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Novità - Suor Pura Pagani - la suorina di Verona che faceva miracoli come Padre Pio

domenica 27 dicembre 2009

I misteri di Medjugorie raccontati da una delle veggenti

Riguardo ai misteri di Medjugorie vediamo che cosa ha detto la veggente Mirjana al direttore di Radio Maria Padre Livio Fanzaga durante un’intervista:

"PADRE LIVIO: Ecco Mirjana, passiamo al capitolo riguardante i dieci segreti. Ti dico con sincerità che non sono una persona curiosa, ma vorrei sapere tutto quello che è lecito sapere e che la Madonna vuole che si sappia. Essendo Direttore di Radio Maria sento al riguardo una precisa responsabilità.
MIRJANA: Padre Livio, dimmi la verità, da quando abbiamo cominciato questo nostro colloquio, tu aspetti questo momento. Hai già detto dall'inizio che questa è la cosa che ti interessa di più.

PADRE LIVIO: C'è un motivo personale che mi spinge ad avere al riguardo delle informazioni molto esatte. Da quanto ho letto, mi pare che questi segreti verranno resi noti al mondo mediante un sacerdote che tu hai scelto tre giorni prima che si realizzino. Allora, mi sono posto questo problema: se al tempo della rivelazione dei segreti io sarò ancora Direttore di Radio Maria, dovrò ogni volta informare la gente di quanto svelerà il sacerdote che tu hai scelto? Eccoti dunque messe con molta chiarezza le carte in tavola.
MIRJANA: Anche a me piace mettere le carte in tavola e ti dico subito che potrai informare tutti gli ascoltatori di Radio Maria. Non ci sono problemi per questo.

PADRE LIVIO: Va benissimo. Allora, Mirjana, tu hai avuto i dieci segreti già dal Natale 1982, quando sono terminate le apparizioni?.
MIRJANA: Forse è meglio che ti dica subito tutto quello che posso dire.
PADRE LIVIO: Dì pure tutto quello che puoi dire e poi io ti chiederò alcuni chiarimenti.
MIRJANA: Ecco io ho dovuto scegliere un sacerdote a cui dire i dieci segreti e ho scelto il padre francescano Petar Ljubicié. Devo dire che cosa succederà e dove dieci giorni prima che accada. Dobbiamo trascorrere sette giorni nel digiuno e nella preghiera e tre giorni prima egli dovrà dirlo a tutti e non potrà scegliere se dire o non dire. Egli ha accettato che dirà tutto a tutti tre giorni prima, così si vedrà che è una cosa del Signore. La Madonna dice sempre: "Non parlate dei segreti, ma pregate e chi sente me come Madre e Dio come Padre, non abbia paura di niente".

Tutti noi parliamo sempre di che cosa succederà nel futuro, ma chi di noi potrà dire se sarà vivo domani? Nessuno! Quello che la Madonna ci insegna è di non preoccuparci del futuro, ma di essere pronti in quel momento ad andare incontro al Signore e non invece perdere tempo a parlare dei segreti e di cose di questo genere.

Padre Petar, che adesso si trova in Germania, quando viene a Medjugorje, scherza con me e dice: "Vieni a confessarti e dimmi almeno un segreto adesso...".

Perché tutti sono curiosi, ma si deve capire che cosa è veramente importante. L’importante è che noi in ogni momento siamo pronti ad andare dal Signore e tutto quello che succede, se succede, sarà la volontà del Signore, che noi non possiamo cambiare. Possiamo cambiare solo noi stessi!

Chi prega non ha paura del futuro

PADRE LIVIO: Anche la Madonna insiste sul fatto che chi prega non ha paura del futuro. Il vero problema è quando ci allontaniamo dal suo cuore e da quello di Gesù.
MIRJANA: Certo, perché tuo padre e tua madre non ti possono fare nulla di male. Vicini a loro siamo al sicuro.
PADRE LIVIO: Ho letto un articolo recente su una rivista cattolica italiana che irrideva i segreti dicendo che, sommando tutti quelli dei sei veggenti, sarebbero cinquantasette e la buttava nel ridicolo. Che cosa puoi rispondere?
MIRJANA: Anche noi sappiamo la matematica, ma dei segreti non parliamo perché sono segreti.

PADRE LIVIO: Nessuno sa i segreti degli altri veggenti?
MIRJANA: Non parliamo di quello.
PADRE LIVIO: Non ne avete parlato fra di voi?
MIRJANA: Mai ne parliamo. Noi diffondiamo i messaggi della Madonna e quello he il Signore vuole che diciamo alla gente. Ma i segreti sono segreti e noi veggenti tra di noi non parliamo dei segreti.

PADRE LIVIO: Quindi tu non sai quali sono i nove segreti di Vicka e Vicka non sa quali siano i tuoi dieci segreti?
MIRJANA: Ecco non parliamo di questo. Questa è una cosa che è come se fosse dentro di me e so che di questa cosa non si parla.

PADRE LIVIO: Vicka è qui presente. Tu Vicka puoi confermare che non conosci i dieci segreti di Mirjana?
VICKA: Non ho mai avuto nessun bisogno di sapere quello che la Madonna ha detto a Mirjana. Credo che lo stesso lo ha detto anche a me e che i segreti sono uguali.

A proposito del terzo segreto

PADRE LIVIO: Adesso vediamo che cosa si può dire quanto al contenuto almeno di alcuni segreti. Mi pare che si possa dire qualcosa del terzo e del settimo segreto. Del terzo segreto che cosa ci puoi dire?
MIRJANA: Ci sarà un segno sulla collina delle apparizioni, come un dono per tutti noi, perché si veda che la Madonna è qui presente come nostra mamma.
PADRE LIVIO: Come sarà questo segno?
MIRJANA: Bellissimo!

PADRE LIVIO: Senti Mirjana, non voglio apparirti curioso e tanto meno indurti a dire qualcosa che non vorresti. Però, mi pare giusto che gli ascoltatori di Radio Maria possano sapere quello che la Madonna desidera o permette che si sappia. Per quanto riguarda il segno ti faccio una domanda precisa, però, se vuoi, evita pure di rispondere. Sarà un segno che ha un significato spirituale?
MIRJANA: Sarà un segno ben visibile, che non si poteva essere fatto con mani umane; una cosa del Signore che rimane.
PADRE LIVIO: È una cosa del Signore. Mi pare una affermazione piena di significato. Ma è una cosa che viene dal Signore, perché solo il Signore è onnipotente e la può fare, o perché il segno ha un significato spirituale e trascendente? Se il segno è una rosa, a me non dice niente. Se, invece, è una croce, allora mi dice molto.
MIRJANA: Non posso dire niente di più. Ho detto tutto quello che si poteva dire.
PADRE LIVIO: Comunque, hai detto tante belle cose.
MIRJANA: Sarà un dono per tutti noi, che non si può fare con mani umane e che è una cosa del Signore.

