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"Chi salva un'anima, ha assicurata la propria alla felicità eterna" (Sant'Agostino).

Guarda il video e ascolta la voce di Suor Pura Pagani

Novità - Suor Pura Pagani - la suorina di Verona che faceva miracoli come Padre Pio

giovedì 28 gennaio 2010

EMERGENZA TERREMOTO HAITI

Le iniziative delle Missioni Don Bosco per l'emergenza terremoto ad Haiti


Il potentissimo terremoto del 12 gennaio ha ridotto buona parte del Paese in un desolato cumulo di rovine. Le notizie sono frammentarie e riportano scenari apocalittici, mentre i soccorsi continuano ad essere lenti e difficoltosi.
Non c’è ancora un bilancio delle vittime e degli sfollati, l’unica certezza è che nella catastrofe hanno perso la vita di migliaia di persone, fra cui moltissimi bambini.
Anche la Famiglia Salesiana, che da anni vive e lotta insieme alla popolazione di quest’isola sfortunata, è stata duramente colpita: fra i morti accertati, oltre ad un anziano salesiano e due giovani novizi, 500 giovani e bambini che frequentavano il centro Enam della capitale e che sono rimasti sotto le macerie dell’edificio. La struttura, che ospitava scuole primarie, professionali ed un centro per ragazzi di strada, è stata completamente rasa al suolo dal sisma. L’ala del fabbricato sede dell’Opera delle piccole scuole di Padre Bonhem è sprofondata.
Numerose le Case Salesiane colpite: la Visitatoria di Drouillard è molto danneggiata, il dormitorio di Gressier è crollato, le Case di Fleuriot e Thorland sono gravemente lesionate, unitamente alla cappella di quest’ultima. La chiesa ed il centro parrocchiale di Cité Soleil sono collassati. La Casa di Pétion-Ville, malgrado abbia subito gravi danni, offre accoglienza temporanea, insieme a quella di Thorland, a circa 3.500 persone.
Molte delle Case delle Figlie di Maria Ausiliatrice sono crollate, senza causare vittime: le Suore salesiane sono già al lavoro per aiutare feriti e sfollati.
La Sede Ispettoriale Salesiana di Santo Domingo ha fatto giungere a Port-au-Prince cibo e generi di prima necessità via terra, fra mille difficoltà, e continua a lavorare instancabilmente per inviare altri aiuti.

Vogliamo aiutare il popolo haitiano e i nostri missionari a superare questo drammatico momento. I salesiani devono essere messi nelle condizioni di tornare a rappresentare, nel più breve tempo possibile, un vigoroso sostegno per la popolazione, che ha bisogno di tutto. Migliaia di bambini sono rimasti orfani e feriti, e necessitano di cure e di cibo: il nostro obiettivo è quello di assicurare loro assistenza sanitaria e sostentamento.

Raccogliere fondi affinchè i missionari possano utilizzarli in loco per aiutare i superstiti, che sono nella maggior parte dei casi feriti, traumazzati e privi di tutti i beni di prima di necessità. Il denaro raccolto verrà utilizzato in particolare per l’acquisto di cibo in scatola e acqua potabile, tende da campo, sacchi a pelo e farmaci.

Basta un minimo contributo per offrire il massimo sostegno a chi ha perso tutto!

martedì 19 gennaio 2010

Il cammino dell'anima

I tre stati dell’anima prima di giungere alla perfezione.

Il passaggio dell’anima dall’amore imperfetto allo stato filiale è spiegato con dovizia di particolari nel “Dialogo della divina provvidenza” di Santa Caterina da Siena che cercheremo di sintetizzare con alcune considerazioni, raccomandando al lettore per un approfondimento, lo studio dell’opera citata.

Dio dice a Caterina che taluni si ingannano del loro amore verso la Somma Bontà, perchè cercano in Lui consolazione e diletto. Si dice in questo caso che la creatura ami il suo creatore con amore imperfetto e lo spiega meglio la Santa di Siena:

” ...Sappi dunque che quando il mio servo mi ama imperfettamente, cerca più la consolazione, per la quale mi ama, che me. E ce ne avvediamo che si turba, se gli manca la consolazione spirituale, cioè, della mente, o quella temporale”. (Il dialogo della divina provvidenza, op.cit. pag. 141).

Si parla poi di un secondo stadio spirituale, quello dell’amore servile, che si trova un passo più avanti rispetto allo stato di amore imperfetto di cui abbiamo fatto cenno poco sopra.

