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Novità - Suor Pura Pagani - la suorina di Verona he faceva miracoli come Padre Pio

martedì 11 maggio 2010

Madre Speranza di Collevalenza

Allo scopo di far conoscere ai lettori la figura di Madre Speranza, una grande religiosa spagnola che ha lavorato alacremente per la causa di Dio fondando l'ordine delle Ancelle dell'Amore Misericordioso con sede a Collevalenza, vi proponiamo un estratto dal libro: "Madre Speranza - una storia di grazia e misericordia" di Beppe Amico - Reverdito Edizioni 2000. Nel Santuario e nella Casa del pellegrino vengono organizzati seminari, ritiri spirituali e funzioni religiose. Chiunque può visitarlo e fermarsi in preghiera o per una sosta spirituale per qualche giorno. Se volete maggiori informazioni visitate il sito: www.collevalenza.it
   


L’acqua miracolosa del santuario di Collevalenza


Dalla fonte del Santuario di Collevalenza quindi sgorga acqua miracolosa, rigeneratrice del corpo e dello spirito.
Per fare un retto uso di quest’acqua, occorre considerare bene i suoi significati spirituali e le ragioni per le quali la Divina Provvidenza ce l’ha donata per mezzo di Madre Speranza.
L’acqua è uno degli elementi materiali che sono utilizzati nella Bibbia per descrivere le realtà spirituali e soprannaturali:
- L’acqua che lava è il segno della Grazia divina che purifica la nostra coscienza da ogni macchia di peccato (Tt 3,3-7).
- L’acqua che disseta è il segno della Grazia divina che sazia la nostra sete interiore di verità e di pace. (Gv 4,5-15; 7,37-39).
- L’acqua che fertilizza è il segno della Grazia divina che ci rinnova il cuore e ci rende capaci di portare i “frutti dello Spirito” (Gal 5,16-25).
Nella Bibbia l’acqua è usata per compiere alcuni miracoli i cui destinatari a volte sono dei malati incurabili.
Ad esempio il popolo di Israele che si incammina, guidato da Mosè, tra le acque del Mar Rosso, Naaman che colpito dalla lebbra guarisce dopo essersi immerso sette volte nel fiume Giordano spinto dal profeta Eliseo, il cieco nato di cui si racconta nei Vangeli, che riceve la vista da Gesù che lo invita a lavarsi presso la piscina di Siloe.
Fatte queste debite precisazioni sul significato spirituale dell’acqua e di come essa sia mezzo per il conseguimento della Grazia, evidenziamo le tappe fondamentali della realizzazione del pozzo di Collevalenza dal quale sgorga ogni giorno l’acqua miracolosa che sana ferite spirituali e corporali.
Madre Speranza ne volle fermamente la realizzazione per una chiara ispirazione divina. La perforazione del pozzo fu eseguita nel 1960. Si dovette scavare per 92 metri e con molte difficoltà e scetticismo da parte dei capicantiere, prima di trovare la prima falda acquifera. Altre falde vennero poi alla luce a 114, 120 e 122 metri di profondità.

La realizzazione del pozzo fu sofferto e difficile. Madre Speranza si attenne scrupolosamente a ciò che il Signore le aveva rilevato. Non fece nulla di sua volontà, in tutto si fece guidare dall’ispirazione divina.

Ma vediamo come andarono le cose dalla viva voce della segretaria delle Ancelle dell’Amore Misericordioso: “Nostra Madre ha ricevuto l’ordine di realizzare alcune Piscine per il bagno dei malati e le è stato indicato il punto dove troverà l’acqua necessaria.[1]  Nostra Madre, sempre fedele ai comandi di Colui che non sbaglia, né da ordini in maniera vana, si dispone ad iniziare un pozzo lì dove le è stato detto, cioè a fianco alla futura “Basilica dell’Amore Misericordioso”, esattamente tra questa e la futura Casa della Giovane”.
Dal documento emergono anche le molte difficoltà via via incontrate durante i lavori: “Al “nemico del bene” urta che si progettino delle piscine per il bagno dei malati (la qual cosa fa comprendere come queste piscine produrranno molto bene), e contrasta in ogni modo Madre Speranza. La minaccia, dicendole che se farà uso della trivella, la romperà; che romperà tutte quelle che verranno portate e non ce ne saranno a sufficienza in tutta l’Umbria”.
Durante gli scavi i problemi sembravano non avere fine. Ci furono complicazioni meccaniche e tecniche, Madre Speranza soffrì, in quel periodo, numerose vessazioni del maligno. I lavori durarono per dieci mesi e con molte difficoltà; si ruppero le trivelle, si verificarono intoppi di ogni genere.
Dopo circa un mese dall’inizio dei lavori si conferì l’incarico all’impresario Giuseppe Salici, che non potendo proseguire a causa della rottura della trivella, venne sostituito da una ditta della provincia di Verona specializzata nella realizzazione di pozzi artesiani.
Ci vollero alcuni mesi e si arrivò fino al 6 maggio ‘60, per trovare una falda acquifera a 92 metri di profondità. Il dubbio cominciava a serpeggiare negli animi, pochi ormai credevano che si potesse realizzare quanto detto dalla Madre, eppure la fede incrollabile della religiosa di Collevalenza compì il miracolo.
Madre Speranza, quando venne alla luce la prima falda acquifera a 92 metri andò in estasi e pronunciò parole di ringraziamento e di fiduciosa implorazione.
Ma torniamo indietro di qualche ora, vediamo come andarono le cose quel giorno. In un plico di appunti di un diario leggiamo alcune note sui lavori del 6 maggio 1960: “Venerdì, Acqua dal pozzo per le Piscine, a 92 metri di profondità. La Madre stà pregando, piuttosto preoccupata perché la sonda è restata impegnata in fondo al pozzo, a circa 90 metri. La Madre dice alla Superiora di salire dalle suore e invitarle a pregare un Trisagio secondo l’intenzione della Madre (perché si potesse liberare la sonda); il Padre Gino dà disposizioni che tutti i ragazzi vadano in chiesa a pregare un Trisagio per la stessa intenzione. Alle tre e cinquanta si va tutti in chiesa e si prega il Trisagio. Alla fine dell’orazione si riesce a liberare la sonda e a riportarla alla superficie in modo da riprendere il lavoro. Verso le 17.00 lo stesso capo-sonda corre in casa a portarci la notizia di aver trovato l’acqua a 92 metri”.

Che dire? La preghiera muove proprio le montagne!   


[1] Fu Gesù, durante un’estasi a segnare sul terreno con il piede una croce dicendo: “Ecco, questo è il punto dove dovrai scavare”.

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