PADRE LIVIO: Ho chiesto a Vicka se io vedrò questo segno. Lei mi ha risposto che non sono così tanto vecchio. Allora voi sapete la data del segno?
MIRJANA: Sì, so la data.
PADRE LIVIO: Dunque sai, esattamente la data e in che cosa consiste. Tu, Vicka, sai la data?
VICKA: Sì, anch'io so la data

…e del settimo segreto

PADRE LIVIO: Adesso passiamo al settimo segreto. Che cosa è lecito sapere del settimo segreto?
MIRJANA: Ho pregato la Madonna se fosse possibile che almeno una parte di quel segreto si cambiasse. Lei ha risposto che dovevamo pregare. Abbiamo pregato moltissimo e lei ha detto che è stata modificata una parte, ma che ora non si può più cambiare, perché è la volontà del Signore che si debba realizzare.
PADRE LIVIO: Allora, se il settimo segreto è stato mitigato, significa che è un castigo.
MIRJANA: Non posso dire nulla.

PADRE LIVIO: Non potrà né essere ulteriormente mitigato e neppure abolito?
MIRJANA: No.
PADRE LIVIO: Tu, Vicka, sei d'accordo?
VICKA: La Madonna ha detto che il settimo segreto, come ha già detto Mirjana, è stato in parte cancellato con le nostre preghiere. Ma, siccome Mirjana sa più di me di queste cose, lei adesso risponde direttamente.
PADRE LIVIO: Insisto su questo punto perché qualcuno dice in giro che, se si prega, si può...
MIRJANA: Non è possibile che venga abolito del tutto. E’ stata tolta una parte e basta.
PADRE LIVIO: Insomma, è stato mitigato e ora si realizzerà necessariamente.
MIRJANA: Questo è quello che la Madonna ha detto a me. Non chiedo più queste cose perché non è possibile. Questa è la volontà del Signore e si deve fare.
I dieci segreti riguardano il mondo

PADRE LIVIO: Di questi dieci segreti c'è qualcuno che riguarda te personalmente o riguardano tutto il mondo?
MIRJANA: Io non ho segreti che riguardano me personalmente.
PADRE LIVIO: Quindi riguardano...
MIRJANA: Tutto il mondo.
PADRE LIVIO: Il mondo o la Chiesa?
MIRJANA: Io non voglio essere così precisa, perché i segreti sono segreti. Dico solo che i segreti riguardano il mondo.
PADRE LIVIO: Ti faccio questa domanda per analogia col terzo segreto di Fatima. Esso riguardava certamente i disastri della guerra che sarebbe venuta, ma anche la persecuzione alla Chiesa e infine l'attentato al Santo Padre.
MIRJANA: Non voglio essere precisa. Quando la Madonna lo vuole, dirò tutto. Adesso sto zitta.
PADRE LIVIO: Dobbiamo però dire che, nonostante i vent'anni che abbiamo alle spalle, il più deve ancora venire per quanto riguarda Medjugorje. Si direbbe che la Madonna ci ha preparato per momenti particolarmente impegnativi. Infatti i segreti riguardano il mondo in generale.
MIRJANA: Sì.

PADRE LIVIO: Tuttavia siamo certi che almeno il terzo è positivo.
MIRJANA: Sì.
PADRE LIVIO: Tutti gli altri sono negativi?
MIRJANA: Non posso dire nulla. Lei ha detto quello. Io sto zitta.
PADRE LIVIO: D'accordo, l'ho detto io, non tu.
MIRJANA: Come dice Gesù: "Tu hai detto questo". Lo dico anch' io: "Tu hai detto questo". Quello che potevo dire dei segreti, io l'ho detto.
PADRE LIVIO: Sì, ma bisogna che abbiamo le idee chiare e ordinate su quelle cose che è lecito sapere. Abbi un po' di pazienza se ti chiedo ancora qualche chiarimento. Tu di ogni segreto sai quando accadrà?
MIRJANA: Sì, ma veramente non voglio parlare dei segreti perché è la volontà della Madonna di non parlare.
PADRE LIVIO: Tu non dire quello che non si può, ma almeno dì qualcosa su quello che si può. Sai di ognuno quando accadrà. Sai anche dove?
MIRIANA: Anche dove.
PADRE LIVIO: Ho capito: sai dove e quando.

MIRJANA: Sì.
PADRE LIVIO: Queste due parole, dove e quando, sono molto importanti. Adesso vediamo come avviene il procedimento attraverso il quale i segreti vengono resi noti. La Madonna ti dirà qualcosa al momento debito? I dieci segreti verranno rivelati secondo l'ordine progressivo, cioè il primo, il secondo, il terzo e così via?
MIRJANA: Non posso dire nulla di più.
PADRE LIVIO: Non insisto. Che cosa puoi dire su una diceria che circola, secondo la quale tu avresti scritto i dieci segreti?'
MIRJANA: Guarda, Padre, se noi vogliamo proseguire l'intervista su cose importanti, cioè sulla Madonna e i suoi messaggi, io rispondo volentieri, ma dei segreti non parlo, perché sono segreti. Ci hanno provato tutti, dai sacerdoti ai comunisti, soprattutto con Jakov che aveva solo nove anni e mezzo, ma non sono mai riusciti a capire o a sapere qualche cosa. Lasciamo perciò questo argomento. Se succederà, sarà la volontà del Signore e questo l'abbiamo chiarito. L'importante è che la nostra anima sia pronta e preparata per trovare il Signore allora non dovremo preoccuparci né per il futuro e né per null'altro.

