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"Chi salva un'anima, ha assicurata la propria alla felicità eterna" (Sant'Agostino).

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Novità - Suor Pura Pagani - la suorina di Verona che faceva miracoli come Padre Pio

domenica 7 febbraio 2010

Fine ultimo dell’anima.

Durante il corso di un’omelia, Mons.Sartori compianto arcivescovo di Trento così tra l’altro sottolineava la scarsa sensibilità dell’uomo d’oggi rispetto al fine ultimo dell’anima:

“L’uomo d’oggi - diceva - non è più sensibile alle cose ultime...”.

Dice ancora Don Amorth a questo proposito: “Purtroppo è vero, l’uomo d’oggi non è più così sensibile al destino ultimo dell’anima. In questo caso c’è anche una colpa da parte della predicazione, rilevata anche nel libro del papa, in quel bellissimo capitolo sull’escatologia, che fa notare come le prediche sui novissimi: morte, giudizio, inferno, purgatorio, paradiso erano una volta fondamentali nel corso degli esercizi spirituali, nelle predicazioni di missione al popolo, e invece in questi ultimi tempi, purtroppo se ne parla poco. Dire che sono tutte anticaglie vuol dire cadere in un errore abbietto, perchè basta leggere la “Veritatis Splendor ”, la bellissima enciclica sulla moralità che bisogna ristabilire nel mondo, che è stata definita dai 124 cardinali che si sono riuniti per la prima volta nella storia della Chiesa per decidere il programma di preparazione al Nuovo Millennio. Essi hanno parlato addirittura di “notte etica”, notte della morale per dipingere lo stato in cui ci troviamo oggi.

L’enciclica di Giovanni Paolo II sulla morale ha un motivo dominante che la pervade tutta: l’incontro di Gesù con quell’uomo che gli chiede: - Maestro buono che cosa devo fare per salvarmi?- E Gesù risponde:- Osserva i comandamenti!-

Quindi affermare che i comandamenti sono anticaglia vuol dire allontanare l’uomo dalla salvezza”.

“Ci sono delle cose - dice Don Amorth - l’intelligenza, la salute, il momento in cui veniamo messi al mondo, le epoche, il sesso, la nazione di appartenenza, ecc., che non dipendono da noi, ma dal Creatore, mentre invece la salvezza della nostra anima...questa si...dipende interamente da noi.

Al giorno d’oggi, purtroppo, manca completamente la consapevolezza di quella che sarà la nostra esistenza nell’aldilà dopo la morte del corpo”.

Ma perchè non tutti, salvo rare eccezioni, riescono a mortificare il corpo a vantaggio dello spirito? Possiamo rispondervi con le parole di Don Gabriele Amorth che così spiega questo concetto: “Perchè l’uomo è un composto di anima e di corpo. Quando l’uomo sa dominare la sua carne , la sua passione, quando sa essere con il suo spirito padrone di se stesso, si sente anche profondamente libero. Ecco perchè gli asceti si sentono in uno stato magnifico di libertà spirituale, anche se è bene ricordare che troviamo una tale serenità interiore anche in altre religioni che non sono il cristianesimo, perchè Dio agisce in tutti, sono tutti Suoi figli.

Noi possediamo la verità tutta intera perchè grazie al Cattolicesimo abbiamo conosciuto e toccato il mistero di Cristo, ma delle scintille di verità le troviamo dappertutto, in ogni uomo, in ogni fede, in ogni religione...anzi approfitto per dire che è un gravissimo errore per un cristiano andarsi a mettere a scuola da un guru, è un tremendo passo indietro.

Però diciamo pure che l’uomo ha la capacità, se vuole, se si impegna, di sapere dominare le sue passioni e di mortificare il corpo a vantaggio dell’anima. In quel momento il corpo diventa un alleato dell’anima per ascendere”.

Abbiamo parlato già in più occasioni del libero arbitrio, Dio ha voluto creare l’uomo con una volontà propria e autonoma, in grado di decidere tra il bene e il male, gli ha dato la possibilità di accogliere la Sua misericordia o di respingerla. Egli lo può amare o rinnegare, di andare alla ricerca persino di falsi paradisi stordendosi nel rumore sordo e struggente di una società frivola e secolarizzata.

Dio ha permesso a satana e ai suoi seguaci di seminare l’odio, l’incomprensione, le guerre fra gli uomini, di convincerli a scegliere il male, ha permesso che l’impuro apostata si radicasse nel cuore dell’umanità con il vizio del peccato, ma non di intervenire sulla sua volontà, perchè l’uomo deve essere libero di scegliere, di esercitare un atto libero di accoglimento o di rifiuto.

Con questa tesi è d'accordo anche il professor Giuseppe Ferrari del Gris di Bologna: “Dio ci ha creati liberi di sceglierlo o di rifiutarlo e questa è la misericordia e la grandezza di Dio che si manifesta tra gli uomini.

Egli crea l’uomo, ma non lo tratta come una marionetta nelle sue mani, ma come un essere libero di rifiutare colui che l’ha creato per amore”.

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