concilio. Questi esperti dicono che sta per finire il secolo di prova intravisto dal sommo pontefice Leone XIII’.


LA VISIONE DEL PONTEFICE LEONE XIII
Il 13 Ottobre 1884 Leone XIII ebbe una visione mentre celebrava la Messa. Il Pontefice descrivendo con orrore questa visione disse che riguardava il futuro della Chiesa, un periodo di circa cento anni in avanti quando il potere di Satana avrebbe raggiunto il suo culmine. Di questo episodio sono note diverse versioni; in quella più comunemente accettata si dice che Leone XIII avrebbe sentito due voci: una dolce e gentile, l’altra roca e aspra. Gli parve che queste voci provenissero da vicino al tabernacolo. Subito comprese che la voce dolce e gentile era quella di Nostro Signore mentre quella roca e aspra era di Satana.In questo dialogo Satana affermava con orgoglio di poter distruggere la Chiesa, ma per fare questo chiedeva più tempo e più potere.Nostro Signore acconsentì alla richiesta e gli chiese di quanto tempo e di quanto potere avesse bisogno. Satana rispose che aveva bisogno di 75 o 100 anni e un maggior potere su coloro che si fossero messi al suo servizio.Nostro Signore accordò a Satana il tempo e il potere che chiedeva, dandogli piena libertà di disporne come voleva.Leone XIII rimase così scosso da questa esperienza che scrisse una preghiera in onore di San Michele per la protezione della Chiesa: 
San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia, contro la malvagità e le insidie del diavolo sii nostro aiuto. Ti preghiamo supplici: che il Signore lo comandi! E tu, principe delle milizie celesti, con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell'inferno Satana e gli altri spiriti maligni, che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime.
Il pontefice dispose che questa preghiera fosse detta alla fine di ogni Messa. Questa disposizione venne seguita fino agli anni ‘60, quando, con la riforma della Messa attuata dal Concilio Vaticano II (1962-65), la preghiera venne definitivamente soppressa dalla liturgia.Anche la Monaca di Dresda profetizza l'insediamento di Lucifero sulla terra. La veggente dice che ciò avverrà trail 1940 e il 2010, quando "dominerà sulla terra la gerarchia satanica, guidata da un demone che parlerà la lingua di Attila, ma che indosserà le vesti di Cesare".


LE PROVE SCIENTIFICHE DELLE APPARIZIONI (anno 2005): IL NEUROLOGO FRANCESE DOTT. PHILLIPE LORON DOPO GLI ESAMI PUBBLICATI SU DUE VEGGENTI DI MEDUGORJE. Non so chi vedano i veggenti, ma nessuno li manipola perché sono separati dal mondo. Nei momenti in cui dicono di avere l'apparizione i veggenti vivono davvero qualcosa di autentico. La scienza non può dire chi essi vedano e con chi parlino. Sono completamente separati dal mondo esterno e in quei momenti non reagiscono né a stimoli visivi né sonori. E' stata puntata davanti ai loro occhi una forte luce, è stato provocato rumore nelle loro orecchie, ma essi non hanno reagito per niente - ha dichiarato Phillipe Loron. Gli esami dei veggenti di Medugorje nei momenti in cui dicono di avere l'apparizione della Madonna attestano che sono sani fisicamente e psichicamente ha rilevato a Medugorje in occasione del 24° Anniversario delle Apparizioni il rinomato neurologo francese Phillipe Loron. Lo specialista francese ha svolto sabato a Medugorje con la sua equipe composta da cinque membri test scientifici sui veggenti tentando di spiegare con metodi scientifici che già da circa un quarto di secolo attirano in Erzegovina milioni di pellegrini. Si misura la reazione del cervello. 
L'esame si è svolto in relativa segretezza e l'esperto è rimasto lontano dalle macchine fotografiche. Ha schivato la folla poiché nel corso di questo fine settimana decine di migliaia di fedeli hanno visitato il Santuario dell'Erzegovina. - Ho sentito parlare di Medugorje a metà degli anni ottanta, ma mi sono interessato scientificamente ad esso tre anni dopo quando ho visto una videocassetta registrata dallo scienziato Henry Joyeaux per gli esami con i veggenti di Medugorje - ha dichiarato il dott. Phillipe Loron della clinica Salpetriere di Parigi, richiamando come con i suoi strumenti scientifici abbia misurato le reazioni del cervello prima dell'apparizione e durante essa. Gli apparecchi che misurano l'attività del cervello mostrano che tipo di radiazioni emettono durante l'apparizione. E' interessante che nel tempo in cui dicono di avere l'apparizione essi sono attivi, tengono gli occhi aperti, ma il cervello emette onde che non sono tipiche per tale condizione. Affermiamo l'assenza di qualsiasi patologia o malattia. Si esclude qualsiasi epilessia o altra malattia nervosa - ha aggiunto Phillip Loron - che con i membri dell'equipe scientifica ha pubblicato sabato gli esami su due veggenti: Marija Pavlovic-Lunetti e Ivan Dragicevic. Chi crede crede. Il neurologo Phillip Loron ha descritto lo stato dei veggenti durante l'apparizione anche con le seguenti parole: - Per il tempo delle loro estasi il cervello è assorbito da una percezione particolare. Il loro cervello è in uno stato paragonabile a un profondo rilassamento, anche se in quel momento essi sono attivi e tengono gli occhi aperti. Secondo Phillip Loron i loro apparecchi sofisticati e le misurazioni elettroencefalogrammi dell'attività del cervello mostrano che i veggenti "vivono qualcosa di autentico". Tali registrazioni del cervello smentiscono tutti coloro che sospettano che i veggenti manipolino le persone intorno a loro. Essi nei momenti in cui dicono di avere l'apparizione vivono veramente qualcosa di autentico. La scienza, però, non può dire chi essi vedano o con chi parlino. Sono completamente separati dal mondo esterno e in quei momenti non reagiscono a stimoli né uditivi, né sonori. E' stata diretta una fotte luce davanti ai loro occhi, si è provocato rumore nei loro orecchi, ma essi non hanno reagito per nulla - ha detto Phillipe Loron Appena il piccolo numero di pellegrini sabato ha sentito degli esami davanti alla Chiesa di San Giacomo, alcuni di essi erano anche un po' arrabbiati per così tanti esami, secondo lo stile. "Se qualcuno vuole credere, creda, ma se non crede lasci in pace i veggenti". Ivan Dragicevic, uno dei sei veggenti, ci ha confermato la notizia dei nuovi esami che sono in corso, ma non è stato impaziente. Esami solo se si mandano alla Chiesa- Questi sono i primi esami dopo alcuni anni di pausa -. Gli esami più intensivi si sono tenuti dal 1984 al 1998. Gli esami sono stati orientati a quesiti medici, ma ci sono stati anche esami teologici. Per questo test con i neurologi francesi abbiamo detto che li faremo solo se lo chiede la Chiesa e se significano qualcosa per la Chiesa, in caso contrario non vorremmo essere conigli da prova - ha detto tranquillamente Ivan per Slobodna Dalmacija. Ha affermato anche che una copia dei risultati dei nuovi test andrà in Vaticano direttamente a Papa Benedetto XVI. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno dato il via libera agli scienziati francesi per questi esami. Ci hanno messo in testa un apparecchio a forma di rete e ci hanno esaminato prima, durante e dopo l'apparizione. Sono stato un po' dispiaciuto per questi esami nell'Anniversario delle Apparizioni, ma sono riusciti a convincermi che per loro era importante proprio quel giorno - ha detto Ivan. Alla nostra domanda diretta: Crede che il Vaticano un giorno riconoscerà le apparizioni di Medugorje? Ivan ha risposto: - Innanzitutto le apparizioni durano ancora. Finché continuano, la Chiesa non da il suo giudizio. La Chiesa segue i messaggi ed esamina tutto, ma noi dobbiamo essere pazienti. Su nostra insistenza ha riconosciuto la sazietà di tutti gli esami fatti dal momento in cui ancora bambini hanno parlato delle apparizioni nel 1981. - A volte per noi è difficile con tutti questi test ma ripeto sempre, se la Chiesa lo chiede noi dobbiamo essere pazienti - ha detto Dragicevic. Ci ha rivelato anche che gli esperti francesi, dopo aver raccolto i risultati degli esami, scriveranno anche un libro sulle apparizioni di Medjugorje dal punto di vista medico.


