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"Chi salva un'anima, ha assicurata la propria alla felicità eterna" (Sant'Agostino).

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Novità - Suor Pura Pagani - la suorina di Verona che faceva miracoli come Padre Pio

domenica 3 maggio 2009

IL PARADISO


“Coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio e che sono perfettamente purificati, vivono per sempre con Cristo. Sono per sempre simili a Dio, perchè lo vedono “cosi’ come egli è” (1 Gv 3,2), faccia a faccia...
Nel mondo vedevamo come in uno specchio…
Ora vediamo con gli occhi stessi di Dio.
...Questa vita perfetta, questa comunione di vita e di amore con la Santissima Trinità, con la Vergine Maria, gli angeli e tutti i beati è chiamata “il cielo”.
All’inizio di questo studio ci chiedevamo chi siamo, da dove veniamo, dove stiamo andando. Dopo aver compiuto insieme questo viaggio possiamo tentare una risposta. E’ la stessa che leggiamo sul Catechismo della Chiesa Cattolica:
“Il cielo è il fine ultimo dell’uomo e la realizzazione delle sue aspirazioni più profonde, lo stato di felicità suprema e definitiva....(Catechismo della Chiesa Cattolica, Libreria editrice vaticana - pag. 272).
Questo perciò è il senso del nostro viaggio: ritornare alla Casa del Padre.
Noi crediamo al Paradiso e alle altre realtà ultime solo grazie alla fede. Lo studio, la lettura delle Sacre scritture e un buon cammino sono fondamentali per chi desidera arrivare preparato alla fine. Frequentissimamente i profeti, gli evangelisti, i dottori della Chiesa hanno parlato del premio dei giusti. Lo stesso Gesù nei suoi tre anni di vita pubblica, nelle sue predicazioni, cita spesso la patria Celeste, il regno dei Cieli, la casa del Padre.
Possiamo considerare anche le testimonianze dei santi che nelle loro esperienze mistiche spesso riferiscono dei luoghi e degli stati dell’anima dei beati.
San Paolo nelle lettere ai Corinzi spiega di essere stato rapito nei Cieli e di aver visto la gloria degli eletti.
Molte le visioni e le rivelazioni di santi, ma poche, forse nessuna, le descrizioni che effettivamente ci danno una visione soddisfacente del Paradiso.
Il Cielo è - come dicono alcuni - la Patria della luce, il Regno dell’Amore. Luce vivissima che non ha eguali nel mondo, amore infinito, è il regno della luce, della comunione e dell’amore, in cui tutto è permeato d’amore e nel quale amore si trovano i beati in diversi gradi di beatificazione come andremo a spiegare fra poco.
Le anime dei giusti che vivono le ineffabili gioie del Paradiso, sembra possano interagire tra loro in una sorta di mutuo scambio, di gioia spirituale ed interiore, che procede da Dio e dalla visione di Dio, che è Tutto in tutti.
La visione beatifica come gioia principale dei Santi del Paradiso è l’elemento dal quale scaturiscono anche tutte gli altri gaudi, così come nell’inferno la pena del danno, cioè la lontananza da Dio, è il castigo dal quale scaturiscono tutti gli altri.
Già in questa vita la vicinanza di Dio è causa di bene e gioia, mentre la lontananza è causa di male e dolore.
Ed in Paradiso così come nell’inferno ognuno gode o soffre a seconda del grado di accoglimento della grazia di Dio, a seconda di come ha corrisposto al progetto al quale era chiamato, a seconda di quanto ha amato. Tutti verremo giudicati. E verremo giudicati sull’amore, insegna Madre Teresa.
I beati sono avvolti da un fuoco d’amore e ne vivono tutta l’intensità, che dà gioia perfetta e pienezza di gloria, secondo i meriti di ognuno, perchè ad ognuno Dio dà ciò che ha meritato.


Il Paradiso.