Dio dice che la creatura ama il suo Creatore solo perchè ne ha timore e trema al pensiero della pena per la colpa commessa. In questo modo trova consolazione in Dio e lo ama di amore servile, che è l’ultimo stato prima di giungere alla perfezione dell’amore unitivo, che Dio chiama di amicizia o filiale. Ecco alcuni passi a riguardo:

“...Ti dissi e ti ripeto che vi giunge (alla perfezione) mediante la perseveranza, serrandosi nella casa del conoscimento di sè. Questo conoscimento vuole essere condito col conoscimento di Me, acciocchè non venga a confusione..(Il dialogo della divina provvidenza, op.cit. pagg. 148-149).

L’amore unitivo, di perfezione, si ottiene solo con un santo timor di Dio, che non significa temerlo per la pena, dovuta al peccato, ma per il dispiacere di offendere un così grande Bene. Per approfondimenti relativi a questo specifico argomento, consiglierei un bellissimo libro di Santa Teresa D’Avila, “Il Castello interiore”. Ella descrive l’anima come un diamante prezioso con numerose sfaccettature (mansioni). Al centro di questo vi è la stanza di Sua Maestà dove l’anima può giungere compiendo un cammino di perfezione (orazione mentale, di quiete, unitivo, stato di rapimento e di unione con lo Sposo celeste)

La Vergine Maria a Medjugorie disse: “Molti, vanno all’inferno, la stragrande maggioranza in Purgatorio, pochi direttamente in Paradiso”.

Vi siete chiesti perchè?

