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"Chi salva un'anima, ha assicurata la propria alla felicità eterna" (Sant'Agostino).

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Novità - Suor Pura Pagani - la suorina di Verona che faceva miracoli come Padre Pio

martedì 1 dicembre 2009

Gesù nel ritorno in gloria

San Paolo nella lettera ai Romani è molto chiaro quando parla della manifestazione che Dio farà di sè agli eletti. Sentiamo: “Io penso che le sofferenze del tempo presente non siano assolutamente paragonabili alla gloria che Dio ci manifesterà. Tutto l’universo aspetta con grande impazienza il momento in cui Dio mostrerà il vero volto dei suoi figli.(Rom.8,18,19).

Tutto il creato attende con trepidazione la venuta di Gesù nella gloria, i tempi della Parusia, il compimento degli ultimi giorni, perchè in quel momento Dio sarà tutto in tutti. La preoccupazione dell’Apostolo convertito sulla via di Damasco è quella di evidenziare con molta chiarezza la brevità del tempo attuale, del pellegrinaggio terreno e la caratteristica eterna della vita del mondo che verrà.

Paolo di Tarso manifesta nelle sue lettere, non solo la realtà di una vita eterna, ma pure l’incomprensibile e misteriosa lotta che siamo costretti ad ingaggiare contro le passioni se vogliamo raggiungere il traguardo del Cielo. Ed è la sola fede che ci accompagna in questa battaglia. Ora vediamo come in uno specchio – dice l’apostolo – dopo vedremo con chiarezza. Adesso non possiamo comprendere ma possiamo solo intuire. Nella beatitudine dei santi potremo penetrare ogni realtà misteriosa.

Una riflessione sulle cose ultime è doverosa per coloro che dicono di essere cristiani, così come lo è pure per chi professa confessioni diverse.

Non ci pare un tema morboso questo, ma come diceva Arìes quello che è davvero “morboso, non è parlare della morte, ma tacerla”. Ed aggiunge: “Nessuno è più nevrotico di chi giudica nevrotico affrontare il discorso sulla propria fine”.

Tutti noi abbiamo provato in certi momenti un senso, pressochè costante di vuoto esistenziale, di inutilità, di consapevolezza che fino a che dura la vita presente non raggiungeremo il “Nirvana” dei Buddisti, o il Paradiso dei cristiani o dei mussulmani, non avremo ciò che veramente procura la piena felicità. La beatitudine, la santità.

Le società d’oggi si distolgono, si sviano, si disorientano con quello che Pascal definisce uno stordimento nelle svagatezze, il divertimento, la vita mondana, la ricerca di un’esistenza di agiatezza e comodità.

E qui è ancora il vangelo che ci mette sulla strada buona quando avverte con solennità che nemmeno tutti i beni della terra gioverebbero alla nostra causa se poi rischiamo di perdere il bene più prezioso: la felicità eterna.

Lo spirito lo sa perché è pronto – dice Gesù nell’orto degli Ulivi – ma la carne è debole. Il primo è mosso da un anelito di eterno e di trascendente, ha sete di soprannaturale. La seconda è materialità, passioni, sensazioni, che placano un desiderio momentaneo, ma che non da felicità durevole.

Mirabile l’esempio di Santa Teresa d’Avila che gridava a gran voce: “Dio solo basta”.

Ma vediamo di analizzare lo specifico contesto delle realtà ultime da un’altra angolatura.

Nell’ultimo periodo, soprattutto negli ultimi due anni, sembrano abbondare messaggi e profezie che parlano di una prossima venuta di Gesù in gloria, di un ritorno del Messia sulla terra. Questi messaggi e rivelazioni particolari, sono legate tutte da un’unica matrice, quella apocalittica. Infatti, spesso, si fa riferimento a catastrofi naturali e soprannaturali, a castighi divini, guerre, terremoti, epidemie, inondazioni, devastazioni e persecuzioni del popolo cristiano, caduta dei valori morali, crisi della Chiesa, ecc.