PADRE LIVIO: Quindi dobbiamo rimanere su quelle informazioni che tu ci hai dato all'inizio?
MIRJANA: Ecco, e basta
Il cuore di Maria e Gesù trionferà
PADRE LIVIO: Sinceramente c'è quanto basta per meditare a lungo.
MIRJANA: Quello è quanto la Madonna vuole che sappiamo.
PADRE LIVIO: Per quanto mi riguarda, obbedisco più che volentieri. L'ultima cosa che non ho ancora chiarito e alla quale neppure Vicka ha saputo rispondermi, e che perciò devo chiedere a te, è questa: la rivelazione dei dieci segreti, per bocca di Padre Petar, avverrà rendendo noto un segreto per volta, o tutti insieme in una sola volta? Non è una cosa da poco, perché se avverrà per dieci volte successive, rischieremo un infarto. Neanche questo ci puoi dire?
MIRJANA: Non posso.
PADRE LIVIO: Però tu lo sai?
MIRJANA: Si.
PADRE LIVIO: Benissimo. Ecco, lasciamo dunque questo argomento e chiudiamo la parentesi. Credo che sappiamo tutto quello che è necessario sapere.
MIRJANA: Che possiamo sapere!
PADRE LIVIO: Per quanto mi riguarda non voglio saperne di più, neanche mi fosse concesso. Preferisco aspettare con fiducia le sorprese di Dio. Non voglio neppure sapere se sarò vivo io. Mi basta sapere che lo sappia Dio. Ma ora vorrei cercare di capire il significato teologico e spirituale di tutto questo. Se colloco i dieci segreti nel contesto dei messaggi della Madonna, mi pare di poter dire che essi, anche se a prima vista possono costituire per noi un motivo di preoccupazione, in realtà sono una manifestazione della divina misericordia. Infatti, la Madonna in molti messaggi dice di essere venuta per costruire con noi il nuovo mondo della pace. Quindi l'approdo finale, cioè il punto di arrivo di tutto il piano della Regina della pace, è un golfo di luce, cioè un mondo migliore, più fraterno e più vicino a Dio.
MIRJANA: Sì, si. Sono sicura che alla fine vedremo questa luce. Vedremo il trionfo del cuore della Madonna e di Gesù.

Il messaggio del 1991

PADRE LIVIO: Mi pare molto importante riflettere su un messaggio del 1991, quando la Madonna ha chiesto una novena per poter realizzare a Medjugorje quello che ha iniziato a Fatima.

MIRJANA: Certamente.
PADRE LIVIO: Da quel messaggio appare chiaro che la Madonna ha iniziato a Fatima un piano il cui esito finale è il ritorno del mondo a Dio, o come lei dice, "il trionfo del suo Cuore immacolato" e un tempo di pace per tutta l'umanità.
MIRJANA: A me sembra, ma dico solo quello che penso io perché non me lo ha detto la Madonna, che Medjugorje venga come mano prolungata di Fatima e che la Madonna porti a termine qui, quello che ha incominciato a Fatima. Ma questa è una mia opinione.
PADRE LIVIO: In base a che cosa sei arrivata a questa conclusione?
MIRJANA: Guardando un po' tutto quello che è successo.
PADRE LIVIO: Sto scrivendo un libro, il cui sottotitolo è il seguente: "Da Fatima a Medjugorje: il piano di Maria per la salvezza del mondo". Ti pare un sottotitolo giusto?
MIRJANA: Molto!
PADRE LIVIO: Molto?
MIRJANA: Molto!
PADRE LIVIO: Noi viviamo in un tempo di particolare manifestazione della divina misericordia e quindi anche questo capitolo dei segreti a me sembra come il passaggio degli Ebrei attraverso il mar Rosso, cioè un passaggio difficile verso un approdo di luce.
MIRJANA: Sì, ma io non lo chiamerei difficile, perché quando si accoglie la volontà del Signore, quando si accetta e quando si sa che Dio è tuo Padre, che ti vuole bene, anche tutte quelle croci che trovi sulla strada della tua vita le prendi con amore.
PADRE LIVIO: È proprio così.
MIRJANA: E non ti sono difficili, perché sai che, se le porti, aiuti il Signore con quelle croci.

"Dobbiamo essere pronti"

PADRE LIVIO: Bene, Mirjana, allora la Madonna non vuole che pensiamo troppo ai segreti, ma lei certamente ci sta preparando spiritualmente a dei momenti in cui ci vorrà tanta fede e tanta forza.
MIRJANA: Ma ogni giorno ci vuole tanta fede tanta forza.
PADRE LIVIO: Ci vuole un "vigilate e pregate" quotidiano.
MIRJANA: Si.
PADRE LIVIO: Mi sembra importante sottolineare l'importanza di "svegliarci dal sonno stanco delle nostre anime", come dice la Madonna. Infatti, dopo vent'anni di apparizioni, ci siamo come abituati e ogni volta aspettiamo il messaggio del mese successivo nella speranza che ci dica qualcosa di nuovo da raccontare in giro. Poi, quando arriverà il momento difficile o quello della prova, rischiamo di farci trovare addormentati come gli apostoli nel Getzemani. Mi pare che dobbiamo andare incontro al futuro con un atteggiamento spirituale di grande preparazione.
MIRJANA: Ma io credo che dobbiamo essere pronti ogni secondo.
PADRE LIVIO: Indubbiamente la vigilanza continua è un aspetto fondamentale della vita di ogni cristiano.
MIRJANA: Non solo dobbiamo essere pronti in futuro e affrontare il futuro con una grande preparazione, ma io tu, i nostri amici e tutti dobbiamo essere ogni momento preparati, perché non sappiamo quando...
PADRE LIVIO: Perché non sappiamo qual è il giorno e l'ora...
MIRJANA: Che Dio chiamerà me!

PADRE LIVIO: Non c'è dubbio che vi è anche, e io direi soprattutto, una chiamata personale.
MIRJANA: Ma se tutti saremo pronti ad ogni istante, sarà una chiamata bellissima.

martedì 1 dicembre 2009

Gesù nel ritorno in gloria

San Paolo nella lettera ai Romani è molto chiaro quando parla della manifestazione che Dio farà di sè agli eletti. Sentiamo: “Io penso che le sofferenze del tempo presente non siano assolutamente paragonabili alla gloria che Dio ci manifesterà. Tutto l’universo aspetta con grande impazienza il momento in cui Dio mostrerà il vero volto dei suoi figli.(Rom.8,18,19).

Tutto il creato attende con trepidazione la venuta di Gesù nella gloria, i tempi della Parusia, il compimento degli ultimi giorni, perchè in quel momento Dio sarà tutto in tutti. La preoccupazione dell’Apostolo convertito sulla via di Damasco è quella di evidenziare con molta chiarezza la brevità del tempo attuale, del pellegrinaggio terreno e la caratteristica eterna della vita del mondo che verrà.