APPROFONDIMENTI E FONTI:http://medjugorje.altervista.org/  
http://www.majuro.it/medjugorje.php

sabato 17 dicembre 2011

I SEGRETI DEI GRANDI MAESTRI SPIRITUALI PER CRESCERE E MIGLIORARE



Questo libro, frutto di esperienza vissuta e di un lungo cammino di ricerca dell’autore, si propone di sondare il mistero dell'animo umano.
Beppe Amico è convinto che tra scienza e fede ci siano molti punti in comune e tra la psicologia, cioè la disciplina che studia i comportamenti umani attraverso le sue manifestazioni esteriori e psichiche e la fede, sussista una certa interdisciplinarità.
Attraverso esempi, testimonianze ed esercizi pratici, vengono illustrate le varie tipologie di un cammino di crescita interiore e i benefici che può portare. L'autore, facendo riferimento alle varie correnti spirituali e ai segreti dei grandi maestri, invita il lettore a una riflessione approfondita su una serie di tematiche troppo trascurate dalla società di oggi e addita nel cammino spirituale il mezzo per trovare serenità e gioia di vivere.
Le tesi esposte in questo libro sono di grande interesse per chi desidera intraprendere un viaggio verso la pienezza della vita e raggiungere armonia, equilibrio e realizzazione personale. Beppe Amico conclude così il suo commento al libro “The book of life”: “Siamo sicuri che dopo aver letto queste pagine certamente non sarete più gli stessi”.

lunedì 5 dicembre 2011

I dieci segreti di Medjugorie - il futuro del mondo

In questi giorni sto leggendo un libro molto interessante di Padre Livio Fanzaga, il predicatore di Radio Maria. L'argomento è molto coinvolgente e tratta il futuro dell'umanità alla luce dei dieci segreti che la Madonna ha lasciato ai sei veggenti Vicka, Ivan, Maria, Mirjana, Jacov e Ivanka. L'autore, dopo una rapida sintesi sulle precedenti apparizioni della Vergine in centri di grande spiritualità come Fatima, Lourdes, Riu De bac e La Salette, annota un nesso particolare dei fatti occorsi a Medjugorie con le altre manifestazioni di Maria, la quale si presenta nel piccolo centro della ex Jugoslavia fin dal  giugno 1981 con il titolo di Regina della Pace.


Padre Livio è convinto che Maria appaia da oltre trent'anni a Medjugorie per aiutare l'umanità ad affrontare i prossimi eventi evitando l'autodistruzione del mondo e salvando l'uomo dalla morte eterna.
Egli sottolinea molto acutamente come Maria stia conducendo il suo piano salvifico in modo indolore, senza alcun spargimento di sangue e di come la Vergine ci abbia probabilmente preservato da una Terza guerra mondiale la cui miccia sarebbe potuta esplodere quando intorno alla metà degli anni '90 erano accesi vari focolai di guerra nella ex Jugoslavia.
Parlando strettamente dei segreti l'autore cita alcuni spezzoni delle interviste ai veggenti e alcuni tra i più significativi messaggi della Regina della Pace. Secondo la testimonianza di Mirjana che sarebbe stata incaricata dalla Madonna a svelarli a Padre Petar dieci giorni prima del loro avverarsi, i segreti di Medjugorie riguardano tutta l'umanità ed uno, il terzo, sembrerebbe essere un segno di natura soprannaturale che apparirà a Medjugorie e che sarà visibile solo a chi si reca nel piccolo centro della ex Jugoslavia.

Nulla sembra trapelare riguardo ai tempi di manifestazione dei segreti che comunque si compirebbero sicuramente nell'arco di qualche decennio, dal momento che Mirjana e gli altri veggenti hanno un'età che oscilla tra i 40 e i 50 anni.
Padre Livio afferma che non è tanto importante che cosa accadrà o quando i segreti si manifesteranno, quanto invece prepararsi con la preghiera e con un cammino di conversione ai prossimi eventi che, pare, sono ormai inevitabili e rientrerebbero nell'economia divina per il bene degli uomini.

Copertina del libro di Padre Livio Fanzaga

Chi desiderasse approfondire l'argomento può leggere il libro di Padre Livio dal titolo "I segreti di Medjugorie" scritto con Diego Manetti. Per acquistarlo sulla "Libreria del santo", la prima libreria cattolica on line, può cliccare quì.

mercoledì 23 novembre 2011

The book of life – il libro della vita

I SEGRETI DEI GRANDI MAESTRI SPIRITUALI PER CRESCERE E MIGLIORARE


E’ uscito in questi giorni “The book of life – il libro della vita” di Beppe Amico ed è disponibile sul sito di Lulu.com in versione brossura cliccando qui.  
Prossimamente l’autore lo renderà disponibile anche in versione ebook sul sito di Ultimabooks dove per ora è possibile scaricare il recentissimo “David – cronaca di un tentato suicidio – una storia vera”. 
Coloro che desiderano la versione elettronica di “The book of life” dovranno pazientare ancora alcuni giorni e nel frattempo godersi le anteprime del libro di Beppe Amico disponibili su Lulu.com, su Scribds, YouTube e sui siti-blog dell’autore: 



Copertina del libro “The book of life – il libro della vita”

Ma veniamo ai contenuti del libro che sono, a dir poco, innovativi. Già dalle prime pagine Beppe Amico annota l’importanza di un cammino di crescita interiore e spiega perché ciascuno di noi dovrebbe compierne uno. 
Attraverso l’applicazione di alcune regole d’oro e seguendo i segreti dei maestri spirituali il lettore potrà modificare la propria vita “guarendo” da mali fisici e psichici, alleviare la sofferenza, trovare un giusto equilibrio interiore, risolvere tanti piccoli problemi quotidiani. Una miriade di consigli per crescere e migliorare. 
Questo libro, frutto di esperienza vissuta e di un lungo cammino di ricerca dell’autore, si propone di sondare il mistero dell'animo umano.

