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"Chi salva un'anima, ha assicurata la propria alla felicità eterna" (Sant'Agostino).

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Novità - Suor Pura Pagani - la suorina di Verona che faceva miracoli come Padre Pio

mercoledì 6 gennaio 2010

Si danna chi vuole dannarsi

Trascriviamo un brano tratto dal libro "Tra cielo e terra" pubblicato da Reverdito nel '96:
“Non è accettabile - dice Don Amorth - il ragionamento di certe persone che dicono: - Uno vive sempre in grazia di Dio, muore, commette un peccato mortale e va all’inferno e colui che vive sempre lontano da Dio commettendo peccati, poi all’ultimo momento si converte e va in Paradiso -.
Questo è un ragionamento stupido, insostenibile, perchè fa sembrare che Dio sia colui che va a caccia di anime da mettere all’inferno mentre invece la sua misericordia è immensa. Egli vuole che tutti si salvino e nessuno perisca. In che modo? Non con una misericordia fasulla di alcuni che credono: - E’ così misericordioso che tanto ci mette tutti in Paradiso -.
Questa è una misericordia sbagliata ed è una maniera per non salvare l’uomo.
Invece la misericordia di Dio si esprime così: - Non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva - dando la possibilità all’uomo di convertirsi. Ma quando l’uomo si indurisce nel peccato in una maniera irreversibile per sua volontà, dopo la morte del corpo fisico si dirige con le sue stesse gambe verso l’inferno.
Io ritengo che sia il caso ad esempio di Giuda. “Quando alla fine mangia quel boccone e satana entra in lui”. Chissà quanti tentativi ha fatto Gesù per redimerlo, per convertirlo, perchè tornasse indietro dalla sua strada sbagliata. Ma la sua cocciutaggine nel male lo ha condannato alla compagnia perpetua con i diavoli”...
...Riflettendo sulla misericordia divina, crediamo che sarebbe prudente limitarsi a credere per fede ed essere certi che Dio sarà pronto ad aiutarci nell’estrema ora della dipartita e a perdonare i nostri errori.
Se cadiamo per debolezza e fragilità (Dio conosce le debolezze che contraddistinguono i Suoi figli feriti dalla colpa originale. Egli stesso si è fatto uomo per mezzo del figlio Gesù), se pecchiamo, dobbiamo nuovamente chiedere perdono, rialzarci e ricominciare tutto daccapo. Anzi potremo dire che in determinate occasioni, le nostre fragilità finiscono con l’essere uno spunto per avvicinarci a Dio, anche attraverso il peccato l’uomo si unisce più saldamente a Dio, trovando la forza di ritornare a Lui.
Vorremo trascrivere una parte di ciò che Gesù disse a Suor Consolata Betrone, morta nel luglio del 1956 in concetto di santità: “Consolata, sovente anime buone, anime pie e molto spesso anime a Me consacrate, con una frase diffidente feriscono l’intimo del mio Cuore: - Chissà se mi salverò? -
Apri il vangelo e leggi le mie promesse. Alle mie pecorelle ho promesso: - Io dò loro la vita eterna e in eterno non periranno e nessuno le strapperà dalle mie mani - (Gv. 10,28). Hai capito, Consolata?
Nessuno può strapparmi un’anima...credimi Consolata, che all’inferno ci va chi lo vuole, cioè chi vuole veramente andarvi; perchè se nessuno può strapparmi un’anima dalle mani, l’anima per la libertà concessale, può fuggire, può tradirmi, rinnegarmi e passare quindi di propria volontà al demonio.
Oh, se invece di ferire il mio Cuore con queste diffidenze, pensaste un po’ più al Paradiso che vi attende! Perchè non vi ho creati per l’inferno ma per il Paradiso, non per andare a far compagnia al demonio, ma per godermi nell’amore eternamente.
Vedi Consolata, all’inferno ci va chi vuole andarvi...
L’impenitenza finale l’ha quell’anima che vuole andare all’inferno di proposito e quindi ostinatamente rifiuta la mia misericordia, perchè Io non rifiuto mai il perdono a nessuno: a tutti offro e dono la mia immensa misericordia; perchè per tutti ho versato il mio Sangue, per tutti!
No, non è la moltitudine di peccati che danna l’anima, perchè Io li perdono se essa si pente, ma è l’ostinazione a non volere il mio perdono, a volersi dannare...
Vedi Benigna quel fuoco!...sopra a quell’abisso Io ho esteso, come un reticolato, i fili della misericordia, perchè le anime non vi cadano dentro. Quelli però che si vogliono dannare, vanno lì per aprire con le proprie mani quei fili e cadere dentro: una volta che vi sono dentro neppure la mia bontà li può salvare.
Queste anime sono inseguite dalla Mia misericordia più di quanto sia inseguito un malfattore dalla polizia, ma esse sfuggono alla Mia misericordia!
La porta della mia misericordia non è chiusa a chiave, ma è solo socchiusa: per aprirla basta toccarla un po’: anche un bambino la può aprire, anche un vecchio che non ha più forza.
La porta della mia giustizia, invece, è chiusa a chiave e l’apro soltanto a chi mi costringe ad aprirla, ma Io spontaneamente non l’aprirei mai!”.

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