mercoledì 6 gennaio 2010

Renato Baron racconta la visione del Purgatorio

Ed ecco una testimonianza sul Purgatorio. E’ raccontata dal veggente Renato Baron testimone delle note apparizioni di Schio, scomparso ormai da qualche anno. Ecco la sua esperienza apparsa su “Messaggi Mariani” del dicembre 1995:
“Il 1° novembre 1995 - dice il Baron - al termine della Via Crucis serale al Monte di Cristo, ho avuto una apparizione, seguita subito dopo da una visione.
Era la terza visione con la quale la Madonna mi portava a vedere il luogo della purificazione, il Purgatorio.
Nella prima mi ricordo di aver visto degli ammalati che soffrivano negli ospedali, e che offrivano le loro sofferenze; poco dopo, nella stessa serata, la Madonna mi faceva vedere questa purificazione e diceva che quelli che soffrivano, che offrivano le loro sofferenze, avevano la possibilità di purificarsi in questa terra, in questo tempo della nostra vita, corto ma prezioso, e andavano così in Paradiso direttamente, senza passare per la purificazione
Ecco perciò una nuova testimonianza che conferma la possibilità di entrare direttamente dopo la morte nel Regno dell’eterna gloria.
Nella seconda visione, lunghissima, ho visto che era la Madonna che portava in Cielo queste anime, con la sua corona in mano.
Non parlava ma si dimostrava attenta, molto disponibile, ma anche apprensiva, nell’attesa di portarle su nel Cielo, perchè questo era il suo compito, portarci cioè tutti al Padre.
Sempre in questa seconda visione mi ha fatto capire come avviene la “comunione dei Santi”. Queste anime del Purgatorio sono isolate, in un luogo appartato dove vivono insieme, forse senza vedersi e senza poter comunicare tra loro. Non possono più pregare per loro, però la Madonna mi aveva fatto vedere quanto loro si uniscano alla comunione dei Santi, quando la Chiesa prega per le anime purganti...
Questa volta - racconta ancora il Baron a proposito della terza visione - la Madonna...mi ha accompagnato nuovamente in quel luogo, in quella grandissima spianata.
Sembrava una vallata, ma non si vedevano bene i contorni, immersa com’era in una penombra serale. Ho visto molta gente che entrava continuamente, come in una processione, e prendeva il posto di chi usciva. Quella marea di persone si spostava in avanti perchè di continuo, qualcuno saliva al Cielo, attraverso le mani della Madonna e l’aiuto della preghiera.
I loro volti erano sofferenti, ed io, nella prima visione avevo chiesto alla Madonna il perchè di questa sofferenza e Lei mi aveva risposto che quando si muore ci si presenta davanti alla luce di Dio, e dopo aver visto quella luce, non la si può più dimenticare e non si vive che nell’attesa di vederla poi per sempre.
Quindi quando andiamo in Purgatorio a purificarci, la nostra sofferenza proviene dal fatto di essere allontanati dalla luce di Dio. Non ho visto fuoco, ma solo questo tipo di sofferenza per la lontananza da Dio...
Questa affermazione è importante perché farebbe capire che nel Purgatorio esiste solo la pena della mancanza di Dio limitata nel tempo, a differenza dei dannati i quali la vivono come separazione definitiva per tutta l’eternità.
La Madonna ha voluto farmi vedere un grande trionfo, perchè molte anime si vedevano salire in Cielo e Lei diceva che se tutta la Chiesa, tutti noi battezzati, pregassimo così ogni giorno, come nei giorni dei Santi e dei Martiri, sarebbe un trionfo per le anime del Purgatorio perchè molte andrebbero in Paradiso...
Ha inoltre detto la Madonna, in molte apparizioni, che avremo molto aiuto poi, da queste anime, una volta salvate; aiuto per la nostra vita, ma soprattutto, al momento della nostra morte quando chiederanno misericordia per noi presso Dio...
Non ho visto...molte persone conosciute che avevo visto le altre volte, mentre altre sì, erano ancora lì dentro assieme ad altri che ritengo nostri “antenati”, per i lineamenti del volto che presentavano. Questo significa che il Purgatorio è molto lungo...
Anche 100 anni vissuti sono un niente di fronte all’eternità, ma in questa nostra breve vita, possiamo già scontare, in tutto o in parte, la pena che, altrimenti, sarebbe molto lunga in Purgatorio.
Quelle anime le vedevo come erano quì su questa terra, però senza niente addosso, nudi, senza occhiali, orologi, ecc.; una nudità perfetta, nella stessa età e fisionomia che avevano al momento della morte, con tanti o pochi capelli, grigi o scuri, ecc. ...
Questo significherebbe che la completa maturazione in Cristo avverrebbe solo dopo l’entrata in Paradiso. Continua ancora il Baron:
“Non avevano corpo perchè se mi avvicinavo non riuscivo a toccare nulla, e quindi era l’anima che rappresentava tutto il corpo...
Non riuscivo a toccarli e a parlare con loro, fatti com’erano di aria, di nebbia, e penso che non mi vedessero. Credo che nemmeno tra loro potessero vedersi: stavano quindi in perfetta solitudine, pur essendo assieme. Io avevo la sensazione di essere uscito dal corpo e di trovarmi lì anch’io solo con la mia anima.
Ho visto gente di tutte le razze, di tutte le età, ma quasi non ho visto giovani e ricordo che nella seconda visione, pensando ai molti suicidi, ai morti per droga, alle disgrazie sulle strade che colpiscono tanti giovani, avevo chiesto alla Madonna se erano andati all’inferno. Ed Ella mi aveva risposto di no: “Io li ho salvati” diceva. E mi spiegava che il demonio...vince in un certo modo, contro Dio. Una vittoria parziale che ottiene portando via la vita di questi giovani. Facendo questo, infatti, interrompe il progetto di Dio sulle loro famiglie, sui loro figli, su tutta la loro discendenza che non ci sarà più. Questo è un grave affronto che viene fatto a Dio, ma, dice la Madonna, le anime le salvo Io, perchè questi giovani, per la maggior parte, non sanno quello che fanno...
Non sanno quel che fanno, questi giovani, perchè non sono stati adeguatamente educati, non conoscono Dio, e credono che ogni tipo di divertimento sia lecito perchè “lo fanno tutti”.
Ecco la giustificazione del peccato. Diceva la Madonna, alcuni anni or sono, che il più grande peccato di questi tempi, è quello di giustificare il peccato facendo leggi che lo approvano, e chi è che fa queste leggi? Non certo i giovani, ma noi adulti. E’ per questo che la responsabilità nostra è molto grande...
Quando alla fine, ho sentito che era giunto il momento di uscire da quel luogo, che avevo concluso il mio tragitto, mi sono sentito un po’ spaesato perchè cercavo di uscire e di rientrare nel mio corpo che era rimasto su questa terra, e non riuscivo a fare questo da solo, in quanto la Madonna mi aveva accompagnato dentro al Purgatorio ma poi mi aveva lasciato ed io la vedevo impegnata ad accompagnare le anime che salivano al Cielo.
Allora, in un attimo, la Madonna mi ha preso per mano e mi ha riportato al punto di partenza, cioè al Monte di Cristo, salutandomi e benedicendo tutti i presenti...(Messaggi mariani extracommerciale - pagg.3,4,5,6,7,8, dicembre 1995).