Beppe Amico è convinto che tra scienza e fede ci siano molti punti in comune e tra la psicologia, cioè la disciplina che studia i comportamenti umani attraverso le sue manifestazioni esteriori e psichiche e la fede, sussista una certa interdisciplinarità.
Attraverso esempi, testimonianze ed esercizi pratici, vengono illustrate le varie tipologie di un cammino di crescita interiore e i benefici che può portare. L'autore, facendo riferimento alle varie correnti spirituali e ai segreti dei grandi maestri, invita il lettore a una riflessione approfondita su tutta una serie di tematiche troppo trascurate dalla società di oggi e addita nel cammino spirituale il mezzo per trovare serenità e gioia di vivere.
Le tesi esposte in questo libro sono di grande interesse per chi desidera intraprendere un viaggio verso la pienezza della vita e raggiungere armonia, equilibrio e realizzazione personale. Beppe Amico conclude così il suo commento al libro “The book of life”: “Siamo sicuri che dopo aver letto queste pagine certamente non sarete più gli stessi”.

giovedì 3 novembre 2011

L’amore si conosce nel dolore


Ci sono anime votate alla santità che si offrono vittime per il bene comune, altre che vengono chiamate ma che non vorrebbero offrirsi e solo dopo molti ripensamenti decidono di condividere il progetto di Dio. La maggior parte delle persone vengono chiamate affinchè offrano qualcosa di se stessi però non sentono o non vogliono sentire questa chiamata. Sono talmente assorbite dalle istanze del proprio Io da non accorgersi che ciascun uomo è nel mondo per assolvere ad una missione, per svolgere un incarico. Ognuno ha il suo naturalmente ma spesso facciamo fatica ad identificarlo perchè viviamo nel continuo desiderio di realizzare noi stessi e le nostre ambizioni.


                    

LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online

Tutti indubbiamente siamo chiamati a farci vittime per scontare per lo meno i nostri personali peccati. Lasciamo perdere quelli degli altri per ora visto che ci sono così poche vittime spontanee. Ciascuno di noi dovrebbe purificarsi nel tempo della vita presente per arrivare a Dio santo e immacolato nell’Amore. Ma se non ci riuscirà nel corsod el suo pellegrinaggio terreno, nel tempo che gli è concesso, dovrà farlo nell’altra vita con la purificazione del Purgatorio.

“Non è raro che una sofferenza ci colpisca in un momento in cui siamo pronti ad accettarla in espiazione dei nostri peccati o a beneficio degli altri (anche i nostri congiunti). Noi dovremmo avere la forza di superarla meglio rispetto alle persone che non seguono un cammino di perfezione che include anche l’immolazione e la purificazione. Noi siamo convinti che la maggior parte delle sofferenze siano dovute alle nostre scelte sbagliate; alcune di esse invece servono a purificarci e progredire nel cammino di santità verso il Trono di Dio.

Nella foto la Basilica di Sant'Antonio a Padova


Altre sofferenze hanno lo scopo di aiutare gli altri, i nostri fratelli nella fede. Noi possiamo perciò fungere da intercessori, sostituirci a un altro per ottenergli una grazia particolare (conversione, guarigione, prodigio). La Chiesa la chiama questa sostituzione vicaria.
Me ne ha parlato Padre Gabriele Amorth durante un’intervista che realizzai in occasione di un libro su Fatima. Voglio riproporvela tale e quale come la scrissi allora perchè mi sembra molto pertinente al tema trattato.
Allora mi chiedevo come poteva spiegarsi il genere di sofferenza richiesto dalla Madonna e vissuto dai pastorelli di Fatima Lucia, Giacinta e Francesco. Ecco le annotazioni di Padre Amorth:

“Come si può inquadrare da un punto di vista cristiano il sacrificio e la sofferenza chiesti dalla Vergine ai tre pastorelli di Fatima?
“Se vogliamo dare un’inquadratura teologica - risponde il sacerdote - ricorrerei al concetto della “sostituzione vicaria”, ossia come il Signore accetta che qualcuno volontariamente si sobbarchi dei sacrifici per la salvezza di un altro. Parlo del dono che abbiamo potuto riscontrare soprattutto in Gesù Cristo.
Quando mi sento dire: il Signore Iddio è stato ingiusto perchè ha fatto pagare a Lui i debiti dell’umanità, io rispondo che non è così. Dio non è stato ingiusto, anzi è stato misericordioso con noi e ha accettato il volontario sacrificio di Suo Figlio.
La Madonna a Fatima aveva detto ai tre pastorelli che “tante anime vanno all’inferno perchè non c’è nessuno che si sacrifichi e preghi per loro.” Ebbene la Vergine ci ha spinto al sacrificio volontario, affinchè per mezzo della sofferenza e della preghiera di uomini volenterosi, fatta secondo queste intenzioni, molte anime potessero salvarsi.
Vorrei dire che questo è un concetto, il senso della riparazione per gli altri, che la Chiesa ha sempre sottoscritto pienamente. Nella famosa enciclica “Mistici corporis” c’è un passaggio bellissimo quando dice: “Misterioso, tremendo e mai sufficientemente meditato”. Come è possibile che noi offrendo sacrifici otteniamo la salvezza di persone che diversamente non si salverebbero? E la spiegazione è questa: Dio dà a tutti le grazie necessarie per salvarsi perchè vuole la salvezza di tutti. Dio vuole che tutti si salvino e nessuno perisca, però uno che per cattiva sua volontà disprezza queste grazie sufficienti e necessarie per salvarsi, può ottenere (usando un linguaggio  molto umano) attraverso le preghiere e i sacrifici degli altri un supplemento di grazie da parte di Dio, in maniera tale che con le grazie comuni, necessarie che Dio gli da, non si salverebbe, con questo supplemento...se lui le accetta e Dio rispetta sempre il libero arbitrio, questa persona si salva.
Mi viene in mente ad esempio la figura di Giuda Iscariota...chissà quanti tentativi ha fatto Gesù per convertirlo dal suo vizio di essere ladro e chissà quante preghiere avranno fatto gli apostoli per intercedere in suo favore ma Giuda ha rifiutato e non ha quindi potuto beneficiare di quelle grazie supplementari di cui abbiamo parlato” (Ipotesi su Fatima, Beppe Amico, pag. 235, Reverdito Edizioni 1997)”.

mercoledì 26 ottobre 2011

Metodo per meditare con frutto

Che cosa e la meditazione? - E' una seria riflessione che l'anima fa alla presenza di Dio, sopra qualche verità religiosa, per eccitarsi ad affetti, preghiere e sante risoluzioni. Per meditare ci vuole riflessione ed amore; colla riflessione lo spirito entra nella verità : con l'amore la verità entra nel cuore e vi opera.
Altro è sapere una cosa, altro è comprenderla nelle sue conseguenze. Ogni anima cristiana sa che deve essere buona, ma se poi segue una vita disordinata, o tiepida nel bene, non vive secondo la verità che conosce. L'anima che medita, confronta le sue azioni con i doveri del proprio stato, la sua vita con l'ideale a cui aspira, ed esce in affetti verso il Signore implorando aiuto e forza per progredire nella via della virtù.