“Il nome Paradiso significa “Luogo di delizie”;...ove si gode la visione beatifica di Dio e, in lui, di ogni altro bene senza alcun male...
La Sacra Scrittura dell’Antico e Nuovo Testamento, parla continuamente, per ben 400 volte, del Paradiso...
S. Tommaso d’Aquino ricorda l’apparizione di sua sorella, liberata dal purgatorio, che gli apparve per ringraziarlo dei suoi suffragi e per assicurarlo che si trovava in Paradiso...(Il Paradiso - sac. Riccardo Ferrari - pagg.4,5,7 ed. fuori commercio).
Chiarissima la descrizione della gerarchia angelica di cui abbiamo detto qualcosa in apertura del presente lavoro.
Essa è formata da miriadi di schiere angeliche e divisa in Virtù Troni, Potenze e Dominazioni, ecc.
Ancora più precisa poi la differenza tra schiera e schiera, a seconda degli incarichi ad ognuna affidati: Angeli, Arcangeli, Cherubini e Serafini.
In buona sostanza le schiere angeliche formano quella che nel Vangelo gli evangelisti chiamano la milizia celeste, una sorta di esercito posto a difesa e a protezione del creato.
I compiti degli angeli come puri spiriti sono molteplici. Sappiamo che sono delegati ad esempio alla guida delle nazioni, al controllo e allo sviluppo della fauna e della flora, all’istruzione del genere umano, all’evoluzione dei pianeti e della scienza, a regolare le infinite energie e a controllare gli equilibri dell’intero universo. Esistono milioni e milioni di esseri di luce che assolvono questi compiti, ma poi ci sono anche angeli speciali, alcuni dei quali anche famosi, sono invocati per le loro particolari funzioni.
Raffaele, l’ Angelo della salute, dell’energia fisica, Gabriele, l’angelo della conoscenza, della scienza, colui che guida e istruisce a tempo debito l’umanità, che da sola non sarebbe riuscita a raggiungere il progresso tecnologico attuale, Michele, il protettore, più conosciuto e invocato e colui che vinse Lucifero durante la battaglia con gli angeli ribelli.
E infine, la categoria degli angeli custodi che sono stati incaricati dalla divina pietà di seguire l’uomo nel suo pellegrinaggio terreno, di guidarlo e di istruirlo, di aiutarlo e di illuminarlo, senza però condizionare il suo libero arbitrio e intervenire sulla sua volontà.
Ci sembra doveroso a questo punto dare una definizione dell’angelo, di questo perfetto essere di luce, che in pieno condivide il progetto divino e lo esegue senza ripensamenti o dubbi di alcun genere.
Il demonio durante un esorcismo confessò che gli uomini si rivolgono troppo poco agli angeli e soprattutto al loro angelo custode e che per questo molte grazie vanno sprecate. Gli uomini non possono capire quanto sia importante rivolgersi agli angeli di luce. Essi possono molto presso Dio.
L’angelo è un puro spirito, dotato di grandissima intelligenza e di libero arbitrio come l’uomo, ma diverso da quest’ultimo, che vive la sua prova terrena vincolato dal corpo fisico. Gli angeli non hanno ripensamenti e condizionamenti, la loro azione è immediata perchè illuminata dalla sapienza di Dio, del quale abbracciano pienamente la divina volontà.
Sono confermati nello stato di grazia, non possono peccare (hanno già sostenuto la prova di fedeltà all’inizio dei tempi), sono dotati di poteri soprannaturali di origine divina, possiedono doni che alcuni santi hanno avuto nel mondo, ma regolati sempre e solo dalla volontà divina.
Qualunque cosa facciano, sappiano o vedano gli angeli, è controllata e permessa da Dio, al quale sempre fanno riferimento. Anche gli angeli, senza che Dio lo voglia, non potrebbero agire.


Il Paradiso dei santi.