Paolo di Tarso manifesta nelle sue lettere, non solo la realtà di una vita eterna, ma pure l’incomprensibile e misteriosa lotta che siamo costretti ad ingaggiare contro le passioni se vogliamo raggiungere il traguardo del Cielo. Ed è la sola fede che ci accompagna in questa battaglia. Ora vediamo come in uno specchio – dice l’apostolo – dopo vedremo con chiarezza. Adesso non possiamo comprendere ma possiamo solo intuire. Nella beatitudine dei santi potremo penetrare ogni realtà misteriosa.

Una riflessione sulle cose ultime è doverosa per coloro che dicono di essere cristiani, così come lo è pure per chi professa confessioni diverse.

Non ci pare un tema morboso questo, ma come diceva Arìes quello che è davvero “morboso, non è parlare della morte, ma tacerla”. Ed aggiunge: “Nessuno è più nevrotico di chi giudica nevrotico affrontare il discorso sulla propria fine”.

Tutti noi abbiamo provato in certi momenti un senso, pressochè costante di vuoto esistenziale, di inutilità, di consapevolezza che fino a che dura la vita presente non raggiungeremo il “Nirvana” dei Buddisti, o il Paradiso dei cristiani o dei mussulmani, non avremo ciò che veramente procura la piena felicità. La beatitudine, la santità.

Le società d’oggi si distolgono, si sviano, si disorientano con quello che Pascal definisce uno stordimento nelle svagatezze, il divertimento, la vita mondana, la ricerca di un’esistenza di agiatezza e comodità.

E qui è ancora il vangelo che ci mette sulla strada buona quando avverte con solennità che nemmeno tutti i beni della terra gioverebbero alla nostra causa se poi rischiamo di perdere il bene più prezioso: la felicità eterna.

Lo spirito lo sa perché è pronto – dice Gesù nell’orto degli Ulivi – ma la carne è debole. Il primo è mosso da un anelito di eterno e di trascendente, ha sete di soprannaturale. La seconda è materialità, passioni, sensazioni, che placano un desiderio momentaneo, ma che non da felicità durevole.

Mirabile l’esempio di Santa Teresa d’Avila che gridava a gran voce: “Dio solo basta”.

Ma vediamo di analizzare lo specifico contesto delle realtà ultime da un’altra angolatura.

Nell’ultimo periodo, soprattutto negli ultimi due anni, sembrano abbondare messaggi e profezie che parlano di una prossima venuta di Gesù in gloria, di un ritorno del Messia sulla terra. Questi messaggi e rivelazioni particolari, sono legate tutte da un’unica matrice, quella apocalittica. Infatti, spesso, si fa riferimento a catastrofi naturali e soprannaturali, a castighi divini, guerre, terremoti, epidemie, inondazioni, devastazioni e persecuzioni del popolo cristiano, caduta dei valori morali, crisi della Chiesa, ecc.

Certo, di fronte a tutto ciò, si resta sbigottiti ed è difficile riuscire capire se questi messaggi siano attendibili, se sono proclamati per ispirazione divina o se esiste una loro strumentalizzazione, o ancora se sono frutto di inganni che possono venire dall’uomo, dalla sua forma mentis.

Per riuscire a mettere in atto un buon discernimento critico, è più che mai necessario seguire un cammino di fede e nella preghiera chiedere incessantemente luce allo Spirito Santo e per mezzo suo ottenere le risposte alle domande che ci sovrastano. Quando si prega si possono comprendere molte cose. Il più delle volte si tratta di un’evidenza, di un’intuizione, di un pensiero, ma spesso l’illuminazione è così chiara e sicura che non si può certo mettere in dubbio che venga da Dio.

Riguardo al ritorno in gloria di Gesù, saremo ancor più recisi e radicali. Noi non possiamo aspettarlo se non nella Parusia, ai tempi della fine, nell’ultimo giorno. Così viene chiaramente detto nelle sacre Scritture.

Tutte le fantasticherie di un imminente ritorno fisico di Gesù sulla terra in un tempo intermedio sono storie che non hanno nessun credito e alle quali nemmeno i bambini crederebbero più.

Non vogliamo mettere tutto al bando sia chiaro! Ma dividere il grano dalla pula sì, ce lo dovete concedere; è nostro dovere in simili argomentazioni mettere al fuoco la zizzania e tenere i frutti buoni.

Quì ci preme saper scegliere i messaggi, meditarne i contenuti e discernere ciò che è buono.

La crisi dei valori esiste, come pure quella della Chiesa, del Magistero, del sacerdozio. E’ vero che mancano vocazioni, che la gente non si interessa più di religione, che è lontana dai sacramenti, dalla vita di comunità. Ma attenzione questo è un dato di fatto, è così evidente che non è necessario ricordarlo in un messaggio profetico.

La difficile situazione politica e sociale e molte altre situazioni analoghe di questo periodo sono annunciate anche nei libri canonici. Anche lì si parla di guerre, sommosse, cadute di regni e avventi di nuovi regimi, di catastrofi, epidemie, rivolte, attentati alla vita, persecuzioni e torture. Forse non ci saranno indicate le date, ma tra le righe possiamo comprenderne il significato spirituale ed attualizzarlo all’epoca che stiamo vivendo.

Molte volte è Gesù stesso che spiega quando verrà la fine, prima di lui anche i profeti ne hanno parlato. Le parole del Messia e quelle dei profeti vanno meditate, ma è necessario identificarne un corrispondente spirituale, perchè allora erano state pronunciate per quei tempi. Ora i tempi sono cambiati. E’ necessario riattualizzarle.

Ma di quale ritorno in gloria si parla allora nelle scritture evangeliche? Non di un ritorno fisico, così come le parole lo lasciano intendere, non in senso letterale dobbiamo comprenderle, ma in senso simbolico, cercando di capire ciò che fu detto allora e riattualizzarlo al tempo presente.

Più che un ritorno fisico e visibile, noi crediamo si tratti di un ritorno di Gesù nel cuore degli uomini, di un ristabilirsi di valori che promuovono la vita, di un rinnovamento del mondo per mezzo di una riconciliazione dell’umanità, delle creature al Suo Creatore.

E a proposito di messaggi che annunciano un tempo breve, un imminente castigo, che invitano a riconvertirsi e a riconciliarsi con il Signore che cosa dobbiamo pensare?

Anche su questo punto saremo recisi e radicali.