1. - Prima della meditazione: si scelga possibilmente un luogo appartato e silenzioso, come più adatto a meditare.
Tra i molti luoghi, si preferisca la Chiesa. Ci si metta alla presenza di Dio: nulla vi è da sperare da una meditazione fatta senza l'impressione della divina presenza. Si passi poi a fare un atto di adorazione e ci si umilii per le nostre spirituali miserie. Si invochi lo Spirito Santo perché ci illumini; la SS.ma Vergine perché ci assista e l'Angelo Custode perché tenga lontano da noi le distrazioni. A facilitare questa preparazione sarà utile la preghiera stampata qui di seguito e che si consiglia di recitare con posatezza e riflessione, prima di cominciare la meditazione.

2. Durante la meditazione: anzitutto si tenga presente che occorre immaginarsi al vivo il fatto che si vuol meditare. Per esempio: si vuole meditare Maria nel Tempio? Ci si rappresenti la santa fanciulla nel silenzio, col suo portamento riservato e modesto, tutta raccolta in Dio... Si ragioni un momento sui motivi che potevano indurre la Vergine a seguire quella condotta; il di- stacco da tutto il creato ed il suo cuore acceso dall'amore di Dio... Si esalti, si ammiri la di lei virtù... Si entri in intimi colloqui con la santa Fanciulla, esponendole i nostri spirituali bisogni e chiedendo il suo aiuto per poterla imitare. Su questi colloqui e atti di ammirazione ci si trattenga pure a lungo; si ripetano per compenetrarsene meglio.
Anzi, qualche volta, si resti silenziosi a contemplare la scena, come una terra arida che si apre alla rugiada celeste per rimanersene imbevuta. Questi moti del cuore formano la sostanza della meditazione. Appena si manifestano, l'anima vi si abbandoni interamente e, se occorre, prolunghi il tempo e li coltivi anche fra giorno.
Il cuore poi, quando è penetrato, finirà per prendere una risoluzione. Non è necessario che la risoluzione sia sempre in rapporto col soggetto meditato, ma deve essere relativa ai particolari bisogni dell'anima, a norma della direzione del proprio Padre spirituale.

3. - Dopo la meditazione: si ringrazi il Signore dei lumi ricevuti; si protesti di volerlo sempre amare, ed in conferma di ciò si presentino a lui i propositi fatti e lo si preghi perché ci aiuti a praticarli; infine ci si abbandoni con fiducia alla intercessione della Vergine. Anche per questo basterà seguire con spirito la preghiera di ringraziamento che, a maggiore comodità, viene messa in questo stesso libretto.
Riassumendo:
Prima della meditazione: mettersi alla presenza di Dio invocando particolari aiuti per trarre profitto dalla meditazione.

Durante la meditazione:
a) La memoria richiami diligentemente l'oggetto della meditazione.
b) L'intelletto lo conosca profondamente, considerando le varie circostanze di luogo, di tempo, di modo ecc.
c) La volontà, dopo che l'intelletto ha conosciuto e penetrato la verità da meditare, si ecciti ad affetti che portino a qualche risoluzione pratica da eseguirsi nel corso della giornata.

Dopo la meditazione: ringraziare il Signore e la Vergine benedetta dei lumi ricevuti, e confermare la risoluzione presa.

Estratto da: L’anima devota alla scuola di Maria Santissima del Padre Amadio Tinti OSM

mercoledì 12 ottobre 2011

Un grazie sincero a tutti i lettori del blog

Carissimi lettori e frequentatori del blog Misteri Cattolici, mi sento in dovere di rispondere a tutti coloro che mi scrivono, anche privatamente e a coloro che lasciano il loro commento sulle nostre pagine. Grazie a tutti voi uniti in Cristo Gesù. Grazie della vostra collaborazione e del vostro consiglio. 
A tutti coloro che domandano preghiere non mancherò di inserirli nelle mie di ogni giorno e in quelle del mio gruppo.

Sono sicuro che il Signore opererà meraviglie anche grazie all'intercessione dei suoi santi.
Vorrei chiedere a coloro che ottenessero grazie per intercessione di santi o beati di segnalarlo alla nostra redazione e provvederemo a darne notizia.
Un saluto affettuoso a tutti e che Dio vi benedica.

Il WebMaster MisteriCattolici

lunedì 3 ottobre 2011

David, cronaca di un tentato suicidio - una storia vera

Il delicato tema del suicidio non è mai abbastanza trattato dai mass media di oggi. Un po’ come la morte. Su di esso cala implacabile il silenzio. Nessuno ne parla; si ignora o quasi una realtà che miete più di 3.000 vittime ogni anno solo nel nostro paese.
"Parlare del suicidio non induce nell'altro un proposito suicidario - annota il prof. Paolo Girardi, Ordinario di psichiatria dell'Ospedale S.Andrea, la Sapienza di Roma; "al contrario, l'individuo in crisi e che pensa al gesto si sente sollevato ed ha l'opportunità di sperimentare un contatto empatico..." 
(fonte: www.prevenireilsuicidio.it/il_suicidio.htm).

Secondo gli psicologi il suicidio è l’atto estremo di un malessere, di una disperata richiesta di aiuto ad una società individualista incapace di saturare e valorizzare appieno l’individuo, è la manifestazione di una sofferenza che si ritiene ingestibile, forse di un grande amore per la vita o comunque di un desiderio di rinascita ad una nuova vita.

Il libro “David, cronaca di un tentato sucidio…” è una storia vera. Non spetta a noi dire che storia è. Forse come quella della maggior parte della gente che ogni giorno si sacrifica e soffre per vivere, talvolta per sopravvivere. Nel testo, scritto da Beppe Amico che ne ha curato anche le note a piè di pagina, il resoconto appassionato e sincero del protagonista il quale attraverso la terribile esperienza del suicidio ha scoperto che la vita ha un valore immenso e che noi non possiamo manipolarla o strumentalizzarla ma viverla, assaporarla e valorizzarla anche attraverso le lotte e i sacrifici ai quali siamo chiamati ogni giorno.

Copertina del libro “David, cronaca di un tentato suicidio”

Questa testimonianza coraggiosa è dettata dallo zelo di chi ha vissuto il periodo buio e terribile della depressione e dello scoraggiamento, di chi ha toccato il fondo e si è rialzato grazie ad una volontà ferrea e a un aiuto del tutto inaspettato: quello di Dio, il quale attraverso una visione soprannaturale ha svelato a David il motivo del suo salvataggio miracoloso.
Una storia toccante e commovente, uno spaccato di vita edificante narrato con semplicità e passione, nel quale potrete forse intravvedere il velo che separa la vita dalla morte. "David" è la cronaca dettagliata di un tentato suicidio e di una straordinaria conversione. Un testo utile a chi ha perso ogni speranza, un supporto per coloro che desiderano approfondire questo tema tanto delicato attraverso la strada della prevenzione. Questo libro vi appassionerà dalla prima all'ultima pagina e dopo averlo letto...non sarete più gli stessi.  


