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"Chi salva un'anima, ha assicurata la propria alla felicità eterna" (Sant'Agostino).

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Novità - Suor Pura Pagani - la suorina di Verona he faceva miracoli come Padre Pio

sabato 8 agosto 2009

CHI CI SEPARERA' DALL'AMORE DI DIO?

"Ne la croce, ne la persecuzione, o la maldicenza e persino la morte potrà separarci dall'amore di Dio". Così gridava Pietro al suo amico Paolo mentre si avviava al patibolo. Così ci ripete dal Cielo Colui che per primo ha dato tutto se stesso per amore dei suoi amici: Gesù Cristo, Figlio di Dio, nostro Salvatore.
La vita quotidiana è costellata di sofferenze, delusioni, fallimenti, dolore...ci sono momenti in cui la nostra fede vacilla e la nostra speranza viene meno. Ma nulla può scalfire la purezza dei nostri cuori, l'amore del quale siamo stati resi partecipi grazie al sacrificio cruento di Gesù.
"Io sono con voi, fino alla fine del mondo", ha detto ai suoi apsotoli mentre saliva al Cielo. "Non abbiate paura" esortava Giovanni Paolo II - "aprite le porte a Cristo, anzi spalancate le porte a Cristo" affinchè Egli entri nei vostri cuori e li riempia di santi desideri. Chi potremo avere come nostro migliore alleato se non Cristo Gesù, il Figlio del Dio vivente, Colui che sempre mantiene le promesse? Chi potremmo cercare se non Lui che ci ha amato fin dal principio e che ha cercato ciascuno di noi per renderlo partecipe del suo Regno? Quale migliore promessa se non quella della vita eterna, per sempre nella casa del Padre?
Potremmo mai gettare al vento un simile tesoro? O farci beffe di chi accumula tesori per il Cielo e non tiene conto delle delizie del mondo?
Tutti compariremo davanti al giudizio di Dio e tutti dovremo rispondere dei doni ricevuti. Perchè quando farà sera, ci ricorda San Paolo della Croce, saremo giudicati sull'Amore.
Cosa è l'amore? Quello spirituale intendiamo? Ce lo ricorda Gesù stesso: "Essere disposti a dare tutto, senza ritenere nulla, fino alla morte". Pochi sanno amare in modo perfetto, molti sono chiamati, pochi sono quelli che rispondono.
Gesù delle misericordie, insegnaci ad amare, tocca i nostri piccoli cuori ed infiammali con il Tuo Amore, affinchè per mezzo Tuo impariamo ad amare i tuoi fratelli più piccoli, gli ammalati, i poveri, i derelitti, i perseguitati, gli oppressi, tutti quelli che grazie al loro sacrificio erediteranno il Regno promesso e vivranno per sempre accanto a Te, unico vero bene.

domenica 2 agosto 2009

Il Dio della Misericordia

Il termine Misericordia compare nel Vecchio come nel Nuovo Testamento. Le Sacre Scritture sono intrise di una Misericordia sempre attiva di Dio presso gli uomini. E’ l’espressione più alta del suo amore che si manifesta attraverso il perdono dei peccatori in modo illimitato. L’Amore, quello vero, esige questo. Colui che ama è in qualche modo “dipendente” dall’amato ed è disposto ad un continuo perdono, ad esercitare su di lui, una Misericordia senza fine, al punto da giustificare persino i suoi oppressori, persecutori e assassini (“Padre perdonali perchè non sanno quello che fanno”. Questa fu la frase pronunciata da Gesù dall’alto della croce, quando ormai ogni speranza di accoglimento della “Buona Notizia” presso gli uomini era naufragata).

In questa particolarità possiamo in parte comprendere la grandezza spirituale dei santi.

La risposta e l’adesione di questi “campioni di santità” alla volontà di Dio, è stata sempre totale e senza alcuna riserva per se stessi. Il loro era un continuo ininterrotto “sì d’amore”, lo stesso pronunciato da Maria Vergine all’angelo annunciatore dell’Incarnazione divina.

In un documento pontificio leggiamo: “Ai nostri tempi la sensibilità spirituale del popolo cristiano verso la Misericordia di Dio e le sue meraviglie è cresciuta enormemente e il culto della medesima Misericordia è oggi largamente diffuso. Di certo, in maniera notevole vi ha contribuito l’enciclica “Dives in Misericordia” del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, datata 1980, nella quale, come è noto…si esalta la Divina Misericordia, che trova la manifestazione vertice nel Ministero Pasquale del Cristo, che ora veramente si rende perpetuo nella Chiesa durante la celebrazione eucaristica”.

Il documento continua spiegando che è stato per esplicito comando di Giovanni Paolo II che ciò è avvenuto, con una revisione accurata del testo da parte sua, perchè “nell’eucologia del Messale Romano fosse posta in particolare luce la Misericordia di Dio”. Il testo finisce con queste parole: “Dio conceda la lode e l’amore verso la Misericordia di Dio ogni giorno e con abbondanza fioriscano fino a quando la Misericordia che è ab aeterno, nel cielo eternamente potrà essere glorificata”.[1]

Giovanni Paolo II, arrivato al soglio di Pietro non nascose la spina segreta del suo cuore: “Fin dall’inizio del mio ministero, ritenevo questo messaggio come mio particolare compito. La Provvidenza me l’ha assegnato, nella situazione contemporanea dell’uomo nella Chiesa e nel mondo (Collevalenza, Santuario dell’Amore Misericordioso - 22 novembre 1983).[2]

Nelle parole del Santo Padre è condensata la missione che lo vede impegnato nel trasmettere nuove e semplici forme di culto della Misericordia Divina “suscitando un rinnovamento religioso nello spirito”, accompagnate dall’assoluta condizione delle opere di misericordia verso il prossimo.

Il Santo Padre rafforzava l’analisi con queste parole: “La missione continua e stà portando frutti sorprendenti. Questo è senza dubbio un segno dei tempi - un segno del nostro XX secolo. Dove quindi, se non nella Divina Misericordia, il mondo può trovare lo scampo e la luce della speranza? I credenti lo intuiscono perfettamente”.[3]



[1] Tuttavia Dio è libero di manifestare la sua Misericordia alle creature, nella misura e nel modo che ritiene più opportuno. Se è salva la libertà dell’uomo è salva anche quella di Dio nel concedere favori e grazie. Anche se il Signore è prodigo di grazie e premia più di quanto ci attendiamo e a tutti gli uomini concede le grazie per salvarsi, è bene chiedere con insistenza la grazia del perdono e della Misericordia.

[2] In occasione appunto della visita al Santuario di Madre Speranza. La religiosa era ancora in vita e fu molto onorata di avere una visita così importante. Era, per lei, il sigillo di Dio sulla Sua Opera.

[3] Anche se molti uomini sminuiscono il concetto di Misericordia e con il loro cattivo esempio allontanano i fedeli da essa. Giovanni Paolo II nella sua “Dives in Misericordia”, scrive che “la mentalità contemporanea, forse più di quella dell’uomo del passato, sembra opporsi al Dio di misericordia e tende, altresì, ad emarginare dalla vita e a distogliere dal cuore umano l’idea stessa della misericordia. La parola e il concetto di misericordia sembrano porre a disagio l’uomo, il quale, grazie all’enorme sviluppo della scienza e della tecnica, non mai prima conosciuto nella storia, è diventato padrone ed ha soggiogato e dominato la terra”

LA SACRA BIBBIA INTERATTIVA

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