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Novità - Suor Pura Pagani - la suorina di Verona che faceva miracoli come Padre Pio

venerdì 6 agosto 2010

La forza della fede - Un racconto edificante

Voglio raccontarvi ciò che mi disse una signora qualche tempo fa. Parlavamo di Dio, delle realtà invisibili, di tutto ciò che è celato agli occhi dei mortali e in qualche modo impenetrabile, incomprensibile, che si svela a noi con le ragioni del cuore e con la forza della fede che portiamo nel cuore.
 Questa signora, impegnata in un cammino spirituale, nelle sue orazioni chiedeva insistentemente di poter amare Gesù con tutta se stessa. Una delle domande che rivolgeva più frequentemente a Dio nelle sue suppliche era questa: “Fa che possa amare Gesù, con tutta la mia forza e la mia anima. Sò che sono incapace di farlo come dovrei e me ne scuso con Te. Sono troppo fragile, non ho una volontà decisa, i miei peccati e le mie miserie mi impediscono di avanzare come vorrei nel mio cammino verso il mio Signore”.
 E poi rivolgendosi a Gesù diceva: “Scusami se non sono capace di amarti più di me stessa, più dei miei figli. Loro li ho generati, li ho allattati, cresciuti, ora li vedo nel fiore degli anni e come posso non amarli? Tu invece, pur essendo nel mio cuore in ogni momento, sei per me un mistero che non riuscirò mai a comprendere. Mai ti ho visto, mai ti ho sentito, mai ho potuto capire dov’eri nei momenti in cui la vita è stata difficile e ingrata con me”.

La signora si scusava della sua fede fiacca (magari una simile fede la avessimo tutti) e pregava Gesù di aumentarla e di darle nel contempo una risposta a questa domanda.
Nell’orazione si sentì dire molto intimamente: “Mi chiedi se c’ero figlia mia, dov’ero quando soffrivi, che facevo quando attraversavi ogni sorta di tribolazioni? Ebbene ti dico che ti ho accompagnato sempre nel pellegrinaggio della vita.
Ero lì, con te, quando la miseria ti opprimeva e trovavi sempre il modo di mettere in tavola qualcosa da mangiare per te e per i tuoi figli. Ero vicino a voi tutti quando eravate oppressi dallo scoraggiamento e dal dolore, ti ho donato altri figli quando la vita ti è apparsa insignificante per la morte di uno di loro, ti ho assistito anche quando facevi quel concorso che ti ha ottenuto un posto di lavoro dignitoso e redditizio.
 Ovunque ero con te figlia del mio cuore. E tu dici che non mi conosci! Ah se gli uomini sapessero quanto li vado cercando. Non sono giudice, ma Amore compassionevole e per ognuno di loro rinnoverei il sacrificio del Calvario pur di salvarli dalla rovina e dalla morte”.

Tratto da: BEPPE AMICO  "Il sogno di David - l'amore si conosce nel dolore" di prossima pubblicazione in versione ebook. Copyright 2010 - Tutti i diritti riservati


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