Il libro è disponibile a 9,90 euro in versione stampata sul sito di Lulu.com cliccando qui. Potete anche scaricarlo in versione ebook pdf collegandovi sul sito di Ultimabooks o alle principali librerie on line presso le quali è in vendita.      

Elenchiamo le librerie in rete dove potrete acquistarlo in versione ebook al prezzo speciale di 4,99 euro, oppure noleggiarlo a partire da 0,99 euro


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giovedì 22 settembre 2011

Cosa significa essere giusti?

In questi lunghi anni di cammino spirituale verso il Sommo Bene ho avuto modo di meditare tanti misteri della fede e sono estremamente grato al Signore di avermi illuminato su tanti punti oscuri che ho compreso solo dopo molto tempo. Spesso mi sono chiesto che cosa significa essere giusti e come si fa ad esserlo.
L'uomo giusto, dicono i santi, pecca 7 volte al giorno. E' incredibile al solo pensarlo. Quante volte peccherà quindi un uomo malvagio? E se il destino dell'uomo giusto è la conoscenza dell'Amore perfetto, quale sarà la sorte del peccatore?

Credo che ci dobbiamo chiedere innanzitutto che cosa significhi essere cattivi e cercare di comprendere se le persone vocate al male si rendono conto in piena coscienza se ciò che fanno  vada contro i loro interessi.

Sono convinto che non esiste in questi poveri sventurati una piena consapevolezza perchè quale essere raziocinante pur sapendo di nuocere a se stesso continua ad imperversare nel male? C'è un detto che recita: sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico. C'è da credere che chi non si cura di fare il bene e anzi preferisce scegliere il male, sia dominato da forze oscure che lo rendono schiavo delle passioni dalle quali non sa uscire con le sue sole forze.

Esistono però anche persone che fanno il male consapevoli di farlo e per questi non vi è perdono alcuno, perchè peccano contro lo Spirito Santo e come ben sappiamo peccati di questo genere non possono essere perdonati ne in questa ne nell'altra vita.
Essere buoni guadagna la gloria e la felicità, essere cattivi conduce alla rovina totale ed eterna.
Saggio è colui che opera il bene ed evita il male in tutte le circostanze della vita. Stolto è chi persevera nell'errore andando incontro al suo fallimento eterno. Pensiamo a queste due parole: FALLIMENTO ETERNO. Sono terribili. Pensiamo ai malvagi e ai peccatori che non accettano nemmeno i fallimenti terreni per orgoglio o per sete di dominio e potere. 
Che sarà mai di loro nel vedersi falliti in eterno. Le loro anime saranno trafitte da un dolore che non avrà mai fine e saranno la vergogna di coloro che hanno angariato e danneggiato.



La bontà si apre all'altro, comprende le sue necessità, accoglie con disponibilità, perdona le offese, non si stanca di pazientare ed è mite e accondiscendente nonostante tutte le tribolazioni che incontra nel mondo. 
Vorrei terminare questa riflessione con l'Inno dell'amore scritto da S. Paolo in una lettera ai Corinti. Parole bellissime e che dovremmo più spesso meditare.
Eccolo: 

L'amore è paziente,
è benigno l'amore;
non è invidioso l'amore,
non si vanta,
non si gonfia,
non manca di rispetto,
non cerca il suo interesse,
non si adira,
non tiene conto del male ricevuto,
non gode dell'ingiustizia,
ma si compiace della verità.
Tutto copre,
tutto crede,
tutto spera,
tutto sopporta.
L'amore non avrà mai fine".

giovedì 25 agosto 2011

Cielo e inferno? Dipende solo da noi...


Vorremo trascrivere una parte di ciò che Gesù disse a Suor Consolata Betrone, morta nel luglio del 1956 in concetto di santità: “Consolata, sovente anime buone, anime pie e molto spesso anime a Me consacrate, con una frase diffidente feriscono l’intimo del mio Cuore: - Chissà se mi salverò? -
Apri il vangelo e leggi le mie promesse. Alle mie pecorelle ho promesso: - Io dò loro la vita eterna e in eterno non periranno e nessuno le strapperà dalle mie mani - (Gv. 10, 28). Hai capito, Consolata?
Nessuno può strapparmi un’anima...credimi Consolata, che all’inferno ci va chi lo vuole, cioè chi vuole veramente andarvi; perchè se nessuno può strapparmi un’anima dalle mani, l’anima per la libertà concessale, può fuggire, può tradirmi, rinnegarmi e passare quindi di propria volontà al demonio.
Oh, se invece di ferire il mio Cuore con queste diffidenze, pensaste un po’ più al Paradiso che vi attende!
Perchè non vi ho creati per l’inferno ma per il Paradiso, non per andare a far compagnia al demonio, ma per godermi nell’amore eternamente.
Vedi Consolata, all’inferno ci va chi vuole andarvi...
L’impenitenza finale l’ha quell’anima che vuole andare all’inferno di proposito e quindi ostinatamente rifiuta la mia misericordia, perchè Io non rifiuto mai il perdono a nessuno: a tutti offro e dono la mia immensa misericordia; perchè per tutti ho versato il mio Sangue, per tutti!
No, non è la moltitudine di peccati che danna l’anima, perchè Io li perdono se essa si pente, ma è l’ostinazione a non volere il mio perdono, a volersi dannare...
Vedi Benigna quel fuoco!...sopra a quell’abisso Io ho esteso, come un reticolato, i fili della misericordia, perchè le anime non vi cadano dentro. Quelli però che si vogliono dannare, vanno lì per aprire con le proprie mani quei fili e cadere dentro: una volta che vi sono dentro neppure la mia bontà li può salvare.
Queste anime sono inseguite dalla Mia misericordia più di quanto sia inseguito un malfattore dalla polizia, ma esse sfuggono alla Mia misericordia!
La porta della mia misericordia non è chiusa a chiave, ma è solo socchiusa: per aprirla basta toccarla un po’: anche un bambino la può aprire, anche un vecchio che non ha più forza.
La porta della mia giustizia, invece, è chiusa a chiave e l’apro soltanto a chi mi costringe ad aprirla, ma Io spontaneamente non l’aprirei mai!”.

Brano tratto da "La vita del mondo che verrà" di Beppe Amico. 

venerdì 5 agosto 2011

Biblioteca spirituale

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sabato 30 luglio 2011

Le visioni di Santa Metilde

Desideriamo proporvi in questo post, uno stralcio delle visioni di Santa Metilde, vissuta tra la metà e la fine del XIII secolo. Non se ne conosce molto la storia e le rivelazioni particolari se non per un testo dal titolo "Il libro della grazia speciale"stampato negli anni '30 e provvisto di Imprimatur.
In questo spaccato vi proponiamo il contenuto di alcune sue visioni. Buona lettura.

