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Novità - Suor Pura Pagani - la suorina di Verona che faceva miracoli come Padre Pio

domenica 2 agosto 2009

Il Dio della Misericordia

Il termine Misericordia compare nel Vecchio come nel Nuovo Testamento. Le Sacre Scritture sono intrise di una Misericordia sempre attiva di Dio presso gli uomini. E’ l’espressione più alta del suo amore che si manifesta attraverso il perdono dei peccatori in modo illimitato. L’Amore, quello vero, esige questo. Colui che ama è in qualche modo “dipendente” dall’amato ed è disposto ad un continuo perdono, ad esercitare su di lui, una Misericordia senza fine, al punto da giustificare persino i suoi oppressori, persecutori e assassini (“Padre perdonali perchè non sanno quello che fanno”. Questa fu la frase pronunciata da Gesù dall’alto della croce, quando ormai ogni speranza di accoglimento della “Buona Notizia” presso gli uomini era naufragata).

In questa particolarità possiamo in parte comprendere la grandezza spirituale dei santi.

La risposta e l’adesione di questi “campioni di santità” alla volontà di Dio, è stata sempre totale e senza alcuna riserva per se stessi. Il loro era un continuo ininterrotto “sì d’amore”, lo stesso pronunciato da Maria Vergine all’angelo annunciatore dell’Incarnazione divina.

In un documento pontificio leggiamo: “Ai nostri tempi la sensibilità spirituale del popolo cristiano verso la Misericordia di Dio e le sue meraviglie è cresciuta enormemente e il culto della medesima Misericordia è oggi largamente diffuso. Di certo, in maniera notevole vi ha contribuito l’enciclica “Dives in Misericordia” del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, datata 1980, nella quale, come è noto…si esalta la Divina Misericordia, che trova la manifestazione vertice nel Ministero Pasquale del Cristo, che ora veramente si rende perpetuo nella Chiesa durante la celebrazione eucaristica”.

Il documento continua spiegando che è stato per esplicito comando di Giovanni Paolo II che ciò è avvenuto, con una revisione accurata del testo da parte sua, perchè “nell’eucologia del Messale Romano fosse posta in particolare luce la Misericordia di Dio”. Il testo finisce con queste parole: “Dio conceda la lode e l’amore verso la Misericordia di Dio ogni giorno e con abbondanza fioriscano fino a quando la Misericordia che è ab aeterno, nel cielo eternamente potrà essere glorificata”.[1]

Giovanni Paolo II, arrivato al soglio di Pietro non nascose la spina segreta del suo cuore: “Fin dall’inizio del mio ministero, ritenevo questo messaggio come mio particolare compito. La Provvidenza me l’ha assegnato, nella situazione contemporanea dell’uomo nella Chiesa e nel mondo (Collevalenza, Santuario dell’Amore Misericordioso - 22 novembre 1983).[2]

Nelle parole del Santo Padre è condensata la missione che lo vede impegnato nel trasmettere nuove e semplici forme di culto della Misericordia Divina “suscitando un rinnovamento religioso nello spirito”, accompagnate dall’assoluta condizione delle opere di misericordia verso il prossimo.

Il Santo Padre rafforzava l’analisi con queste parole: “La missione continua e stà portando frutti sorprendenti. Questo è senza dubbio un segno dei tempi - un segno del nostro XX secolo. Dove quindi, se non nella Divina Misericordia, il mondo può trovare lo scampo e la luce della speranza? I credenti lo intuiscono perfettamente”.[3]



[1] Tuttavia Dio è libero di manifestare la sua Misericordia alle creature, nella misura e nel modo che ritiene più opportuno. Se è salva la libertà dell’uomo è salva anche quella di Dio nel concedere favori e grazie. Anche se il Signore è prodigo di grazie e premia più di quanto ci attendiamo e a tutti gli uomini concede le grazie per salvarsi, è bene chiedere con insistenza la grazia del perdono e della Misericordia.

[2] In occasione appunto della visita al Santuario di Madre Speranza. La religiosa era ancora in vita e fu molto onorata di avere una visita così importante. Era, per lei, il sigillo di Dio sulla Sua Opera.

[3] Anche se molti uomini sminuiscono il concetto di Misericordia e con il loro cattivo esempio allontanano i fedeli da essa. Giovanni Paolo II nella sua “Dives in Misericordia”, scrive che “la mentalità contemporanea, forse più di quella dell’uomo del passato, sembra opporsi al Dio di misericordia e tende, altresì, ad emarginare dalla vita e a distogliere dal cuore umano l’idea stessa della misericordia. La parola e il concetto di misericordia sembrano porre a disagio l’uomo, il quale, grazie all’enorme sviluppo della scienza e della tecnica, non mai prima conosciuto nella storia, è diventato padrone ed ha soggiogato e dominato la terra”

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