Certo, di fronte a tutto ciò, si resta sbigottiti ed è difficile riuscire capire se questi messaggi siano attendibili, se sono proclamati per ispirazione divina o se esiste una loro strumentalizzazione, o ancora se sono frutto di inganni che possono venire dall’uomo, dalla sua forma mentis.

Per riuscire a mettere in atto un buon discernimento critico, è più che mai necessario seguire un cammino di fede e nella preghiera chiedere incessantemente luce allo Spirito Santo e per mezzo suo ottenere le risposte alle domande che ci sovrastano. Quando si prega si possono comprendere molte cose. Il più delle volte si tratta di un’evidenza, di un’intuizione, di un pensiero, ma spesso l’illuminazione è così chiara e sicura che non si può certo mettere in dubbio che venga da Dio.

Riguardo al ritorno in gloria di Gesù, saremo ancor più recisi e radicali. Noi non possiamo aspettarlo se non nella Parusia, ai tempi della fine, nell’ultimo giorno. Così viene chiaramente detto nelle sacre Scritture.

Tutte le fantasticherie di un imminente ritorno fisico di Gesù sulla terra in un tempo intermedio sono storie che non hanno nessun credito e alle quali nemmeno i bambini crederebbero più.

Non vogliamo mettere tutto al bando sia chiaro! Ma dividere il grano dalla pula sì, ce lo dovete concedere; è nostro dovere in simili argomentazioni mettere al fuoco la zizzania e tenere i frutti buoni.

Quì ci preme saper scegliere i messaggi, meditarne i contenuti e discernere ciò che è buono.

La crisi dei valori esiste, come pure quella della Chiesa, del Magistero, del sacerdozio. E’ vero che mancano vocazioni, che la gente non si interessa più di religione, che è lontana dai sacramenti, dalla vita di comunità. Ma attenzione questo è un dato di fatto, è così evidente che non è necessario ricordarlo in un messaggio profetico.

La difficile situazione politica e sociale e molte altre situazioni analoghe di questo periodo sono annunciate anche nei libri canonici. Anche lì si parla di guerre, sommosse, cadute di regni e avventi di nuovi regimi, di catastrofi, epidemie, rivolte, attentati alla vita, persecuzioni e torture. Forse non ci saranno indicate le date, ma tra le righe possiamo comprenderne il significato spirituale ed attualizzarlo all’epoca che stiamo vivendo.

Molte volte è Gesù stesso che spiega quando verrà la fine, prima di lui anche i profeti ne hanno parlato. Le parole del Messia e quelle dei profeti vanno meditate, ma è necessario identificarne un corrispondente spirituale, perchè allora erano state pronunciate per quei tempi. Ora i tempi sono cambiati. E’ necessario riattualizzarle.

Ma di quale ritorno in gloria si parla allora nelle scritture evangeliche? Non di un ritorno fisico, così come le parole lo lasciano intendere, non in senso letterale dobbiamo comprenderle, ma in senso simbolico, cercando di capire ciò che fu detto allora e riattualizzarlo al tempo presente.

Più che un ritorno fisico e visibile, noi crediamo si tratti di un ritorno di Gesù nel cuore degli uomini, di un ristabilirsi di valori che promuovono la vita, di un rinnovamento del mondo per mezzo di una riconciliazione dell’umanità, delle creature al Suo Creatore.

E a proposito di messaggi che annunciano un tempo breve, un imminente castigo, che invitano a riconvertirsi e a riconciliarsi con il Signore che cosa dobbiamo pensare?

Anche su questo punto saremo recisi e radicali.

Noi crediamo che questo tempo non è breve perchè qualcosa ci minaccia o qualche castigo è in arrivo, ma perchè il tempo stesso del nostro pellegrinaggio è limitato e passa in fretta, perchè non sappiamo il momento della nostra morte, non conosciamo nè il giorno, nè l’ora. Del resto nei Vangeli l’invito è pressante: “Vigilate, non conoscete ne il giorno, ne l’ora, pregate per non cadere in tentazione perchè lo spirito è pronto, ma la carne è debole”. Infatti tutto potrebbe accadere, la morte è la realtà di ogni momento, il Signore potrebbe chiamarci in un tempo in cui avremmo potuto demeritarci la sua misericordia. E allora che sarà di noi?