 LIBRO PRIMO

VISIONI NELLE FESTE DEL SIGNORE, DELLA SS. VERGINE E DEI SANTI
  
CAPITOLO I

NELLA FESTA DELL'ANNUNCIAZIONE
DELLA BEATA MARIA VERGINE

Nella festa dell'Annunciazione, quella Vergine di Cristo, mentre nella orazione ricordava con grande amarezza i suoi peccati, vide sé stessa tutta coperta di cenci come di un mantello, e le vennero in mente queste parole: E la giustizia sarà cingolo dei tuoi reni (Isa. XI, 5). Si mise a pensare cosa farebbe mai quando il Dio di Maestà, cinto di giustizia, le sarebbe comparso nella sua divina Onnipotenza per domandarle conto delle Sue negligenze. Quanto più l'uomo è santo davanti a Dio, tanto più si reputa vile ed inferiore a tutti; quanto più nella sua coscienza è mondo dal peccato, tanto più teme e paventa di incorrere nella disgrazia del suo Dio.
Penetrata da tale vivissima contrizione, Metilde vide il Signore Gesù seduto sopra un altissimo trono, in atteggiamento di ineffabile dolcezza. A questa vista la cenere di cui era coperta scomparve, ed ella si trovò davanti al suo Signore, rivestita di uno splendore lucente come oro. Riconobbe allora che la vita santissima e le opere perfettissime di Cristo avevano supplito a tutto il bene che essa aveva trascurato e che tutta la sua imperfezione era stata riparata dalla sublime perfezione del Figlio di Dio.
Quando Dio lascia riposare sopra un'anima lo sguardo della sua misericordia e si china verso quella per averne pietà, tutte le colpe di lei vengono gettate in un eterno oblio.
Ricevuto così il prezioso dono della remissione di tutti i suoi peccati, Metilde, pienamente rassicurata, tutta accesa di santo ardore, si mise a riposare in seno al suo diletto Gesù, moltiplicando le testimonianze di, affetto per il suo Signore e scambiando con Lui parole di ineffabile tenerezza.

***

Allora ella vide uscire dal Cuore del signore uno strumento di musica di cui si servì per celebrare le lodi di Dio; pregandolo pure che volesse Lui medesimo essere a sé stesso la propria lode. E subito udì la voce del suo amato Gesù che cantava quest'antifona: Laudem dicite Deo nostro omnes Sancti ejus; Date lode al nostro Dio, voi tutti, suoi Santi (Apoc., XIX, 5). Meravigliandosi ella che il Signore cantasse queste parole, le venne divinamente ispirato che in questa parola: Laudem, Lode, Dio loda sé stesso in sé medesimo senza fine, con lode perfetta. In quell'altra: Dicite, Dite, conobbe che Dio, dal tesoro della sua divina potenza, dona all'anima il potere d'invitare tutte le creature del cielo e della terra a lodare il loro Creatore. Nelle parole: Deo nostro, Al nostro Dio, intese come il Figlio, in quanto uomo, onori e riverisca il Padre che Egli chiama Mio Dio e vostro Dio (Joan., XX, 19). Infine, in quelle parole Omnes sancti ejus, Tutti i suoi santi, conobbe che tutti i Santi in cielo e su la terra, sono santificati da Gesù Cristo sommo Santificatore.
Quella pia vergine vide pure la Madre di Dio alla destra del Figlio suo, ornata di una lunga cintura d'oro da cui pendevano cembali di oro lucentissimo. La Vergine Santissima percorreva tutti gli ordini angelici ed il coro dei Santi, i quali toccando quei cembali ne traevano armoniosi suoni. In tal modo tutti lodavano Dio per Metilde per i doni e per le grazie che la Maestà di Dio le aveva così largamente conferite ed ella pure, con tutte le sue forze, ne benediva il Signore con loro.
Il Signore avendo chiamato Metilde vicino a sé, posò le sue divine mani su le mani di quella sua sposa, donandole tutte le fatiche e tutte le opere della sua santa Umanità. Poi applicò i suoi propri occhi dolcissimi su gli occhi della sua diletta, donandole così il merito dei suoi santissimi sguardi e delle copiose lagrime versate nel corso della sua vita mortale. Applicò pure le sue divine orecchie alle orecchie di essa, donandole il merito del suo udito. Imprimendo le sue labbra vermiglie su la bocca di lei, le fece dono di tutte le sue parole di lode, di azione di grazie, di preghiera e persino di quelle dei suoi discorsi pubblici, in supplemento delle negligenze da lei commesse. Infine il Signore unì il suo dolcissimo Cuore al cuore della sua diletta, e in tal modo le donò il frutto di tutto il suo esercizio di meditazione, di divozione e di amore, arricchendola in grande abbondanza di tutti i suoi propri beni.
A questo modo, quell'anima, tutt'intera incorporata con Gesù Cristo e, tutta liquefatta nel divino amore come cera nel fuoco, ricevette il sigillo della divina somiglianza e divenne col suo Diletto una medesima cosa.
Mentre nella messa si leggeva il vangelo, Missus est, Metilde vide l'Arcangelo Gabriele che sollecito scendeva in Nazaret verso la Beatissima Vergine, portando il vessillo regio coperto di lettere d'oro. Una innumerabile moltitudine di angeli lo seguiva e tutti ordinatamente si fermarono intorno alla casa dove stava la gloriosa Vergine. Dopo gli Angeli, venivano gli Arcangeli, poi le Virtù e così tutti i cori angelici, disposti in modo che ciascun ordine formava come un muro dalla terra al cielo intorno a quella casa benedetta.
Comparve infine il Signor Gesù, più bello di tutti i figli degli uomini, uscendo come lo Sposo dalla camera nuziale, circondato dagli ardenti Serafini che sono gli spiriti più vicini alla Divinità. Tutta la corte celeste circondava il Signore e la Beata Vergine, come di un muro che si innalzava dalla terra sino alla volta dei cieli.
Intanto il Signore, in piedi presso il vessillo dell'Arcangelo, sotto la forma di un fidanzato nel fiore di brillante giovinezza, aspettava in silenzio che l'Arcangelo avesse rispettosamente presentato alla Vergine il suo messaggio.
Quando la Beata Maria, dal profondo abisso della sua umiltà ebbe dato questa risposta: Ecco l'Ancella del Signore, mi sia fatto secondo la vostra parola, d'un tratto lo Spirito Santo, sotto la forma di una colomba, con le ali spiegate della divina dolcezza, entrò nell'anima della Beata Vergine, coprendola della sua ombra e rendendola feconda per generare il Figlio di Dio.
Divina maraviglia operata dallo Spirito Santo! Benché carica del prezioso tesoro per cui era madre, Maria conservò intatto quell'altro tesoro per il quale chiamasi Vergine.
È così la Vergine Immacolata fu fatta Madre di Dio-Uomo; e lo Spirito Santo fu l'unico testimonio di quest'opera a Lui tutta propria.