Noi crediamo che questo tempo non è breve perchè qualcosa ci minaccia o qualche castigo è in arrivo, ma perchè il tempo stesso del nostro pellegrinaggio è limitato e passa in fretta, perchè non sappiamo il momento della nostra morte, non conosciamo nè il giorno, nè l’ora. Del resto nei Vangeli l’invito è pressante: “Vigilate, non conoscete ne il giorno, ne l’ora, pregate per non cadere in tentazione perchè lo spirito è pronto, ma la carne è debole”. Infatti tutto potrebbe accadere, la morte è la realtà di ogni momento, il Signore potrebbe chiamarci in un tempo in cui avremmo potuto demeritarci la sua misericordia. E allora che sarà di noi?

Forse potremo mettere in pericolo la nostra salvezza ed allora i predicatori ci ammoniscono: “Il Signore viene come un ladro di notte”...e se troverà i suoi servi addormentati, come potrà giudicarli?

Abbiamo chiesto ad un eminente teologo un suo parere sull’argomento “seconda venuta di Gesù”. Ecco il pensiero di Cardinal Ersilio Tonini, da noi intervistato: “Bisogna stare attenti, perchè qualcuno pensa ad una specie di seconda incarnazione e questo è da rigettare. Io dico soltanto che nei tempi attuali è lo Spirito Santo in missione, è Lui adesso che ha il compito di guidare. Non ci sarà un ritorno in gloria di Gesù Cristo, perchè Lui è già quì, nell’Eucaristia e quando apparirà, apparirà nella gloria.[1] Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria significa che Cristo trionferà attraverso la Madre, perchè attraverso Lei sarà conosciuto ovunque il Figlio di Dio. Anche il concetto di castigo purificatorio così come lo formulano molti è sbagliato, perchè Dio ha sempre detto che bisogna prepararsi alle prove e non possiamo dare corpo a tante fantasticherie, dobbiamo solo tenerci pronti a seguirlo da dovunque venga.

Non è vero che il Papa intendesse, con le parole pronunciate a Fulda in Germania, che sarebbe imminente l’arrivo di un castigo purificatorio.

In quell’occasione infatti quando chiesi al Papa: “Santo Padre non pensa che avremo il martirio presto in Europa?”, lui rispose: “Il martirio c’è già in Europa”. Cosa crede, che il comunismo non sia stato una prova terribile per l’est? La grande tribolazione è quella attuale e quando si dice che siamo in piena Apocalisse bisogna fare attenzione perchè la parola Apocalisse non significa solo castigo, ma rivelazione, svelamento. Siamo quindi nello svelamento della misericordia di Dio, nel tempo della Sua misericordia, nel tempo in cui, dopo che il messaggio cristiano ha prodotto una civiltà, tutto ciò verrà rimesso in questione. E’ questa la grande prova.

Più che di nuove guerre, io direi che si può parlare di eliminare quelle che ci sono. E’ un bel segno vedere cosa è accaduto nella Ex Jugoslavia, dove ci sono popolazioni di varie nazioni che un tempo combattevano fra loro e ora sono tutte insieme a morire per Sarajevo”.[2]

“La gioia totale avverrà solo al ritorno di Cristo – avverte don Giancarlo Pellegrini - il ritorno di Cristo porrà termine alla sua avventura umana se così possiamo dire. Egli si è mostrato risorto, ma sempre con le piaghe. Le piaghe rimangono, ma sono quelle che vivono nella Chiesa, non in Lui, perchè ormai Lui è risorto. Il giorno del ritorno sarà il giorno della fine di ogni sofferenza, spariranno le piaghe. Ci sarà solo il Cristo trionfante con la Sua Chiesa, cioè con i Suoi fratelli. Quando Cristo ritornerà per la Parusia, sarà nella gloria, non sarà una cosa che passerà inosservata, il segno sarà grande.

Anche don Pellegrini sembra d’accordo con noi quando dice che se vogliamo parlare di venuta intermedia di Gesù - dobbiamo intenderla come venuta nel cuore degli uomini, non come una specie di Giudizio in piccolo. Il Giudizio sarà uno e solo alla fine del mondo”[3].



[1] Nel tempo chiamato Parusia, corrispondente al Giudizio universale.

[2] Fonte privata dell’autore.

[3] Sebbene un Giudizio particolare preceda quello Universale. Ne parleremo meglio nelle prossime pagine.

Dio si uniforma alla temporalità dell'uomo

di Beppe Amico

“Io credo - afferma don Tomasi[1] - che il rapporto tra Dio e gli uomini stà in questi termini: da parte di Dio c’è un pensiero che permane nei confronti dell’uomo e questo pensiero, che è un progetto che si realizza, che giunge ad attuazione, porta in sè uno dei paradossi del cristianesimo. Come, una realtà infinita, una potenza infinita come quella di Dio, può essere bloccata dalla libertà finita dell’uomo che può dire no al suo progetto? Quì subentra il concetto di misericordia di Dio da una parte, una misericordia straordinaria, gratuita, incondizionata, Dio ama la sua creatura ed è disposto a fare qualsiasi cosa per lei e dall’altra parte una giustizia che arriva fino al punto di rispettare la libertà della sua creatura. In che modo è possibile conciliare questa tesi. Io dico sempre: “Se Dio ci ha creati, nel momento stesso in cui uno di noi si allontana da lui con una opzione fondamentale irreversibile e va verso la dannazione, poichè Dio ci ama, non porta una ferita in Dio? Come può Dio eternamente vivere sapendo che una sua creatura è eternamente dannata? Questo è uno dei misteri e Balthasar, famoso teologo, dice: “Io credo che l’inferno esista, perchè me lo dice la Chiesa, però spero che sia vuoto, che cioè la misericordia di Dio sia più grande della nostra libertà, della giustizia...”.

La debolezza di Dio

Un punto abbiamo per certo. Sappiamo che, nemmeno Dio, può nulla contro la libera volontà dell’uomo.

“Ci sono pagine bellissime di David Maria Turoldo - dice don Tomasi - che parlano di un Dio debole. Il cristianesimo afferma che la libertà dell’uomo, pur essendo finita, è una vera libertà che si gioca con delle scelte parziali, quotidianamente con delle scelte più o meno importanti, le quali scelte costruiscono quella che viene chiamata l’opzione fondamentale per cui l’anima delle creature si orienta verso Dio, oppure, al contrario contro Dio.

Io mi domando se è più importante affermare la mia libertà, la definitività che l’esercizio della mia libertà mi può dare nel bene o nel male o è più giusto credere che vale di più la misericordia di Dio sulla mia libertà e quindi vale la pena che Dio faccia violenza alla mia libertà per stare con lui.