Forse potremo mettere in pericolo la nostra salvezza ed allora i predicatori ci ammoniscono: “Il Signore viene come un ladro di notte”...e se troverà i suoi servi addormentati, come potrà giudicarli?

Abbiamo chiesto ad un eminente teologo un suo parere sull’argomento “seconda venuta di Gesù”. Ecco il pensiero di Cardinal Ersilio Tonini, da noi intervistato: “Bisogna stare attenti, perchè qualcuno pensa ad una specie di seconda incarnazione e questo è da rigettare. Io dico soltanto che nei tempi attuali è lo Spirito Santo in missione, è Lui adesso che ha il compito di guidare. Non ci sarà un ritorno in gloria di Gesù Cristo, perchè Lui è già quì, nell’Eucaristia e quando apparirà, apparirà nella gloria.[1] Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria significa che Cristo trionferà attraverso la Madre, perchè attraverso Lei sarà conosciuto ovunque il Figlio di Dio. Anche il concetto di castigo purificatorio così come lo formulano molti è sbagliato, perchè Dio ha sempre detto che bisogna prepararsi alle prove e non possiamo dare corpo a tante fantasticherie, dobbiamo solo tenerci pronti a seguirlo da dovunque venga.

Non è vero che il Papa intendesse, con le parole pronunciate a Fulda in Germania, che sarebbe imminente l’arrivo di un castigo purificatorio.

In quell’occasione infatti quando chiesi al Papa: “Santo Padre non pensa che avremo il martirio presto in Europa?”, lui rispose: “Il martirio c’è già in Europa”. Cosa crede, che il comunismo non sia stato una prova terribile per l’est? La grande tribolazione è quella attuale e quando si dice che siamo in piena Apocalisse bisogna fare attenzione perchè la parola Apocalisse non significa solo castigo, ma rivelazione, svelamento. Siamo quindi nello svelamento della misericordia di Dio, nel tempo della Sua misericordia, nel tempo in cui, dopo che il messaggio cristiano ha prodotto una civiltà, tutto ciò verrà rimesso in questione. E’ questa la grande prova.

Più che di nuove guerre, io direi che si può parlare di eliminare quelle che ci sono. E’ un bel segno vedere cosa è accaduto nella Ex Jugoslavia, dove ci sono popolazioni di varie nazioni che un tempo combattevano fra loro e ora sono tutte insieme a morire per Sarajevo”.[2]

“La gioia totale avverrà solo al ritorno di Cristo – avverte don Giancarlo Pellegrini - il ritorno di Cristo porrà termine alla sua avventura umana se così possiamo dire. Egli si è mostrato risorto, ma sempre con le piaghe. Le piaghe rimangono, ma sono quelle che vivono nella Chiesa, non in Lui, perchè ormai Lui è risorto. Il giorno del ritorno sarà il giorno della fine di ogni sofferenza, spariranno le piaghe. Ci sarà solo il Cristo trionfante con la Sua Chiesa, cioè con i Suoi fratelli. Quando Cristo ritornerà per la Parusia, sarà nella gloria, non sarà una cosa che passerà inosservata, il segno sarà grande.

Anche don Pellegrini sembra d’accordo con noi quando dice che se vogliamo parlare di venuta intermedia di Gesù - dobbiamo intenderla come venuta nel cuore degli uomini, non come una specie di Giudizio in piccolo. Il Giudizio sarà uno e solo alla fine del mondo”[3].



[1] Nel tempo chiamato Parusia, corrispondente al Giudizio universale.

[2] Fonte privata dell’autore.

[3] Sebbene un Giudizio particolare preceda quello Universale. Ne parleremo meglio nelle prossime pagine.

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