 * * *

Giunta l'ora del regale banchetto in cui la Santa doveva ricevere il Diletto dell'anima sua comunicandosi col sacramento del corpo e del sangue di Cristo, ella sentì queste parole: Tu in me, o Sposa mia, ed io in te; e in eterno non ti abbandonerò mai.
Ma essa altro non desiderava che di lodare Iddio; perciò il Signore le donò il suo Cuore Divino sotto il simbolo d'una coppa d'oro meravigliosamente ornata, dicendole: “Con questo mio divin Cuore tu sempre mi loderai. Va dunque ad offrire a tutti i Santi il liquore di vita che si contiene nel mio Cuore, affinché ne siano felicemente inebriati”.
Metilde subito si avvicinò agli Angeli e presentò loro il calice della salvezza; gli Angeli non bevettero, ma nondimeno ne restarono saziati.
Dopo, la Santa offrì la coppa ai Patriarchi ed ai Profeti: “Ricevete, disse, Colui che tanto avete desiderato ed aspettato per sì lungo tempo; fate che io pure con tutta la mia forza, giorno e notte, lo brami, lo desideri e per Lui sospiri”.
Agli Apostoli presentò pure la preziosa coppa dicendo: “Ricevete Colui che avete amato con tanto ardore e fate che l'ami anche io sopra ogni cosa e dal più profondo del mio cuore”.
Poi ella si rivolse ai Martiri dicendo: “Ecco Colui per amor del quale avete versato il vostro sangue ed abbandonato il vostro corpo; alla morte; ottenetemi ch'io spenda tutte le mie forze nel servirlo”;
In seguito, Metilde si accostò ai Confessori: “Ricevete ancor voi, disse loro, Colui per il quale tutto avete sacrificato disprezzando le delizie di questo mondo, fate ch'io pure disprezzi per Lui i beni terreni e salga verso le cime d'ella religiosa perfezione”.
Infine con grande letizia si portò verso le Vergini e disse loro: “Ricevete la celeste bevanda del divin Cuore di Colui al quale avete consacrata la vostra verginità; fate ch'io perseveri nella castità dell'anima, e del corpo e ottenetemi in ogni cosa un perfetto trionfo”.
Nel coro delle Vergini Metilde ne scorse una che da poco tempo era defunta.
Si riconobbero perché su la terra avevano vissuto in una stretta e vicendevole familiarità, ed ella le domandò se ogni cosa lassù fosse davvero come aveva detto mentre era ancora vivente quaggiù. “In verità, rispose la vergine defunta, tutto è perfettamente come dicevo, ma ora ho trovato il centuplo di quanto mi era stato detto su la terra”.
Dopo aver fatto il giro della intera Corte celeste, Metilde ritornò presso il Signore e gli riconsegnò la coppa d'oro. Egli prese questa coppa e la depose nel cuore della sua diletta, la quale si trovò in tal modo col suo Dio felicemente unita.


Buone vacanze a tutti dal Webmaster

A tutti i lettori e amici del nostro blog auguriamo BUONE VACANZE. 

Che questi giorni di riposo possano rigenerare tutti voi nel corpo e nello spirito affinchè torniate alle vostre occupazioni ristorati e pronti ad un nuovo anno.
Che le benedizioni di Gesù e Maria scendano su tutti noi.

lunedì 18 luglio 2011

Catechesi per i giovani

Il celebre astronomo tedesco J. Kepler disse una volta: “Se una stella deviasse dalla sua orbita, tutto l’universo andrebbe in rovina”. Così è l’anima che si allontana dalla fede.
Iddio che ha voluto nell’universo queste meravigliose armonie, ha pure destinato, alla creatura più nobile uscita dalle sue mani, una legge superiore e santa: la legge morale.
Perduta la fede in Dio è dunque compromessa anche la vita morale.
Non dire, oh giovane: “Beato colui che a Dio non crede, perché è libero e padrone di sé”.
No, l’aver ricevuta da Dio una legge morale da seguire non costituisce un tormento, né deve farti perdere la gioia di vivere. Dio ti ha dato la sua legge per aiutarti a vivere bene; non è a Lui che tornano di vantaggio i comandamenti, ma a te, che, osservandoli, potrai raggiungere la tua eterna felicità. 

I Dieci Comandamenti di Dio sono le basi essenziali della vita sociale.
Tu devi pregare solo il vero Dio, ordina il primo comandamento.
Sono vive nella nostra memoria le scene dell’idolatria ed i quadri raccapriccianti dei sacrifici umani.
Serse fece sotterrare vivi nove fanciulli e nove fanciulle, prima della spedizione contro la Grecia, per propiziarsi gli dei. In quali tenebre spirituali ci troveremmo senza il primo comandamento!

Il secondo comandamento rinforza la fede umana, l’amore della verità e consacra la santità del giuramento. Il terzo assicura al corpo il periodico riposo di cui ha bisogno ogni organismo. Il quarto protegge l’autorità della famiglia e dello Stato, e getta le basi di ogni società... Il quinto protegge la vita dell’uomo.
E pensare che, ancor oggi, ci sono madri che giungono ad abbandonare o addirittura a far morire i propri figli!
Chi protegge gli individui e le generazioni dal morso avvelenato del piacere sensuale? Il sesto e nono comandamento.
Chi custodisce il tuo legittimo possesso? Il settimo e il decimo. Chi protegge te e la società umana dalla menzogna? L’ottavo.
Come vedi, i dieci comandamenti sono un bene prezioso, un vantaggio ed una benedizione per l’umanità.

Come sarebbe trasformata ed elevata questa povera vita umana, se gli uomini seguissero seriamente i Dieci Comandamenti! Prigioni e polizia sarebbero inutili, non ci sarebbero tanti infermi negli ospedali, né tante famiglie scompigliate. Non più diffidenza e sospetti. Nessuna felicità sarebbe perseguita a scapito dell’onestà, non più gioventù mal guidata; non genitori infedeli... Oh Dio, come sarebbe diverso il mondo se gli uomini veramente servissero Te, che sei il loro Signore. 
Ma non divaghiamo: tu, oh mio buon amico, non potrai certamente cambiare il mondo, ma potrai dal canto tuo rispettare fedelmente la legge di Dio, assicurandoti così l’eterna felicità.

E che avverrà a quelli che negano Dio e si sottraggono alla sua legge? Che ne sarà di essi?
Ascoltami!

Brano tratto da: Toth Tihamer - "La Religiosità del giovane" edito da Istituto del Verbo Incarnato Provincia Madonna di Loreto. 
Ebook scaricabile gratis dal sito www.http://www.totustuus.it/modules.php?name=Libri_Gratis