Ranner disse che poichè la morte segna la fine dell’esercizio della libertà, quell’istante diventa un istante unico rispetto a tutti gli altri, cioè di un valore infinitamente alto.

Per cui è possibile che l’uomo in quell’istante - dice Ranner - e penso che Dio gli conceda questa grazia, cioè di fare una sintesi della sua vita, l’uomo possa anche rinnegare gli atteggiamenti negativi avuti durante tutta la sua vita.

A quel punto - afferma ancora Ranner - poichè è qualitativamente diverso rispetto a tutta la storia precedente, anche l’empio come dice il profeta Ezechiele vivrà. Ciò che conta quindi è l’ultima scelta. Poi Ranner è anche molto cauto e dice: “se questo è ipotizzabile, mi sembra molto improbabile che accada per coloro che tutta la vita hanno preferito la loro legge anzichè quella di Dio”.

Da una parte ipotizziamo sempre la possibilità per l’uomo di ravvedersi, dall’altra sappiamo che radicarsi nel male aumenta la difficoltà ad uscire dal meccanismo distorto del male.

Dio pertanto, venendo alla domanda che mi aveva posto, può modificare il progetto per aiutare l’uomo a ritornare a Lui.

Il pensiero di Dio del resto è solo questo: salvare l’uomo e fare in modo che la creatura sia amica del Creatore. Ora per raggiungere questo obbiettivo che è l’obbiettivo finale, metastorico, Dio può mettere sulla strada dell’uomo determinate opportunità. Io sono diventato sacerdote per esempio perchè ho avuto determinate opportunità.

E’ vero, come dice lei, che questo pensiero è in contrasto con la prescienza di Dio, ma il discorso è sempre quello: a noi non è dato di capire che fine hanno fatto tutti gli uomini che ci hanno preceduto. Dove sono i morti? Bisogna fare però questa considerazione, perchè la prescienza di Dio non è il vedere distaccato e l’impossibilità di intervenire nelle situazioni contingenti. Dio vede come va la storia e interviene, però gli interventi di Dio si confrontano con la libertà umana. Questo risulta essere uno dei grandi misteri del soprannaturale. La Chiesa ci insegna da una parte a non presumere della salvezza, cioè di ritenersi dei redenti, dei giusti, dei salvati, come i calvinisti, dall’altra di non dubitare della salvezza. Quindi nessuno deve avere la presunzione di dire che non verrà perdonato a causa degli enormi peccati che ha commesso”.

Consentiteci però questa domanda: se le cose stanno realmente così, l’uomo può fare solo delle microscelte nella sua vita, perchè il suo destino è segnato, preordinato. Non è vero?

Don Tomasi risponde così: “Mi viene in mente una frase di Agostino, il quale dice: “Dio premia quelli che sono i nostri meriti, ma che in realtà sono suoi doni”. Noi raggiungiamo un obbiettivo, credendo di averlo raggiunto con le nostre forze, ma in realtà ci siamo arrivati perchè qualcuno ci ha sostenuto, ci ha guidato e ci ha fatto passare per quelle vie che lui voleva.

Un esegeta dice che l’amore con cui noi amiamo e che è il senso della nostra vita, è l’amore di Dio in noi”. In pratica noi crediamo di amare, ma lo facciamo perchè qualcuno ci ama per primo. E questo è anche spiegato dalla psicologia dell’età evolutiva che dice appunto che l’individuo è capace di amare perchè è stato amato precedentemente.

Potremmo dire che Dio ha creato l’uomo e lo ha programmato in una certa maniera perchè raggiunga un certo risultato. Possiamo augurarci che Dio faccia in modo che nonostante le interruzioni e le deviazioni l’obbiettivo sia raggiunto ugualmente, però non possiamo dirlo con una certezza matematica. Quindi è vero che forse noi facciamo soltanto delle microscelte”.



[1] Mons. Tomasi di Trento, collaboratore del vescovo e professore di teologia.

Esistenza ed eternità dell’anima

Non crediamo ci sia bisogno di provare l’esistenza dell’anima, giacchè questa dovrebbe ritenersi cosa scontata, anche se la stragrande maggioranza degli uomini non crede ad una vita dopo la morte, ne di conseguenza crede di possedere un’anima immortale.
Qual’è il pensiero della Chiesa a riguardo? Ecco ciò che leggiamo in uno dei tanti documenti del Concilio Ecumenico II, che riassumiamo nelle sue parti salienti:
“...L’uomo, però, non sbaglia, a riconoscersi superiore alle cose corporali e a considerarsi più che soltanto una particella della natura...riconoscendo di avere un’anima spirituale e immortale, non si lascia illudere da fallaci finzioni che fluiscono unicamente dalle condizioni fisiche e sociali, ma invece va a toccare in profondo la verità stessa delle cose”. (Tutti i documenti del Concilio Ed. Massimo Milano - pagg.152-153 - IV -14c).
Padre Livio Fanzaga parla di un uomo a due dimensioni, una esteriore – il corpo – l’altra interiore, quasi divina – l’anima. Il noto predicatore afferma essere lo spirito come “il soffio di Dio”, “qualcosa che è della stessa sostanza di Dio”.(Sguardo sull'eternità – Padre Livio Fanzaga, Ed. Sugarco, pag.31). Egli afferma che proprio grazie a “questa profondità divina”, lo spirito, l’uomo dialoga con il suo Creatore ed è portatore del soffio divino a prescindere dalla religione a cui appartiene. Ogni uomo – dice Fanzaga – “ha in sè una luce che splende”. (Ivi, pag. 32). Per mezzo dell’anima spirituale l’uomo riceve Dio che abita in lui e che a lui si comunica.
Rahner definisce l’anima come “radicale apertura a Dio”, nel senso che in essa lo riceve e lo accoglie intimamente.
E’ stato effettuato un sondaggio tra gli italiani, relativamente al tema della vita eterna e della resurrezione dei corpi. Il quotidiano “Alto Adige” di Trento del 18 aprile 1995 titolava a tutta pagina: “Resurrezione negata” e il giornalista citava una parte dell’omelia dell’arcivescovo Giovanni Maria Sartori, eccone alcuni stralci insieme al commento dell’autore dell’articolo: “Vi confesso la mia preoccupazione - dice Mons. Sartori - ed il mio dolore nell’apprendere da una recentissima inchiesta attuata nella nostra Diocesi che solo la meta’, all’incirca, di coloro che pur si dicono cattolici, dichiara di credere nella resurrezione della carne e nella vita eterna...
Si tratta di un’indagine in grande stile commissionata dalle Diocesi di tutta Italia all’Università cattolica di Milano...
Tra i curatori del sondaggio a livello nazionale c’era in partenza la convinzione che alcune immagini di un certo catechismo - come la rappresentazione iconografica di inferno e paradiso - sono ora accettate a fatica dalla grande maggioranza di chi pure si dichiara credente. Si fa notare, dagli stessi studiosi, che pare di assistere ad una religiosità piuttosto centrata sul presente, portata per esempio, a rifiutare il castigo del male, nell’eterno dualismo tra quest’ultimo e il bene...”.
L’anima dell’uomo – stando al dogma cattolico - è quindi eterna, non è vincolata dai legami temporali del mondo (spazio-tempo). Essa è rivestita da un corpo materiale che serve per interagire nel mondo ed è uno dei più grandi misteri della creazione. L'anima è eterna e divina per volere di Dio. La dottrina a riguardo è scarsa, poco si affronta il tema dell’anima nelle chiese, i sacerdoti poco ne parlano durante le ore di catechesi e questa generica disinformazione è estremamente diffusa.
Non aiuta nemmeno il fatto che la gente sia così assorbita negli impegni quotidiani del mondo, impegnata a vivere nelle tante difficoltà di ogni giorno, al punto che sembra non avere più tempo e forse nemmeno voglia di occuparsi dell’immortalità dell’anima e tanto meno di fatti spirituali. A tutto ciò si aggiunge anche un’indifferenza pressochè generalizzata e forse anche una mancanza di volontà nell'approfondimento delle cose di fede da parte di molti cristiani. Chi per scetticismo, chi per pigrizia, chi per incredulità. I pretesti sono molti. Che cosa si può fare allora, alla luce della realtà odierna? Forse i predicatori dovrebbero essere più energici, rimboccarsi le maniche, riattualizzare il messaggio cristiano, forse dovrebbero meditarlo con i fedeli, chiarendo loro i concetti oscuri e difficili da comprendere.

