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mercoledì 28 ottobre 2009

Quante vite viviamo? Reincarnazione: una credenza che si diffonde

TRATTO da Foglio di Collegamento n. 3/2001 dell' Associazione Informazioni su Cristo -
Rubrica RELIGIONI e RELIGIOSITA' NEL MONDO
Articolo a cura di Laura ROSSI.


I sondaggi. Da un'inchiesta compiuta nel 1995 risulta che tra il 30 e il 40% dei giovani crede nella reincarnazione e che tra il 50 e il 60% di loro ritiene che reincarnazione e risurrezione non si escludano. Più del 10% ha la persuasione di avere ricordi di una vita passata. Infine, si portano pure delle prove bibliche per affermarne la possibilità.

Il Vangelo alla base di questa credenza? I sostenitori della reincarnazione che conciliano cristianesimo e dottrina della reincarnazione, basano le loro argomentazioni (totalmente gratuite e non supportate dalla Tradizione) su alcune frasi del Vangelo. Ad esempio, dicono che Gesù non ne ha parlato esplicitamente perché a quei tempi era credenza abbastanza comune e che era addirittura accettata dal cristianesimo antico; a questo proposito si cita Origene che avrebbe difeso la dottrina. Ebbene, Origene ammetteva la preesistenza dell'anima il cui amore per Dio si sarebbe raffreddato (dottrina collegata a quella del peccato originale e della reintegrazione finale), ma la comunità cristiana nel suo insieme non ha mai accettato questa tesi e comunque Origene non ha parlato di reincarnazione. Per cui il dire che la Chiesa antica abbia accettato la teoria della reincarnazione è privo di serio fondamento storico, anzi i Padri polemizzarono contro di essa (Giustino, Ireneo, Tertulliano, Gregorio di Nissa)

I passi del Vangelo citati a sostegno della reincarnazione sarebbero: Matteo 11,14 «E se lo volete accettare egli (Giovanni) è quell'Elia che deve venire», ma l'allusione all'identità tra Elia e Giovanni Battista è respinta proprio da quest'ultimo: «Allora gli (a Giovanni Battista) chiesero: "Che cosa (sei) dunque? Sei Elia?". Rispose: "Non lo sono". "Sei tu il profeta?". Rispose: "No".» (Giovanni 1,21-22). Gesù indicava in Giovanni Battista semplicemente il profeta per eccellenza che preparava la strada al Signore (come il profeta Elia era stato chiamato a far conoscere il disegno di Dio al popolo ebreo) e non che Giovanni Battista fosse Elia tornato sulla terra.

Un altro spunto verrebbe dall'opinione che Erode vedesse in Gesù Giovanni Battista tornato in vita: «Si diceva: "Giovanni il Battista è risuscitato dai morti e per questo il potere dei miracoli opera in lui (Gesù)"» ( Marco 6,14-16), ma questa espressione - dicono gli esperti - non fu altro che una ipotesi personale di Erode.

Cosa vuol dire reincarnazione? Secondo questa credenza, l'anima o l'elemento psichico dell'essere umano è immortale e riceve o prende corpi diversi in esistenze successive. Per lo stesso individuo ci sarebbero successioni di nascite e morti (si parla di nuova nascita, stati successivi dell'anima, trasmigrazione, metempsicosi).

Con sfumature diverse, la reincarnazione è stata ammessa da numerosi popoli (formulata in modo sistematico con l'induismo e il buddismo, la si trova anche nell'occidente antico, tra i celti, gli adepti dell'orfismo, in Pitagora, Platone, Plotino, Virgilio, gli gnostici cristiani, i manichei, i catari, nella kabbala ebraica).

Ripresa con interesse durante l'illuminismo, poi nella teosofia e negli ambienti esoterici, la teoria della reincarnazione ora rivive una nuova stagione tra i cultori della New Age. C'è però differenza fondamentale tra la dottrina orientale della reincarnazione e quella occidentale contemporanea. Per l'induista o il buddista il ciclo delle rinascite è una punizione: si prende un altro corpo per espiare gli errori della vita precedente e poter annullarsi nel Brahaman (induismo) o accedere allo stato di Nirvana (buddhismo) anche attraverso forme di vita inferiore all'umana (si può anche entrare in esseri vegetali o animali). Per l'«orientalismo occidentalizzato» la reincarnazione è una nuova chance, un'occasione positiva per ricuperare una vita anteriore fallita. Secondo questo modello si crede che l'essere umano possieda in sé la facoltà di accedere per natura a stati di coscienza diversi che gli permetterebbero di entrare in una dimensione fuori dello spazio-tempo (stati superiori di coscienza); si è affascinati quindi tanto dall'ipotesi di vite anteriori, quanto da quella di vite ulteriori.

La reincarnazione è in pratica una autorealizzazione dell'uomo, fondata sulle teorie dell'evoluzione e delle forze interne trasformatrici dell'universo.

Vita eterna: un dono di Dio. La prospettiva della reincarnazione non è accettabile nel cristianesimo, prima di tutto per la differente visione dell'uomo, del mondo e di Dio e poi perché renderebbe inutile la redenzione operata da Gesù Cristo: tutto il Nuovo Testamento è su questa linea.

1. La lettera agli Ebrei (9,27) è specifica sul fatto che «si muore una sola volta, dopo di che viene il giudizio».

2. La salvezza non dipende dal nostro sforzo personale. A tutti i credenti, è vero, Cristo ha dato il potere di vincere il male, ma questa è una vittoria che conseguiamo solo se ci rivestiamo dell'armatura di Dio (cfr. Efesini 6,11), se lo lasciamo operare e accettiamo di fare quanto di bene la coscienza ci spinge a fare. Egli, dice sempre la lettera agli Ebrei (5,9): «divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono». Allora lo Spirito Santo compirà in noi la salvezza e così, malgrado la nostra debolezza, saremo vittoriosi perché trionferà in noi la potenza di Cristo.

3. Si spiega così l'inutilità di dover vivere numerose vite a scopo di purificazione e salvezza come credono i cultori della reincarnazione: ciò non basterebbe mai per giungere al traguardo finale. La purificazione, la liberazione dal male, il perdono, la comunione con Dio, la vita eterna non sono opera dell'uomo, ma un dono del Cristo risorto.

L.ROSSI

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