lunedì 4 luglio 2011

L'uomo e la morte

Nell’uomo d'oggi non solo manca la consapevolezza della morte, ma anche delle cose ultime, di ciò che accadrà dopo l’ultimo respiro. Molti studiosi affermano che l’umanità rifiuta l’idea dell’inferno e gli è persino scomoda quella del paradiso.[1] Ma qual’è la ragione di tanta indifferenza nei confronti di un tema che tocca la cosa più importante che esista: il nostro futuro eterno?
G. Greshake in una dotta disquisizione sulla morte afferma che “se l’uomo nel suo processo vitale è sempre materia e spirito, necessità e libertà, natura e persona…significa che la morte non può essere solo un fatto distruttivo dall’esterno” (Per una teologia del morire, pag.105, Il morire come tema di prassi ecclesiale – Concilium 4/1974. Queriniana Brescia).
Greshake cita il pensiero di Ranner e di Boros che sostengono un dinamico realizzarsi dall’interno della morte, “un attivo portarsi a compimento (Ivi, pag.105). Il noto teologo afferma che il momento della morte esige dall’uomo “l’ultima e più alta prestazione della su libertà, in forza della quale, egli accetta la morte come compimento nel mistero di Dio oppure, in un ultimo atto di protesta, si attacca a se stesso. Così la morte è l’atto più alto dell’uomo in cui egli, in libertà, realizza totalmente il suo essere” (Ivi, pag.105).
Non la pensa diversamente Boros che vede nella morte il “…primo atto completamente personale dell’uomo; perciò essa è il luogo essenzialmente privilegiato del prender coscienza, della libertà, dell’incontro con Dio e della decisione sul destino eterno (Ivi, pag. 105).
Greshake sottolinea un altro punto essenziale del pensiero dei due teologi quando scrive che “l’atto della morte è perciò pienamente personale e assolutamente libero perché esso avviene nel momento della separazione tra anima e corpo e così lo spirito, liberato dai vincoli della materialità e della temporalità, è interiormente tutto se stesso, “in una presenza integrale dell’essere” (Ivi, pag.105)”.

Stralcio da "La vita del mondo che verrà" di Beppe Amico



[1] Notoria l’affermazione di un pensatore moderno, John Milton, che diceva: “meglio regnare all’inferno che servire in Paradiso”.

giovedì 23 giugno 2011

L’importanza del Santo Rosario

Nessuno può immaginare quanto sia foriera di grazie la devozione al Santo Rosario. Questa è la preghiera più grandemente gradita a Dio dopo la Santa Messa e i suoi frutti sono immediati. La forza di questa preghiera è confermata da tutti i santi che l’hanno praticata instancabilmente; alcuni di loro recitavano decine e decine di corone ogni giorno e la loro devozione a Maria era così intensa da non potersene staccare senza riceverne danno.

Ed ecco alcuni validi consigli proposti da un sacerdote autore di un librettino straordinario sulle bellezze del Rosario e il modo corretto di recitarlo:
“Il Santo Rosario, nella sua forma attuale – leggiamo in una nota - fu ispirato dalla Madonna a San Domenico. Il Santo era impegnato per la conversione degli eretici Albigiesi, ed era molto afflitto per il comportamento di tanti cristiani. Si era ritirato in preghiera e penitenza in un luogo solitario presso Tolosa in Francia. la Madonna gli apparve e gli disse: “Conosci, figlio mio, il mezzo di cui la Santissima Trinità si servì per salvare il mondo? Questo mezzo è stato il saluto che mi rivolse l’angelo: l’Ave Maria. Anche tu serviti di esso per ricondurre a Dio i peccatori”...(Fatima, Santo Rosario e devozione al Cuore Immacolato di Maria - Piccolo apostolato mariano, Carpena - Forlì, pag.56).
L’analisi prosegue con altre interessanti considerazioni: “...Coloro che recitano il Rosario, devono immergersi nella contemplazione dei misteri. Questa meditazione è l’anima del Rosario, che senza di essa, sarebbe come un corpo privo di vita.
Si faccia anche attenzione a due difetti comuni a coloro che pregano il Rosario. Spesso lo si recita senza sapere il motivo per cui lo si dice. E’ necessario invece chiedere, con la recita della corona, qualche grazia particolare.
Quando poi si inizia a pregare il Rosario, capita spesso di volerlo terminare al più presto, pur di togliersi l’impegno. Così lo si recita con una precipitazione incredibile. Non fa meraviglia che una simile preghiera resti senza frutto, e di ritrovarsi sempre gli stessi, anche dopo aver recitato mille o diecimila Rosari.(Ibidem, 57).

Non c’è nulla che Dio non conceda alle anime devote del Santo Rosario, e non vi è problema personale, politico, internazionale, sociale che non possa venire risolto con la corona in mano, persino le guerre possono essere fermate con la pratica di quella che alcuni santi hanno definito una sinfonia dolcissima, un canto infinito alla Mamma del Cielo.
E’ una preghiera semplice, ma che racchiude la sintesi della fede cattolica. Giovanni Paolo II così si esprime parlando del Rosario: “la mia preghiera prediletta...meravigliosa...”.
E’ l’orazione più facile e più gradita alla Madonna e la sua efficace potenza è racchiusa nel sentimento di umiltà di chi la recita, perchè è rivolta a Maria che è la mediatrice di tutte le grazie, la più umile di tutte le donne.
Il Rosario quotidiano con la meditazione dei misteri distrugge il peccato, la tentazione, sconfigge le potenze infernali più agguerrite e mette K.O. il demonio che non può resistere davanti a coloro che implorano coLei che egli odia senza fine, coLei che ha vinto ogni male con l’umiltà e l’amore.

Anche Suor Lucia, l’ultima veggente di Fatima, era convinta dell’importanza del Santo Rosario e di quanto esso possa impetrare grazie dal Signore. Ecco come si esprimeva in una lettera inviata da Coimbra il 16 settembre 1970 a Maria Josè Martins, sua compagna durante il noviziato: “Per quel che mi dice della recita del rosario, mi dispiace molto, perchè la preghiera del rosario o di una terza parte di esso, è dopo la sacra liturgia eucaristica, quella che più ci unisce a Dio per la ricchezza delle orazioni di cui si compone, tutte venute dal cielo, suggerite dal Padre, attraverso il Figlio e attraverso lo Spirito Santo.
Il gloria che recitiamo ad ogni mistero fu suggerito dal Padre agli angeli, quando li inviò a cantarlo vicino al Suo Verbo neonato, ed è un inno alla Trinità.
Il Padre nostro ci è stato insegnato dal Figlio ed è un’orazione diretta al Padre...
Il rosario, dice ancora Lucia: “è il pane spirituale delle anime; chi non prega, intristisce e muore. E’ nella orazione che noi c’incontriamo con Dio ed è in quell’incontro ch’Egli ci comunica la fede, la speranza e la carità, virtù queste senza le quali noi non ci salveremo.
Il rosario è l’orazione dei poveri e dei ricchi, dei sapienti e degli ignoranti; portar via alle anime questa devozione, sarebbe come portargli via il pane spirituale di ogni giorno. E’ essa che alimenta la piccola fiamma della fede, che ancora non si è spenta del tutto in molte coscienze...
Perciò il demonio gli ha fatto tanta guerra! Il peggio è che è riuscito a illudere e a ingannare anime piene di responsabilità per la carica che occupano !...Io ho una grande speranza che non è lontano il giorno in cui l’orazione del santo rosario e la sua terza parte sia dichiarata orazione liturgica, sì perchè essa, tutta intera appartiene alla sacra liturgia eucaristica...(Lucia racconta Fatima - op.cit. pagg.168,169).

La potenza del rosario è stata sperimentata anche dagli austriaci che si misero a pregare la corona e il 15 maggio 1955 sperimentarono l’indipendenza. Le milizie che avevano occupato i loro territori in breve si ritirarono.



LA SACRA BIBBIA INTERATTIVA

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La versione CEI