Morte è vita

Parlare della morte, genera la vita, negare la morte provoca altra morte. Abbiamo un esempio palese davanti. Questi sono tempi di morta fede. Non abbiamo dimenticato solo la morte fisica, ma siamo morti dentro, interiormente ancor prima di morire nel corpo.
Spesso quando parliamo con la gente, proviamo motivo di desolazione nel constatare una ignoranza così generalizzata in fatto di fede e ci domandiamo come la Chiesa abbia potuto così tristemente fallire su questo punto.
Per chi pensa come noi non è difficile fare riferimento ad alcune profezie e apparizioni della Madonna in questo secolo di apostasia. Certo, dentro il nostro cuore serbiamo fiducia e confidenza nel Signore e abbiamo la certezza che Egli ci condurrà alla piena maturità in Cristo Gesù. Ma molte volte ci vediamo così impotenti nel comunicare questi concetti agli altri, da soffrirne intimamente.
Non per mancanza di coraggio, perchè sapremmo ben farlo, ma per l’incredulità dei nostri interlocutori che hanno finito di stupirsi dinnanzi a dichiarazioni così impegnative e solenni come quelle professate dalla fede cattolica, spesso scomode, spesso “scandalose”. E’ il loro esagerato raziocinio che sfiora la follia lucida, che nega davanti ad ogni evidenza; in tutto questo tuttavia troviamo motivo di consolazione con ciò che disse Abramo al Ricco Epulone: “I tuoi fratelli hanno la legge di Mosè e gli scritti dei profeti. Li ascoltino, se non si convincono con queste non si convinceranno nemmeno vedendo risorgere un morto”.

venerdì 13 novembre 2009

La sofferenza e il suo valore salvifico.

Secondo la dottrina della Chiesa cattolica, la sofferenza, qualunque essa sia, costituisce la vera tavola della salvezza.

Una sofferenza accettata e offerta a Dio, un mezzo per elevare e purificare lo spirito, ottenere grazia e santità.

Questa caratteristica è comune a moltissime religioni - non solo quella cattolica – che vedono nella sofferenza il modo per raggiungere le più alte vette dello spirito.

Non abbiamo qui molto spazio, ma qualche accenno lo possiamo dare.

Don Amorth si rivolge così a coloro che non sanno darsi una spiegazione del dolore e delle cose terribili che avvengono nel mondo e che secondo tanta gente, Dio potrebbe impedire o fermare. Questi ultimi talvolta lo accusano di indifferenza, sostenendo che spesso, anzi troppo spesso, Dio potrebbe intervenire e non lo fa.

“Dio non rinuncia mai ad essere il reggitore della storia umana - dice Don Amorth - anche se rispetta la grandezza che ha dato all’uomo, intelligente e libero. Non cessa di tenere in mano le sorti dell’umanità e anche se ci sono degli sbandamenti poi riesce sempre a risanare le cose.

Anche in questo caso dobbiamo riferirci ai libri sacri, alla Rivelazione, perchè tutta la storia di Israele ci mostra un popolo che si allontana continuamente da Dio e si da all’idolatria. Ecco perchè anche oggi la gente si allontana dalla fede, si dà a maghi e cartomanti, stregoni, sette, new age e compagnia. Però la scrittura ci dice anche come Dio richiama, richiama, richiama e poi permette che arrivi il castigo.

Ecco il primo esilio e poi il secondo, ma poi Dio risalva il suo popolo, lo richiama e lo ricostruisce. Lo riferiscono anche i profeti nelle scritture: - Qualche cosa di buono che sempre resta, questo seme che poi tornerà a svilupparsi -. E’ Dio, che rispetta il libero arbitrio dell’uomo, ma in una forma che noi non arriviamo a comprendere con esattezza...Egli non cessa di avere in mano le redini della storia”.

“Se vuoi essere un prediletto del Signore – recitano i passi evangelici - prendi ogni giorno la tua croce e segui Gesù”... e imita il suo esempio.

E’ importante saper accettare anche le piccole sofferenze, perchè solo sopportando quelle, riusciremo a portare anche le più grandi. Per questo – consigliano i predicatori - è opportuno di tutto fare una continua offerta al Signore.[1]

Inoltre agli occhi di Dio, anche la più piccola sofferenza, apparentemente insignificante secondo il nostro giudizio, ha un grande valore salvifico, se noi la offriamo a Lui con tutto il cuore.

