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"Chi salva un'anima, ha assicurata la propria alla felicità eterna" (Sant'Agostino).

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Novità - Suor Pura Pagani - la suorina di Verona he faceva miracoli come Padre Pio

mercoledì 22 luglio 2009

IL PARADISO - IL PREMIO DEGLI ELETTI NELLA VISIONE CATTOLICA

Vediamo come descrivono il Paradiso alcuni santi:
"S. Tommaso d’Aquino ritiene che tutto l’universo...è destinato a far parte della città della gloria eterna.
S. Anselmo, Dottore della Chiesa è convinto che nel grandioso e magnifico giardino del Paradiso, si troveranno tutte le creature corporali rinnovellate e perfezionate, e sarà perpetuamente adorno di piante e di fiori profumati. E aggiunge: E’ certo che in Paradiso nulla mancherà di quanto gli eletti desiderano trovarvi...
Santa Teresa d’Avila che ebbe la grazia di contemplare il Paradiso scrive: "Quanto è mai lunga all’esule questa affannosa vita!
Quanto mai duri i vincoli che m’hanno ormai sfinita!..."(Il Paradiso - Sac. Riccardo Ferrari - pagg.15,16 - ed. fuori commercio).
La classificazione del Paradiso in società o Cieli viene confermata anche dalla dottrina cristiana che distingue la Patria Celeste in 1°-2° e 3° Cielo. Ne parla San Paolo nelle sue lettere ed è verità di fede che appare nelle sacre scritture.
Il sacerdote Riccardo Ferrari scrive che in Paradiso "le anime degli eletti si collocheranno nei vari Cori angelici a seconda dei loro meriti, delle virtù vissute, e del grado di grazia e di gloria.
Nel cielo dei cieli, è presente in modo tutto particolare la SS. Trinità, il Padre, il Figlio Gesù vero Dio e vero uomo e lo Spirito Santo; inoltre la Madonna santissima, mamma di Gesù redentore, con S. Giuseppe suo sposo...
Come saranno le persone che entrano in Paradiso? si chiede Riccardo Ferrari! Ecco la risposta:
"Noi sappiamo ben poco...ma Gesù ci ha fatto conoscere...come saranno i beati del Paradiso...".
...Dopo la risurrezione gli uomini le donne non si sposeranno più, ma saranno come gli Angeli di Dio nel cielo". (Mt.22,29)...saranno indipendenti dalla materia, dallo spazio e dal tempo; avranno una intelligenza assai penetrante, nella conoscenza di Dio, delle persone e dell’universo; possederanno una volontà immutabile nell’amore di Dio e del prossimo; conosceranno ciò che avviene nel mondo e potranno aiutare e assistere chi chiede il loro aiuto". (Il Paradiso - sac. Riccardo Ferrari - pagg.20,21,24 - ed. fuori commercio).
Esistono anche racconti immaginari e fantasiosi del Paradiso che dovrebbe corrispondere a quello che ciascun di noi si aspetterà di trovare. Leggiamo una descrizione del Paradiso fatta da un’anima che rivela il suo stato di beatitudine nei cieli tratta da una rivelazione da prendere con beneficio di inventario:
"...Il Paradiso è il luogo più bello che ci sia. Quì è bello, gli alberi sono tutti in fiore. L’erba è di un verde così tenero, che non smetto di rimirarla e gli uccelli esprimono la loro gioia con un cinguettio fiabesco, che trasporta la mia anima in una pace interamente nascosta in Dio. Il firmamento è di un bleu azzurro, non paragonabile con il più bel cielo della terra. Gli animali che ci circondano sono fiduciosi e avidi delle nostre carezze...
La terra prima del peccato somigliava al Paradiso, di cui era la copia materializzata...(Comunicazioni dall’aldilà - Suor Beghe - pagg. 71-72 - Ed. Segno).

Costituzione del Paradiso.

E’ parere di molti che il Paradiso non sia stato creato, non ha per così dire avuto inizio perchè esiste da sempre, come Dio, che è "CoLui che è, l’attualità costante". Sappiamo anche che certe dottrine affermano che il luogo della gioia eterna entrerebbe a far parte della creazione da un determinato momento della storia del mondo.
Questa tesi non ci sembra del tutto errata anche se si tratta di un ipotesi di lavoro. Qualcosa del genere si legge sui testi sacri, dove troviamo che il Paradiso è nato con Adamo ed Eva ed è riconducibile in qualche modo a quel bellissimo giardino che Dio aveva creato per loro, il giardino dell’Eden.
Non sappiamo nemmeno tra l’altro con certezza se il Paradiso di oggi coincide con quello di ieri, se cioè quando entreremo nella vita eterna, il padre Celeste ci ricondurrà in quel giardino magnifico dal quale all’inizio dei secoli aveva cacciato Adamo ed Eva rei della colpa originale.
La letteratura mistica riporta molte testimonianze di santi che già in questa vita hanno visualizzato i luoghi e le gioie ineffabili del Paradiso. Don Amorth a questo proposito dice: "E’ molto significativo questo fatto, perchè in realtà non ci hanno saputo dire niente. Quando San Paolo è stato rapito al terzo Cielo afferma: "Lingua umana non può esprimere la felicità che il Signore ha preparato per coloro che lo amano". Così anche San Tommaso d’Aquino che ha scritto tanto, quando ha avuto una visione del Cielo... "Ecco – dice - non si puo’ esprimere".
Direi che il linguaggio e le concezioni umane non sono tali da poter esprimere la felicità del Paradiso".