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Si danna chi vuole dannarsi

Trascriviamo un brano tratto dal libro "Tra cielo e terra" pubblicato da Reverdito nel '96:
“Non è accettabile - dice Don Amorth - il ragionamento di certe persone che dicono: - Uno vive sempre in grazia di Dio, muore, commette un peccato mortale e va all’inferno e colui che vive sempre lontano da Dio commettendo peccati, poi all’ultimo momento si converte e va in Paradiso -.
Questo è un ragionamento stupido, insostenibile, perchè fa sembrare che Dio sia colui che va a caccia di anime da mettere all’inferno mentre invece la sua misericordia è immensa. Egli vuole che tutti si salvino e nessuno perisca. In che modo? Non con una misericordia fasulla di alcuni che credono: - E’ così misericordioso che tanto ci mette tutti in Paradiso -.
Questa è una misericordia sbagliata ed è una maniera per non salvare l’uomo.
Invece la misericordia di Dio si esprime così: - Non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva - dando la possibilità all’uomo di convertirsi. Ma quando l’uomo si indurisce nel peccato in una maniera irreversibile per sua volontà, dopo la morte del corpo fisico si dirige con le sue stesse gambe verso l’inferno.
Io ritengo che sia il caso ad esempio di Giuda. “Quando alla fine mangia quel boccone e satana entra in lui”. Chissà quanti tentativi ha fatto Gesù per redimerlo, per convertirlo, perchè tornasse indietro dalla sua strada sbagliata. Ma la sua cocciutaggine nel male lo ha condannato alla compagnia perpetua con i diavoli”...
...Riflettendo sulla misericordia divina, crediamo che sarebbe prudente limitarsi a credere per fede ed essere certi che Dio sarà pronto ad aiutarci nell’estrema ora della dipartita e a perdonare i nostri errori.
Se cadiamo per debolezza e fragilità (Dio conosce le debolezze che contraddistinguono i Suoi figli feriti dalla colpa originale. Egli stesso si è fatto uomo per mezzo del figlio Gesù), se pecchiamo, dobbiamo nuovamente chiedere perdono, rialzarci e ricominciare tutto daccapo. Anzi potremo dire che in determinate occasioni, le nostre fragilità finiscono con l’essere uno spunto per avvicinarci a Dio, anche attraverso il peccato l’uomo si unisce più saldamente a Dio, trovando la forza di ritornare a Lui.
Vorremo trascrivere una parte di ciò che Gesù disse a Suor Consolata Betrone, morta nel luglio del 1956 in concetto di santità: “Consolata, sovente anime buone, anime pie e molto spesso anime a Me consacrate, con una frase diffidente feriscono l’intimo del mio Cuore: - Chissà se mi salverò? -
Apri il vangelo e leggi le mie promesse. Alle mie pecorelle ho promesso: - Io dò loro la vita eterna e in eterno non periranno e nessuno le strapperà dalle mie mani - (Gv. 10,28). Hai capito, Consolata?
Nessuno può strapparmi un’anima...credimi Consolata, che all’inferno ci va chi lo vuole, cioè chi vuole veramente andarvi; perchè se nessuno può strapparmi un’anima dalle mani, l’anima per la libertà concessale, può fuggire, può tradirmi, rinnegarmi e passare quindi di propria volontà al demonio.
Oh, se invece di ferire il mio Cuore con queste diffidenze, pensaste un po’ più al Paradiso che vi attende! Perchè non vi ho creati per l’inferno ma per il Paradiso, non per andare a far compagnia al demonio, ma per godermi nell’amore eternamente.
Vedi Consolata, all’inferno ci va chi vuole andarvi...
L’impenitenza finale l’ha quell’anima che vuole andare all’inferno di proposito e quindi ostinatamente rifiuta la mia misericordia, perchè Io non rifiuto mai il perdono a nessuno: a tutti offro e dono la mia immensa misericordia; perchè per tutti ho versato il mio Sangue, per tutti!
No, non è la moltitudine di peccati che danna l’anima, perchè Io li perdono se essa si pente, ma è l’ostinazione a non volere il mio perdono, a volersi dannare...
Vedi Benigna quel fuoco!...sopra a quell’abisso Io ho esteso, come un reticolato, i fili della misericordia, perchè le anime non vi cadano dentro. Quelli però che si vogliono dannare, vanno lì per aprire con le proprie mani quei fili e cadere dentro: una volta che vi sono dentro neppure la mia bontà li può salvare.
Queste anime sono inseguite dalla Mia misericordia più di quanto sia inseguito un malfattore dalla polizia, ma esse sfuggono alla Mia misericordia!
La porta della mia misericordia non è chiusa a chiave, ma è solo socchiusa: per aprirla basta toccarla un po’: anche un bambino la può aprire, anche un vecchio che non ha più forza.
La porta della mia giustizia, invece, è chiusa a chiave e l’apro soltanto a chi mi costringe ad aprirla, ma Io spontaneamente non l’aprirei mai!”.

LA SACRA BIBBIA INTERATTIVA

LA SACRA BIBBIA INTERATTIVA
La versione CEI