Per comprendere il valore della sofferenza possiamo raccontarvi ciò che disse Padre Pio ad un suo figlio spirituale che un giorno chiese al frate quanto ancora avrebbe dovuto sopportare quella tribolazione:

“Figlio mio - disse Padre Pio - non arrossire davanti alla sofferenza, perchè quando un giorno dovessi riconoscere di non aver sofferto, inginocchiati davanti a Gesù sacramentato e chiedi perdono, perchè sicuramente ne avrai combinata una delle tue, chiedi perdono perchè il Signore ti ha tolto una delle grazie più grandi che potresti desiderare: la croce”.


[1] Il valore dell’offerta era molto diffuso nel popolo ebraico. Un tempo si elevavano olocausti per propiziarsi il Cielo. Capri, agnelli, vittime sacrificali offerte al Signore perché stenda sul suo popolo la sua mano pietosa. Quella di oggi è un’offerta diversa, ma sempre utile ed importante. Offrire il dolore, le contrarietà, le difficoltà di ogni giorno, unite alle gioie e al lavoro di tutti i giorni è segno di fede e di speranza in Dio.

La Coroncina alla Divina Misericordia NUOVA EDIZIONE (SI RECITA USANDO LA CORONA DEL ROSARIO)


All’inizio:
Recita di 1 Pater, Ave e Gloria

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il Tuo nome, venga il Tuo regno, sia fatta la Tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore é con Te. Tu sei benedetta fra le donne, e benedetto é il frutto del Tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, com’era in principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Recita del Credo Istituzionale o formula breve

Credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di la verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la Santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

Sui grani del Padre nostro si recitano le parole seguenti:

Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue, l’Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Nostro Signore Gesù Cristo in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

Sui grani della prima decina dell’Ave Maria si recitano le parole seguenti:
Per l’amarezza infinita del cuore di Gesù nell’orto degli Ulivi, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per la tristezza della Sua anima nella visione di tutti i peccati passati, presenti e futuri, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per il dolore che provò sapendo che il Suo sangue innocente sarebbe stato sparso invano per molti, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per le tentazioni da Lui subite nella passione dell’Orto, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per l’abbandono degli Apostoli, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per l’angoscia mortale da cui fu pervasa la sua anima, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per la paura, il terrore e la tensione che gli fecero sudare sangue, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per il tradimento dell’Iscariota, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per tutte le offese recate a Colui che passò nel mondo beneficandoci, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per tutti coloro che ancora oggi continuano a crocifiggere il Figlio di Dio con ingratitudini e disgusti al Suo Cuore trafitto, abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue, l’Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Nostro Signore Gesù Cristo in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

Sui grani della seconda decina dell’Ave Maria si recitano le parole seguenti:

Per le umiliazioni inflitte a Gesù davanti al Sinedrio, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per le ingiurie e le offese di coloro che lo condannarono, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per il rinnegamento di Pietro, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per la Sua infinita umiltà nel sopportare i dolori della passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per l’indulgenza e il perdono verso i suoi persecutori, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per i colpi di flagello che squartarono le Sue carni immacolate, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per la durezza dei cuori dei soldati romani che lo schernivano e lo beffeggiavano, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per le dolorose ferite provocate dalla coronazione di spine, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per il Sacrificio infinito di Gesù – Uomo Dio e nostro Salvatore, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per il rinnovarsi delle ferite nel Suo Sacratissimo Cuore a causa di coloro che lo rinnegano e lo disconoscono, abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue, l’Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Nostro Signore Gesù Cristo in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

Sui grani della terza decina dell’Ave Maria si recitano le parole seguenti:

Per l’umiliante processo davanti a Pilato e ad Erode, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per le percosse, i pugni e gli schiaffi che ricevette durante la Sua passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per la sua condanna a morte, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per i dolori strazianti provocati dal palo della croce che portò fino al Calvario, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per le cadute di Gesù lungo la via del Golgota, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per la febbre alta e la sete che lo afflissero dopo la flagellazione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per le frustate e le bastonate che ricevette sulla via del Calvario abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per i dolori terribili che provò a causa delle ferite aperte e sanguinanti nel momento in cui gli strapparono le vesti di dosso per crocifiggerlo, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per l’umiliazione che ricevette il Suo spirito eletto nel vedersi denudato di fronte alla folla, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per i dolori strazianti provocati dai chiodi conficcati nelle mani e nei piedi, abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue, l’Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Nostro Signore Gesù Cristo in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

Sui grani della quarta decina dell’Ave Maria si recitano le parole seguenti:

Per i terribili spasmi del corpo sussultante durante le tre ore di agonia, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per i dolorosissimi crampi che colpirono tutte le Sue membra sulla croce, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per il sudore, il caldo, il freddo, la spossatezza, la febbre, la sete, le molestie degli insetti e di tutti gli agenti atmosferici avversi che lo martoriarono sulla croce, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per il senso di abbandono di Dio che provò nella Sua agonia, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per i dolori spirituali che lo afflissero nel vedere le sofferenze dei suoi amici e parenti nel luogo del supplizio, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per i dolori e le angosce della Sua Santissima Madre, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per le ultime tentazioni che sopportò durante la Sua crocifissione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per la continua e sfibrante sofferenza provocata dai chiodi che martoriavano le Sue carni, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per la sensazione di soffocamento che provò durante la Sua agonia, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per la sensazione di solitudine e di abbandono da parte dei Suoi amici, abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue, l’Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Nostro Signore Gesù Cristo in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

Sui grani della quinta decina dell’Ave Maria si recitano le parole seguenti:

Per le ferite sanguinanti del Suo corpo martoriato che procuravano alle membra dolori lancinanti, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per la debolezza fisica che provò durante la Sua agonia, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per il Suo Sangue sparso con tanto fuoco d’amore, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per lo strazio del cuore di Maria nel vedere il Suo Figliolo così torturato, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per la ferita del costato che venne trafitto dalla lancia, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per i meriti della Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per i meriti di tutti coloro che si conformano al Cristo sofferente, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per i meriti di tutti i sofferenti nel corpo e nello spirito, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per i meriti di tutti coloro che completano ciò che manca alla Passione di Gesù, Nostro Salvatore, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Per il martirio di tutti i santi immolati per la causa di Dio, abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Per finire si ripete per tre volte:

LA SACRA BIBBIA INTERATTIVA

LA SACRA BIBBIA INTERATTIVA
La versione CEI