Vediamo come descrivono il Paradiso alcuni santi:
“S. Tommaso d’Aquino ritiene che tutto l’universo...è destinato a far parte della città della gloria eterna.
S. Anselmo, Dottore della Chiesa è convinto che nel grandioso e magnifico giardino del Paradiso, si troveranno tutte le creature corporali rinnovellate e perfezionate, e sarà perpetuamente adorno di piante e di fiori profumati. E aggiunge: E’ certo che in Paradiso nulla mancherà di quanto gli eletti desiderano trovarvi...
Santa Teresa d’Avila che ebbe la grazia di contemplare il Paradiso scrive: “Quanto è mai lunga all’esule questa affannosa vita!
Quanto mai duri i vincoli che m’hanno ormai sfinita!...”(Il Paradiso - Sac. Riccardo Ferrari - pagg.15,16 - ed. fuori commercio).

La classificazione del Paradiso in società o Cieli viene confermata anche dalla dottrina cristiana che distingue la Patria Celeste in 1°-2° e 3° Cielo. Ne parla San Paolo nelle sue lettere ed è verità di fede che appare nelle sacre scritture.
Il sacerdote Riccardo Ferrari scrive che in Paradiso “le anime degli eletti si collocheranno nei vari Cori angelici a seconda dei loro meriti, delle virtù vissute, e del grado di grazia e di gloria.
Nel cielo dei cieli, è presente in modo tutto particolare la SS. Trinità, il Padre, il Figlio Gesù vero Dio e vero uomo e lo Spirito Santo; inoltre la Madonna santissima, mamma di Gesù redentore, con S. Giuseppe suo sposo...
Come saranno le persone che entrano in Paradiso? si chiede Riccardo Ferrari! Ecco la risposta:
“Noi sappiamo ben poco...ma Gesù ci ha fatto conoscere...come saranno i beati del Paradiso...”.
...Dopo la risurrezione gli uomini le donne non si sposeranno più, ma saranno come gli Angeli di Dio nel cielo”. (Mt.22,29)...saranno indipendenti dalla materia, dallo spazio e dal tempo; avranno una intelligenza assai penetrante, nella conoscenza di Dio, delle persone e dell’universo; possederanno una volontà immutabile nell’amore di Dio e del prossimo; conosceranno ciò che avviene nel mondo e potranno aiutare e assistere chi chiede il loro aiuto”. (Il Paradiso - sac. Riccardo Ferrari - pagg.20,21,24 - ed. fuori commercio).

Esistono anche racconti immaginari e fantasiosi del Paradiso che dovrebbe corrispondere a quello che ciascun di noi si aspetterà di trovare. Leggiamo una descrizione del Paradiso fatta da un’anima che rivela il suo stato di beatitudine nei cieli tratta da una rivelazione da prendere con beneficio di inventario:
“...Il Paradiso è il luogo più bello che ci sia. Quì è bello, gli alberi sono tutti in fiore. L’erba è di un verde così tenero, che non smetto di rimirarla e gli uccelli esprimono la loro gioia con un cinguettio fiabesco, che trasporta la mia anima in una pace interamente nascosta in Dio. Il firmamento è di un bleu azzurro, non paragonabile con il più bel cielo della terra. Gli animali che ci circondano sono fiduciosi e avidi delle nostre carezze...
La terra prima del peccato somigliava al Paradiso, di cui era la copia materializzata...(Comunicazioni dall’aldilà - Suor Beghe - pagg. 71-72 - Ed. Segno).


Costituzione del Paradiso.