Gradi di beatificazione.

Durante il colloquio con Don Amorth abbiamo parlato di gradi di beatificazione. Ecco quanto ha detto:
"Il Signore dà a ciascuno quello che ha meritato. Ognuno raccoglierà quello che ha seminato. Chi ha meritato di più avrà una gloria maggiore. San Paolo ci invita ad ammirare questa differenza dicendo: "Guardate un cielo stellato, tutte le stelle brillano, però c’è quella che brilla di più e quella che brilla meno -. Ci si potrà chiedere, come può essere interamente felice un’anima in Cielo nel vedere che un’altra anima brilla più della sua?
Anche Dante ha cercato di affrontare il problema nella sua "Commedia".
La risposta è semplice: perchè la sua capacità di gioia è interamente soddisfatta e non potrebbe contenerne di più.
In fondo l’esempio della sorella maggiore di Santa Teresina è quello più calzante.
Per spiegare questa differenza e questa pienezza, riempiva completamente un ditale di acqua e il bicchiere dove beveva il padre, che era poco più grande di quello in cui bevevano le figlie. Poi chiedeva: - Quale è più pieno?
Ella rispondeva - Sono pieni tutti e due, non ci sta più una goccia d’acqua, nè nel ditale, nè nel bicchiere. Ecco, così sarà la Gloria nei Cieli nelle sue diversità di beatificazione.
Sono paragoni banali per darci un’idea di come tutti saranno felici pur essendoci differenza in base ai meriti di ciascuno. Non ci saranno più invidie, nè gelosie, e siccome lo splendore di uno rallegra tutti, vedere un’anima più bella della nostra, significa che guardandola, contemplandola, proviamo una gioia ancora più grande, sarà lo spettacolo più bello, perchè il Paradiso è il Regno in cui tutto è messo in comune e non esistono egoismi.
Allora anche coloro che splendono di più sono di vantaggio e di gioia per coloro che splendono di meno".
Tommaso d’Aquino, gran dottore della Chiesa, scrive che i beati otterranno maggior gaudio nel vedere la pena dei dannati. Appare quasi un controsenso, una crudeltà, ma, dice lui: "Perchè la beatitudine dei santi riesca loro più gradita e maggiormente ne rendano grazie a Dio, viene loro concesso di vedere perfettamente la pena dei reprobi.(Storia dell’inferno Herbert Vorgrimler, pag.217 - Ed. Piemme 1995, Casale Monferrato).
"I corpi gloriosi - scrive ancora S. Tommaso - avranno anche splendore, e in ciò consiste la dote della chiarezza...maggiore o minore secondo la gloria del Beato. (Supplemento Summa Teologica vol.32 q.85 - 1).
TRATTO DA "TRA CIELO E TERRA - LE REALTA' INVISIBILI" DI BEPPE AMICO, REVERDITO EDIZIONI. COPYRIGHT 1996. TUTTI I DIRITTI RISERVATI. E' VIETATA LA RIPRODUZIONE SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELL'AUTORE. E' PERMESSA LA CITAZIONE CON LA MENZIONE DELL'OPERA, DELL'AUTORE E DELLA CASA EDITRICE.

1 commento:

  1. Penso che non sia corretto "ragionare in senso materialista" e dire che in Paradiso ci sono giardini piuttosto che fuori o uccellini e poi angeli e beati. E' una dimensione soprasensibile, e' visione di Dio più o meno intensa a seconda del grado di vicinanza dell'anima. E in questa visione allora ha senso collocare ogni elemento delizioso, come i giardini pieni di fiori, animali e poi colori meravigliosi, sorgenti cristalline e ogni cosa stupenda. "tutto il creato nella sua armonia e' presente nella Mente di Dio". Nessuno di noi può spiegare il Paradiso, ma "vedere Dio" significa trovare un Lui ogni bellezza compresa quella delle creature da Lui volute così variegate come le varie specie degli animali e delle piante. Inoltre ogni Anima ha il suo paradiso cioè la sua peculiare relazione di amore e gioia con Dio, nel quale essa vede (vedere nel senso di fare esperienza concreta non solo guardare passivamente) e quindi conosce le creature, quelle angeliche e le altre anime salvate come pure le creature dei regni animale, vegetale, minerale. Conoscere l'amore di Dio e il creato meraviglioso sarà gioia sempre nuova, io penso che allora ci sarà dato di pensare con estrema lucidità e di comprendere anche quei segreti del cosmo, della fisica e della metafisica che ora danno del filo da torcere agli scienziati. In Dio ciò che ora è mistero, ci sarà noto. Chi crede nella resurrezione finale di conseguenza crederà anche in una creazione rinnovata e ricondotta all'armonia. Chi e' cristiano crederà così che "il disegno del Padre è ricapitolare in Cristo ogni cosa, quelle del Cielo come quelle della terra". Quindi gli elementi terreni saranno rinnovati e integrati con quelli celesti. Ognuno e' libero di credere quello che vuole...c'è chibparla solo di pace e luce e gioia e c'è chi sostiene di avere avuto visioni di un aldilà ricchissimo delle cose più svariate e penso che entrambi stiamo dicendo la stessa cosa ma a diversi livelli di complessità e strutturazione.

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