E’ parere di molti che il Paradiso non sia stato creato, non ha per così dire avuto inizio perchè esiste da sempre, come Dio, che è “CoLui che è, l’attualità costante”. Sappiamo anche che certe dottrine affermano che il luogo della gioia eterna entrerebbe a far parte della creazione da un determinato momento della storia del mondo.
Questa tesi non ci sembra del tutto errata anche se si tratta di un ipotesi di lavoro. Qualcosa del genere si legge sui testi sacri, dove troviamo che il Paradiso è nato con Adamo ed Eva ed è riconducibile in qualche modo a quel bellissimo giardino che Dio aveva creato per loro, il giardino dell’Eden.
Non sappiamo nemmeno tra l’altro con certezza se il Paradiso di oggi coincide con quello di ieri, se cioè quando entreremo nella vita eterna, il padre Celeste ci ricondurrà in quel giardino magnifico dal quale all’inizio dei secoli aveva cacciato Adamo ed Eva rei della colpa originale.

La letteratura mistica riporta molte testimonianze di santi che già in questa vita hanno visualizzato i luoghi e le gioie ineffabili del Paradiso. Don Amorth a questo proposito dice: “E’ molto significativo questo fatto, perchè in realtà non ci hanno saputo dire niente. Quando San Paolo è stato rapito al terzo Cielo afferma: “Lingua umana non può esprimere la felicità che il Signore ha preparato per coloro che lo amano”. Così anche San Tommaso d’Aquino che ha scritto tanto, quando ha avuto una visione del Cielo... “Ecco – dice - non si puo’ esprimere”.
Direi che il linguaggio e le concezioni umane non sono tali da poter esprimere la felicità del Paradiso”.


Gradi di beatificazione.


Durante il colloquio con Don Amorth abbiamo parlato di gradi di beatificazione. Ecco quanto ha detto:
“Il Signore dà a ciascuno quello che ha meritato. Ognuno raccoglierà quello che ha seminato. Chi ha meritato di più avrà una gloria maggiore. San Paolo ci invita ad ammirare questa differenza dicendo: “Guardate un cielo stellato, tutte le stelle brillano, però c’è quella che brilla di più e quella che brilla meno -. Ci si potrà chiedere, come può essere interamente felice un’anima in Cielo nel vedere che un’altra anima brilla più della sua?
Anche Dante ha cercato di affrontare il problema nella sua “Commedia”.
La risposta è semplice: perchè la sua capacità di gioia è interamente soddisfatta e non potrebbe contenerne di più.
In fondo l’esempio della sorella maggiore di Santa Teresina è quello più calzante.
Per spiegare questa differenza e questa pienezza, riempiva completamente un ditale di acqua e il bicchiere dove beveva il padre, che era poco più grande di quello in cui bevevano le figlie. Poi chiedeva: - Quale è più pieno?
Ella rispondeva - Sono pieni tutti e due, non ci sta più una goccia d’acqua, nè nel ditale, nè nel bicchiere. Ecco, così sarà la Gloria nei Cieli nelle sue diversità di beatificazione.
Sono paragoni banali per darci un’idea di come tutti saranno felici pur essendoci differenza in base ai meriti di ciascuno. Non ci saranno più invidie, nè gelosie, e siccome lo splendore di uno rallegra tutti, vedere un’anima più bella della nostra, significa che guardandola, contemplandola, proviamo una gioia ancora più grande, sarà lo spettacolo più bello, perchè il Paradiso è il Regno in cui tutto è messo in comune e non esistono egoismi.
Allora anche coloro che splendono di più sono di vantaggio e di gioia per coloro che splendono di meno”.
Tommaso d’Aquino, gran dottore della Chiesa, scrive che i beati otterranno maggior gaudio nel vedere la pena dei dannati. Appare quasi un controsenso, una crudeltà, ma, dice lui: “Perchè la beatitudine dei santi riesca loro più gradita e maggiormente ne rendano grazie a Dio, viene loro concesso di vedere perfettamente la pena dei reprobi.(Storia dell’inferno Herbert Vorgrimler, pag.217 - Ed. Piemme 1995, Casale Monferrato).
“I corpi gloriosi - scrive ancora S. Tommaso - avranno anche splendore, e in ciò consiste la dote della chiarezza...maggiore o minore secondo la gloria del Beato. (Supplemento Summa Teologica vol.32 q.85 - 1).

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